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Prototipo altrui – 1

Vim è un editor di testo veramente fikizzimo – intendiamoci, io non lo uso perché preferisco Word, ma i miei amici ne parlano benissimo!!!

Per installarlo sulla nostra Ubuntu Box digitate, da terminale:

sudo apt-get install vim

Buon divertimento!!!

Il giorno dopo…

XMMS è un player multimediale che tutti dovrebbero avere! Passiamo alle istruzioni dettagliate per installarlo:

sudo apt-get install xmms

ovviamente da terminale!

Il giorno dopo…

Chi di noi non ha sentito il bisogno di copiare file tra la nostra Ubuntu Box ed un altro pc? Da oggi possiamo farlo con rsync!!!

Ecco un rapido tutorial per installarlo in cinque secondi! Aprite un terminale (Applicazioni -> Accessori -> Terminale) e digitate:

sudo apt-get install rsync

Evviva!

Una discreta fetta di blog italiani dedicati a Linux (e ad Ubuntu, in particolare, ma ce n’è per tutte le distribuzioni) sono di questo tenore. Sì, al quarto giorno qualsiasi essere umano pensante ha capito come si installa un programma, ed ha intuito che il contenuto informativo di ogni post si riduce al nome del programma stesso. Ma questo non impedisce agli infaticabili autori di prodursi giornalmente in quelli che vorrebbero essere tutorial, guide, tips.

Chi pensa che io sia critico solo nei confronti dei poveri blogger linuxari, può tediarsi con i prototipi

Identità

Passeggiando in centro…

«Ciao, Melchiorre!»
«Melchiorre? Guarda che mi chiamo Nabucodonosor!»
«Scusa… devo averti scambiato per un mio amico che si chiama Melchiorre.»
«No no, sono io. Ho cambiato nome: ieri mi chiamavo Melchiorre.»
«Ah! Ciao, Nabucodonosor: come va?»

«Ciao!»
«Buongiorno… non credo di conoscerla…»
«Sono Nabucodonosor!»
«Ah, ciao! Ma… ti ricordavo diverso…»
«Certo: ho fatto una plastica facciale completa, ma sono sempre io.»
«Ah! Ciao, Nabucodonosor: come va?»

«Ciao!»
«Salve… ci conosciamo?»
«Certo! Sono Domiziano!»
«Non credo di conoscere nessun Domiziano, mi spiace…»
«Forse mi conoscevi come Diocleziano, ho cambiato nome.»
«Conoscevo un Diocleziano, ma era biondo…»
«Sì: mi sono fatto rifare zigomi e naso, ho fatto crescere la barba e tinto i capelli.»
«Capisco. Allora, Domiziano, come va?»

«Allora, che si dice?»
Prelievo furtivo frammenti di pelle, li porto in laboratorio, faccio analizzare il dna e lo confronto con quello conservato nella mia banca dati, torno trionfante.
«Tutto bene, Santippe! Ti chiami ancora Santippe, vero? Ti trovo molto più sexy, ora che sei mulatta…»

Succede di rado nella vita reale, ma continuamente in internet.
Potreste evitare di cambiare continuamente e contemporaneamente nome, nickname, avatar e quant’altro per seguire le vostre passioni del momento? Grazie.

Copiadiritto

Un articolo desolante di un consumatore di musica veterano alle prese con il DRM (via Slashdot).

Un amico che sto cercando di trasformare in una specie di capo popolo dell’economia digitale – per usare sue parole – ha semplificato il problema nella mia mente. Attenzione, probabilmente nella mia mente è molto più semplificato che nella sua: interverrà a correggermi, se devio troppo dalla sua visione.

In soldoni, cercare di guadagnare soldi sulle copie di qualcosa che non costa niente copiare è una strategia fallimentare. Invece di trovare il modo di svincolare il guadagno dalle copie vendute, si cerca di eliminare la possibilità di fare copie. Geniale.

Visto che oramai non ci stupiamo neppure più del fatto che il film che ho comprato debba essere crittografato tra il mio lettore ed il mio monitor, altrimenti magari lo frego, sono sinceramente curioso di sapere come andrà a finire. Né mi azzardo a fare previsioni, ché si sa che il modo migliore di fare brutte figure è fare previsioni sul futuro.

Bel nickname che mi sono scelto.

Backup

Quando l’utente ha a che fare con i dischi, manipola file.

Vuole salvare le impostazioni dei propri programmi proprio come salva le proprie foto.

Non gli interessa se le impostazioni sono archiviate in database indicizzati per incrementare le prestazioni, se sono organizzate in alberi binari ridondanti e replicati in modo trasparente in punti oscuri del filesystem: lui vuole fare il backup di un file, al massimo di una cartella, e vuole essere sicuro di poter rimettere i file al loro posto dopo un catartico resettone e trovare tutto com’era prima.

Un*x funziona così da una vita, e salvare tutte le impostazioni di un utente equivale di solito a copiare da qualche parte il contenuto di /home/nomeutente. C’è anche maggiore granularità, se serve: le impostazioni di ogni singola applicazione sono contenute in un file .impostazioni, o al limite in una cartella .cartella_impostazioni. Di solito le impostazioni sono file di testo, leggibili da occhio umano; in qualche caso xml.

Salvare la configurazione del sistema si riduce a fare il backup di /etc, magari di /var…

L’utente non vuole creare un disco di ripristino che riporti tutto come era all’origine, bloatware incluso.
Non vuole esportare ed importare.

Vuole gestire file, semplicemente.

E’ così difficile?

Tono

“Due e cinquanta”
“Come?”
“Due e cinquanta”
“Scusa?”
“DUE E CINQUANTA!”

Cosa significa ripetere con stizza “DUE E CINQUANTA!”? Significa assumere che il nostro tono di voce è perfetto, e che eventuali problemi di ricezione sono dovuti non già al canale trasmissivo ma alla scarsa capacità del nostro interlocutore di sentire – non di ascoltare – ciò che abbiamo detto.
Evidentemente è un povero mentecatto con problemi di udito, ed ammazza il tempo costringendoci all’eterna ripetizione.

Se non sono stato udito cambio il volume di ciò che ho detto, non il tono.

A capo

Ma se, quando
scrivi sms oppure
e-mail o
comunque comunichi
per iscritto,
rispetti le
normali convenzioni
del genere,
perché quando
chatti
vai freneticamente
a caPOO?!?
Immagina che
fastidio
generi nei
poveracci che
devono
leggerti.
Immagina
che fastidio
generi
nei poveracci che
usano un
avviso acustico
che notifica
l’arrivo
di nuovi
messaggi
(BIP! BIP! BIP!
BIP BIP! BIP!
BIP! BIP!)
Lo dico
sempre:
evidentemente
sto invecchiando.

(tu che leggi e ti senti chiamato in causa: non temere, non sei l’unico ad avere questa disdicevole abitudine. Questo post è una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco di ritorni carrello.)

Avresti dovuto dirgli…

…sì, ma non gliel’ho detto!

Fino a quando le conversazioni non saranno del tutto sostituite da comode e-mail, in modo da darmi tempo di formulare risposte sagaci e controllare anche le fonti delle citazioni su Google, io non sarò capace di rispondere a tono.

Mi limiterò ad incassare il colpo uggiolando, e a covare l’odio o l’imbarazzo nelle ore seguenti.