Viaggio – 22

Corrente alternata

«Studio il lento volver della ruota
calcolando l’attrito ed il momento
e la sua volontà tutta m’è nota.»

«Vedo» dico all’uomo «ed il lamento
che pare di sentire ad ogni giro?
Annega la mia strada il suo tormento

«Il mio cuore!» sbotta lui, «Né più io m’iro
né m’affanno, dal dì in cui lo gettai
nel marchingegno che tutt’ora ammiro

e studio. Geme, e non si ferma mai.»
«Pietra storta! Macini il tuo cuore?
Non provi amor, né sentimenti dai!»

«Rido di rime sì banali… muore
il saggio se ascolta la burrasca.
Fu mia scelta imposta dal dolore.

Or brilla la mia mente, così fresca
che penetra il deserto, e lo capisce.»
Com’uomo prigionier ch’infine esca

la ruota guardo, sulle pietre lisce
e il mastro, e le parole tetre
sussurrano una vita che finisce.

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