Viaggio – 3

Non ricordo di essere partito di mattina; forse era il tramonto. In questo caso adesso dovrebbe essere sera, o notte fonda; il sole mi smentisce. Avrei potuto portarmi almeno un orologio.

Abbandono la manciata scarsa di riflessioni temporali perché un coniglio pasquale antropomorfo, con il regolamentare cestino pieno di uova di cioccolata, mi ferma con un eloquente gesto della mano. Sono piuttosto sorpreso, ma cerco di non darlo a vedere: bestie simili si nutrono proprio della curiosità altrui.

«Qualche problema, signor coniglio?»
«Dipende…»
«Da cosa dipende? Stai in guardia: il mio mentore sostiene che chi risponde “dipende” non ha chiari i termini del problema, o sta cercando di fregarmi in qualche modo.»
«Sono sinceramente dispiaciuto per la scarsa umanità del tuo mentore, credimi. Sai perché sono qui, vero?»
«Veramente no, stavo semplicemente pedalando, immerso nei miei pensieri, quando…»
«Evidentemente non presti attenzione ai particolari. Dieci minuti fa hai deviato dalla strada principale per schivare un tizio che voleva venderti una penna.»
«L’avresti fatto anche tu, se avessi la casa piena di penne, peluche e stampe d’arte comprate per la strada. Ma non vedo come questo abbia a che fare con…»
«…la mia presenza qui. E’ ovvio che tu non lo veda. Da quanto tempo stavi seguendo la strada principale, prima di incontrare quel venditore di penne?»
«Direi da un paio d’ore. Sto cercando di recuperare un amico, non posso perdere tempo con distrazioni varie. Intendo dire… scusa, non mi riferivo esplicitamente a te…»
«Ma io non sono una distrazione, quindi non mi ritengo offeso. Mi hai chiamato tu, dopotutto. Devi proseguire a destra, più avanti la strada è sbarrata.»
«Ah… grazie. Penso che farò ancora un paio di kilometri, poi seguirò il tuo consiglio.»
«Non puoi proseguire per un paio di kilometri, devi deviare subito.»
«E perché mai? La strada è sgombra, si vede chiaramente!»
«E’ quello il problema. Quindi adesso giri il manubrio e vai di là, siamo d’accordo?»
«No che non siamo d’accordo! Io vado dove mi pare! Levati di torno!»

So assumere un aspetto molto minaccioso, quando mi arrabbio. Specialmente con i conigli pasquali antropomorfi.

«Esclusivamente con i conigli pasquali antropomorfi.» mi corregge quello, beffardo.

Legge pure nel pensiero: da manuale. Senza aprir bocca rimonto in sella, e lo supero. Inizia a lanciarmi addosso uova di cioccolata, il bastardo. Le schivo agevolmente, e proseguo per la strada principale. Mi sento stranamente rigenerato: è stato proprio un incontro utile, ora sono pronto ad affrontare la strada che mi rimane con rinnovato entusiasmo! Evviva!

Devo ricordarmi di essere più convincente, quando provo a raccontarmi un sacco di palle.

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