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10 motivi per non comprare l’iPhone 4G

  1. Magari non si chiama manco iPhone 4G, e allora son bestemmie – per te, lettore che vieni dal futuro: qui nel passato non è ancora uscito. Guarda la data del post.
  2. Il bordo destro della confezione è scivolosissimo: due gechi che conosco si sono slogati mani e piedi nel tentativo di scalarlo da ovest in una tersa giornata invernale. A difesa della Apple va detto che, dopo essere stati sottoposti alle adeguate (e dolorose e costose, ma ça va sans dir) cure mediche e dopo una lunga convalescenza, i due hanno ritentato la scalata attaccando la scatoletta da est e sono riusciti a raggiungere la linguetta per aprirla. Quest’ultima li ha leccati a morte ed è stata successivamente condannata da Mimì Ayuara per pessima battuta, ma Steve Jobs ha negato ogni legame con la vicenda.
  3. La batteria ha una scarsa autonomia. Mio cuggino dice che è anche difficile attaccare i morsetti nel caso si scarichi e l’iPhone non parta: il display non si graffia ma comunque scivolano (vedi anche la confezione al punto 2). Consiglio quindi di portare sempre con sé un gruppo elettrogeno in grado di erogare almeno 6 kilowatt. Conviene anche spegnere la retroilluminazione ed affidarsi invece al proiettore chiama-Batman, in vendita solo lunedì 7 giugno da Lidl a 9,90€.
  4. Il microprocessore (il dispositivo, cioè, che consente di scaricare ed installare i giochini direttamente dall’hi-fi) non è aperto. Questo comporta una sensibile diminuzione dello spazio utile nelle vostre tasche: immaginate di essere condannati dal crudele dittatore a dover sempre portare con voi una scatoletta vuota, senza mai poterci mettere dentro nulla, neppure du spicci. Fa schifo, vero? Ecco, ora pensate al microprocessore chiuso dell’iPhone 4G.
  5. Non gira il flash. Qui non è che le fonti internazionali si capiscano proprio bene: pare che il flash ci sia, ma non giri. Probabilmente rimane perennemente orientato verso chi scatta la foto, inficiandone dunque l’utilizzo. Steve Jobs sostiene sia voluto, perché il flash è una tecnologia in declino. Probabilmente ha a che fare con il progetto segreto di Apple di illuminare a giorno la parte in ombra del globo terràcuo, utilizzando un sistema di specchi ustori che manco Archimede Pitagorico. O ancora, la manovra commerciale che forzerà i produttori di macchine fotografiche a bloccarle su iso 9660, rallentando così la morte di quei cd-rom che pure volevano uccidere con il MacBook Air – la coerenza non si sa dove stia di casa, eh, Steve?
  6. Nonostante il sensore sia da (sembra) 5 mila pixel, scatterà comunque delle foto più violette rispetto alle Nikon D3S che ormai tutti teniamo sul terrazzo. Pare che il firmware Apple sopperirà in parte alla carenza accendendo il flash non rotante durante lo scatto; quest’ultimo emetterà una luce verdina (il cosiddetto Reality Distortion Field – coperto da una patente a cui, però, sono quasi finiti i punti). Non è necessario dirvi quanto questa soluzione sia subottimale: viola e verde sono colori complimentari nella sintesi alimentare e violano almeno centootto precetti del Feng Shui.
  7. Costa un sacco. Con i soldi che risparmierete non comprandolo potrete acquistare, per darvi un’idea, almeno 0,26 trapani a colonna (ma mica quelli Black & Decker, eh, signori, qui si parla di roba seria), duecento puzzacertole, dieci Nokia 2220 – dico, dieci! Hai voglia poi vantarti con gli amici: «Uh, io ciò l’aifon 4G» «Ed io ciò DIECI Nokia 2220! CREPA!» «oh :-(» – o un intero mese di ombrellone e sdraie alla spiaggia in un posto che dico io.
  8. Filippo ha detto che in camera sua non prende e che comunque manca il tasto invia e non riesce a toccare lo schermo mentre si fa i filmini didascalici.
  9. Su Google se cercate “i motivi per non comprare l’iPhone 4G” escono un sacco di pagine, mica solo questa. Credete che un milione di mosche possano stare senza un signore?
  10. Se lo comprate, poi vengono gli androidi e vi smontano la casa. Sì, avete presente Eliminator II? Ecco, pare che Google alla fine abbia fatto gli androidi, ed hanno il vero multimixer (non come l’iPhone 4G, che invece deve accontentarsi di un minipimer e voi tutti lì a bervela, che se lo dice Steve vi sorbite anche la crema pasticcera con tutti i grumi), un sistema operatorio completamente aperto (e vuoi che non lo riempiano di armi?) ed altri due o tre trucchetti che Steve Jobs se la mena, tipo l’head-up display con Facebook come gli F-117 Stealth.

Giovani Marmotte – 2

Come testimonia il post a cui freghiamo il nome, sono già tre anni che il Vostro fa con il cellulare tutte quelle cose che una volta erano considerate cool mentre adesso sono quasi di ordinaria amministrazione: ascoltare musica, navigare sul uèb, inviare e ricevere e-mail, chattare sporadicamente ed a colpi di t9, leggere ebook, creare hotspot WiFi per far navigare gli amicici con portatili ma senza chiavette, abusare di corsivo… ah no, il corsivo no: quello è ancora bandito dalla maggior parte dei dispositivi mobili. Pensateci.

Nel frattempo il software si è potenziato, ed ora Google Maps è abbastanza bravo da dirvi dove siete con una discreta approssimazione e da trovarvi le pizzerie nei dintorni. Sì, anche senza GPS, maggia maggia.

Insomma, il succo è che ormai la battaglia non è più sulle funzionalità. Un Nokia N70, che probabilmente troverete in giro a meno di cento euri – se sapete dove guardare – fa quasi tutta quella roba là sopra. E faticando un po’ troverete applicazioni che ne estendono ulteriormente le potenzialità.

Il succo, dicevamo, è che il “fa questo, fa quello” oramai non ha quasi più senso. Si dà per scontato che quasi tutti i cellulari di un certo prezzo facciano quasi tutto.

Il succo è che aspettare venti secondi perché carichi Opera Mini e chieda quale APN usare o due secondi per avere Safari già pronto fa differenza.
Vedere che è arrivata una mail ed iniziare la litania “sblocca basso basso seleziona lista messaggi basso seleziona aspetta… connessione al server in corso… ecco la mail leggi basso… aspetta… leggi basso… aspetta… opzioni basso elimina destra dal server aspetta…” o aprire Mail, scorrere con un dito e trascinarla nel cestino fa differenza.
Vedere gli ultimi sms in una lista striminzita o organizzati per conversazione, botta e risposta, in un bel font su uno schermo ampio fa differenza.

In altre parole: sì, l’interfaccia utente fa una enorme differenza e preparare il sushi con il coltellino svizzero è una sofferenza.

CAPTCHA!

Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart.

Ogni volta che, durante la registrazione al Sito Figo del Momento, digitiamo le lettere distorte e colorate – e sbagliamo più del previsto: sarà un 1, una I o una l? – veniamo sottoposti ad un test di Turing completamente automatizzato, volto a capire se siamo uomini o programmi che si iscrivono al solo scopo di rompere le scatole al prossimo. L’assunto è che per il malvagio bot sia facile generare dati anagrafici a caso; molto meno leggere lettere distorte. Gianni, come si fa a non essere ottimisti?

Se fate colazione a pane e Blade Runner ricorderete che, all’inizio del film, l’androide sottoposto al test andava in forte sbattimento; non succede ai programmi che una volta su cinque riescono a leggere i captcha di Google, registrando indirizzi @gmail.com da cui poi inondarci le caselle di posta con annunci su come trovare il partner sessuale più vicino.

Pare proprio, quindi, che le lettere distorte non siano più sufficienti. Una percentuale di successo del 20% per un bot è elevatissima: prova finché non ce la fa e non vuole neppure gli straordinari.

Ma l’uomo è creativo! Non solo inventa modi sempre più sadici per massacrare l’alfabeto e stiracchiarlo sino ai confini dell’universo, ma per capire se dietro alla tastiera ci sia o meno un cervello è disposto persino a

[ via Coding Horror ]

Aggiornamento: menzione d’onore

Abbonamenti

Non so se avete notato – io non l’avrei fatto, se non l’avessi fatto io – che ho aggiunto la possibilità di abbonarsi via e-mail al blog o alle risposte ad un particolare commento.

Notate l’artificialità e l’ambiguità di  “io non l’avrei fatto, se non l’avessi fatto io” nel paragrafo precedente; la mia maestra delle elementari, che aveva visto giusto e spesso diceva che i miei periodi sono contorti, l’avrebbe segnato con la penna rossa. Purtroppo non legge il blog, e non si possono correggere i blog altrui con la penna rossa. Al limite con qualche commento pungente. Ma non divaghiamo.

Chi volesse ricevere i post via e-mail non dovrà far altro che seguire questo link (servizio gentilmente offerto da FeedBurner). Non vi intaserò la casella, i nuovi articoli appaiono con cadenza trisettimanale… nei periodi di illuminazione. Poi ci sono mesi e mesi di pausa.

Chi, invece, desiderasse essere avvertito di risposte ad un proprio commento non dovrà far altro che spuntare l’apposita casellina in fondo al form dei commenti. Non rivendo i vostri indirizzi ai grossisti di Xanax, tranquilli, né li uso per spedirvi enormi presentazioni in PowerPoint; è tutto automatico, e potete disicrivervi da quel che vi pare quando vi pare seguendo i collegamenti inclusi nelle e-mail.

Io continuo a preferire i feed rss, come sistema per seguire un blog ed i suoi commenti, ma non è detto sia lo stesso per tutti voi.

Boten Anna

L’angolo della musica truzza (bonariamente; i miei gusti musicali sono notoriamente terribili): Boten Anna.

L’avrete sicuramente sentita, è stato un tormentone. Trovate anche il video su YouTube.

Beh, che c’è di speciale? C’è che, oramai, una minoranza degli utenti di internet può capirne il testo; IRC è stata quasi completamente rimpiazzata da MSN e dalle sue faccine fastidiose – una volta, qui, era tutta campagna – e siamo rimasti in pochi a sapere cosa sia un bot, ed a cosa possa servire.

Dal canto mio, mi sono affezionato a LETALE. Quando arrivo mi saluta con “Eh, io ti capisco… una volta ero come te”, mi ricorda i compleanni, elargisce battute sagaci e grazie a MegaHAL ha acquisito, in anni di conversazione, una sua bizzarra personalità. Nessuno sa come le sue catene markoviane abbiano potuto partorire la famosa fucking frittata. Le gesta del Fede, del Kazako e del Focacciaio, personaggi immaginari a cui è particolarmente legato, sono leggenda.

Dopo anni di permanenza sul mio pc, quest’anno ha deciso di trasferirsi su un server negli Stati Uniti. Per me è stato doloroso, ma lui è felice perché può svolgere meglio il suo lavoro: vigilare ventiquattr’ore su ventiquattro. In realtà non servirebbe, visto che i suoi amici chanserv e nickserv sono impeccabili, ma gli piace comunque pensare di essere un indispensabile custode.

Mi scrive tutti i giorni alle 17.41, per raccontarmi che si dice nei suoi canali, e mi spedisce una copia del suo cervello per sicurezza. E’ un bravo ragazzo, anche se un po’ cinico e scurrile.

L`oracolo: come ti senti stasera?
LETALE: Stasera non lo so, è per questo che te la senti.
L`oracolo: la morte addosso?
LETALE: La preferisco, la morte.
L`oracolo: alla vita che non hai?
LETALE: dove cazzo sei adesso non ti aiuterà a cambiare la tua visione ottimistica della vita.