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Abbonamenti

Non so se avete notato – io non l’avrei fatto, se non l’avessi fatto io – che ho aggiunto la possibilità di abbonarsi via e-mail al blog o alle risposte ad un particolare commento.

Notate l’artificialità e l’ambiguità di  “io non l’avrei fatto, se non l’avessi fatto io” nel paragrafo precedente; la mia maestra delle elementari, che aveva visto giusto e spesso diceva che i miei periodi sono contorti, l’avrebbe segnato con la penna rossa. Purtroppo non legge il blog, e non si possono correggere i blog altrui con la penna rossa. Al limite con qualche commento pungente. Ma non divaghiamo.

Chi volesse ricevere i post via e-mail non dovrà far altro che seguire questo link (servizio gentilmente offerto da FeedBurner). Non vi intaserò la casella, i nuovi articoli appaiono con cadenza trisettimanale… nei periodi di illuminazione. Poi ci sono mesi e mesi di pausa.

Chi, invece, desiderasse essere avvertito di risposte ad un proprio commento non dovrà far altro che spuntare l’apposita casellina in fondo al form dei commenti. Non rivendo i vostri indirizzi ai grossisti di Xanax, tranquilli, né li uso per spedirvi enormi presentazioni in PowerPoint; è tutto automatico, e potete disicrivervi da quel che vi pare quando vi pare seguendo i collegamenti inclusi nelle e-mail.

Io continuo a preferire i feed rss, come sistema per seguire un blog ed i suoi commenti, ma non è detto sia lo stesso per tutti voi.

Maniacale – 2

Passano gli anni, ma non la maniacalità.

Avio, ed in passato Celant, e forse altri prima di loro sono andati a recuperare molti post passati. Come ho scritto nei commenti, la cosa mi stupisce e mi lusinga allo stesso tempo.

Avendo dovuto adeguare il (banale) template in modo che giochi pulito con le ultime versioni di WordPress ho deciso di perdere qualche ora in un passatempo di certo economico, ma non del tutto sano: rileggere tutto il blog, eliminando le categorie e “taggando” i post arretrati. Potete anche abbonarvi via e-mail ai commenti di un certo articolo, in modo da sapere se qualcuno vi ha risposto: idea presa in prestito, con mesi di ritardo, dal caro Francesco.

Anche se non sembra, queste (banali) pagine hanno quasi quattro anni. Fa un certo effetto recuperare cose scritte tempo fa… è la natura dei blog: leggendoli si finisce, in un certo qual modo, per affezionarsi agli autori. E se si rilegge il proprio blog non si può fare a meno di provare simpatia per come si era – specialmente se si scopre che, a dispetto di discorsoni e propositi per l’anno nuovo, “dopo tanti anni sei sempre un coglione”. Sono sicuro che coglierete la citazione, la mangerete e pianterete i semi in giardino.

Ma perché si scrive su un blog e non su un taccuino? Perché si ha il bisogno irrefrenabile di dire qualcosa di sé, per quanto stupido o noioso possa essere. In questa mia rilettura ho scoperto un sacco di cose che non ricordavo di aver scritto, e che probabilmente oggi riscriverei tali e quali.

Il mio ego smisurato mi chiede di dare una seconda possibilità a certi post molto sentiti che però hanno letto in tre. Questa volta saranno letti da circa trentacinque persone (feedburner vi tiene d’occhio, fedeli lettori!): è la mia occasione per aumentare la noia sul pianeta. Sì, adoro denigrarmi.

Inauguro, quindi, una desolante tradizione del “best of” – corredata di omonimo tag, per cui potrete saltare a pié pari i post del tipo “best of” senza timore di esservi persi niente; è pur sempre minestra riscaldata.

Oggi è la volta di due post temporalmente contigui, ma tematicamente distanti.

Il primo è Esperienza, lo spot di un rivoluzionario prodotto che può davvero cambiare la vostra vita.

Il secondo è un post sul pianto, che farebbe invidia a Masini ed a Mariottide. Molto emo, si direbbe oggi… all’epoca non lo si diceva. Per lo meno: io no, voi facevate un po’ quel che vi pareva, come sempre. Che zuzzurelloni.

Feed for free

Se mi seguite assiduamente, saprete che ho una vera e propria ossessione nei confronti dei feed RSS.

Purtroppo non tutti i siti fanno uso di questa tecnologia nuovissima (?): alcuni per scelta, altri per motivi tecnici non meglio precisati.

Utilizzo già da qualche mese Feed43 per domare i pochi siti che vorrebbero costringermi alle continue sessioni di click; a titolo di esempio, ecco i feed di un paio di siti domati:

La strip quotidiana di eriadan

Gigi, la piccola oloturia

Entrambi i siti hanno già un loro feed, ma… privo di immagini, il che non è il massimo per un fumetto online.

Si accettano consigli: se c’è un webcomic che seguite con assiduità ma non vedete ombra di RSS, sottoponetelo nei commenti ed io cercherò di ricavarne un feed. Feed43 è molto semplice da usare e non richiede registrazione, ma se non avete voglia di cimentarvi posso sacrificare un po’ del mio preziosissimo tempo libero per la diffusione del Sacro Verbo.

Terre inesplorate

(Questa è la giornata del trackback e del deep linking, attività con cui tediavo i miei lettori anche prima che il vulcanico Mapelli mi desse degli ottimi motivi per farlo…)

La vignetta di oggi di eriadan mi ha fatto riflettere sulle mie e sulle altrui abitudini di navigazione. E’ vero, molti di noi trascorrono le giornate rimbalzando tra una manciata di siti, effettivamente trasformandosi in macchine da polling. Non c’è nulla di male, purché sia una scelta consapevole; se, invece, dopo qualche ora trascorsa a girare in tondo per la propria stanza – come amava fare il caro Zio Paperone – la paranoia ci assale ci sono dei validi sistemi per espandere i propri orizzonti.

  • I feed. Di questi ho parlato estesamente. Non risolvono il problema, ma lo aggirano; diciamo che invece di girovagare tra i soliti tre siti, girovagheremo con poca fatica tra dieci o cento siti. Ma siamo sempre nel nostro cortile, sebbene espanso…
  • I collegamenti. C’è un’elevata probabilità che tra i collegamenti di un sito che leggiamo ci siano siti inerenti ed interessanti.
  • del.icio.us, digg, reddit, stumbleupon. Il concetto è semplice: qualcuno propone una notizia, o la aggiunge ai propri bookmark, ed altri la valutano. I dati che i vari sistemi reputano più interessanti guadagnano visibilità (ed il succitato Mapelli ha parecchie considerazioni interessanti al riguardo, ma esulano dagli scopi di questo post). Questi siti garantiscono un flusso continuo di informazioni, facilmente personalizzabili per aree tematiche.

Una critica ovvia? Beh, se si esce dal recinto si perde un sacco di tempo e ci si espone ad una enorme mole di informazioni. Una controcritica ancora più ovvia: se voglio fare una passeggiata di due ore preferisco andare in qualche posto che non ho mai visto anziché girare intorno al mio palazzo. Forse.

Precisazioni tecniche

  • Grazie ad Alex King, da qualche mese questo blog è ottimizzato anche per la visione su cellulari e palmari. Se avete qualche contratto che vi consenta di non spendere un occhio quando navigate via GPRS o UMTS, puntate il browser del vostro gadget al solito indirizzo – http://www.ainsophaur.it/blog/ – e vedrete direttamente la versione mobile.
  • Ricordate, o voi amanti degli RSS (non sapete cosa sono? Presto, correte ad informarvi) che è disponibile anche un feed RSS per i commenti. Giusto per evitare di dover tornare qui a verificare se vi ho risposto. Alla larga da questo sito, è un postaccio! Fruite del fruibile tramite il vostro reader preferito. E se avete un blog su splinder, meditate se non sia il caso di abbandonarlo anche solo per il fatto che i feed sono “monchi”, e costringono a visitare direttamente il vostro blog per poter leggere per intero i post.
  • C’è qualcosa nel layout del sito che vi disturba? Chessò, eccesso di glitter? Fatemelo sapere e vedrò di rimediare.

Ancora RSS

A poco meno di due anni di distanza dal primo, breve accenno, torno a parlarvi di RSS.

Senza esagerare con i tecnicismi (tanto non sono abbastanza esagerato da esagerare, né abbbastanza tecnico da tecnicare) eccovi un semplice esempio di come le tre letterine di cui sopra possono farvi risparmiare tempo – non si sa poi bene cosa uno se ne faccia, del tempo risparmiato: diciamo piuttosto che può sprecarlo in altri modi e siamo tutti più contenti.

Se non ho idea di cosa significhi RSS, la mia navigazione tipo inizia con: “Andiamo a vedere se Evaristo ha scritto qualcosa sul blog (clic)… andiamo a vedere se Eufrasto ha scritto qualcosa sul blog (clic)… andiamo a vedere se Epifanasio ha scritto qualcosa sul blog (clic)… Andiamo a vedere se c’è una nuova vignetta di Eminently Empty (clic)… Andiamo a vedere se c’è una nuova vignetta di Enthomology End (clic)… Andiamo a vedere se ci sono news su Eastern Eastside (clic)… Andiamo a vedere…”
Questo gioioso rituale si ripeterà più volte durante la giornata, in funzione del mio stato di dipendenza, fino a completa usura del tunnel carpale. Naturalmente, ad ogni giro di clic saranno ben pochi i blog aggiornati: questo non fa che rafforzare la dipendenza, dice MindHacks. Ma non divaghiamo.

Se non ho idea di cosa significhi RSS ma ho abbracciato la chiesa di Firefox, probabilmente faccio un solo clic: questo apre tut ti insi eme i si ti che con troll o più spe sso, a pre zzo di un legge ro ralle ntamen to (i possessori di giga e giga di ram sono esentati da questo supplizio). Perdo cinque minuti cliccando forsennatamente tra le varie tab, chiudendo il chiudibile, e mi sono tolto il pensiero. Per i prossimi dieci minuti, almeno.

Se so cosa significhi RSS, apro un programma (o Google Reader, quasi detesto Google per come non sbagli un colpo…) e mi appare una lista dei blog/siti di news/strip online/quant’altro seguo di solito. Accanto a quelli aggiornati c’è un numerino, che indica il numero di nuovi post: in una sola pagina ci sono tutte le novità. Bonus: senza miliardi di icone lampeggianti o improbabili layout a base di caratteri neri su sfondo violetto. Srotello giù fino ad arrivare in fondo alla pagina, nel mentre leggiucchio il leggiucchiabile, ed il tunnel carpale è salvo. Dopo i canonici dieci minuti, il programma o Google Reader avrà aggiornato da solo la lista, e se ci sarà qualcosa di nuovo sarò il primo a saperlo.
Fine.

E’ l’uovo di colombo: non so voi, ma io preferisco aspettare che squilli il cellulare ed eventualmente rispondere, piuttosto che telefonare periodicamente a tutti i miei amici per chiedere loro se hanno qualcosa di nuovo da dirmi.

Standard disclaimer per i miei post di questo genere: non voglio insegnare né imporre nulla a nessuno, difendo il sacrosanto diritto di farsi male nei modi appropriati e preferiti – io ne conosco di bellissimi, non ne parlo mai qui per pudore – ma mi piace, quando posso, parlare degli strumenti che uso. Proprio come mi piace sentir parlare degli strumenti che usano gli altri perché spesso scopro che, tra i tanti modi di fare le cose, il mio è il più scomodo.

Si ringraziano i signori che occhieggiano tra i link alla nostra destra perché quasi tutti hanno dotato, volontariamente o meno, il loro blog di un feed RSS che mi permette di leggerli con una certa comodità anche dal modesto cellulare con cui vi ho tediato qualche giorno fa.
Chi avesse fame di feed e volesse sguazzare nelle stesse torbide acque in cui sguazzo io potrà sottoscrivere la lista di notizie che, dopo aver letto, mi piace condividere.