Tarocchi

Si può scovare, in varie, una pagina dedicata ai tarocchi.

Chi mi conosce sa che nei confronti del “sovrannaturale” ho posizioni radicalmente contrastanti tra loro, in funzione di parametri fortemente variabili quali il giorno della settimana o l’umore.

La tendenza predominante è quella di assassinare l’argomento con un po’ di razionalismo. Non è il caso di cercare improbabili correlazioni fra la scivolosità di un pavimento, una litigata, la posizione apparente di un paio di astri e la somma di un paio di quadrati perfetti, per quanto la mente ami cercare connessioni per dare a questo immenso baraccone un senso di unità strutturale che forse non esiste, o forse non siamo in grado di cogliere.

Qualche volta, invece, l’abuso di letture pericolose (che siano pseudoscientifiche, zen, umoristiche o altro) mi insinua nella testa l’idea che la nostra conoscenza del mondo si fermi dove si fermano questi cinque sensi. Facciamo quattro, visto che ho poca dimestichezza con gli odori.

In questi casi mi drogo con pensieri solipsisti, e colto dall’ebbrezza ipotizzo una fisica diversa, tanto improbabile quanto divertente, in cui gli eventi si formano in Yesod e si concretizzano in Malkuth.

E’ da questi stati mentali lievemente alterati che scaturisce il mio amore per i tarocchi. Amore che talora filtra anche nella mente puramente razionale: indipendentemente dall’assurdità di credere che girare delle carte possa essere una stima ottima della giornata, il meditare sui simboli espone ancora una volta il contenuto ed il funzionamento del mio pensiero. Mi mostra connessioni tra i neuroni (se sono i neuroni a pensare, e se davvero contano le loro connessioni) e, cosa più importante, tra i concetti che possiedo e le mie esperienze passate.

Questi li ho trovati di recente a Lucca, ed il loro fascino consiste nel mostrare il lato nascosto di ciascuna carta tradizionale. Se per tradizionale intendiamo i tarocchi Raider-Waite, ma qui il capello si spacca in quattro.
Dietro ogni simbolo altri simboli: una civetta dietro la Papessa, due schiavi dietro al Carro, il Matto che si getta in un vulcano… e, tra simbolo e simbolo, danza il segreto dell’uomo.

2 pensieri su “Tarocchi

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