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Ancora frattali

Seconda puntata della prestigiosa rivista “Frattali oggi”.

Mi scuso con gli assidui lettori che già conoscono tutto questo – e proprio per questo se ne tengono alla larga. Vi ho in simpatia, ma ogni tanto arriva l’amico con qualcosa di noiosissimo da farvi vedere, tutto esaltato… vorreste forse ammazzare il suo entusiasmo con una frasetta di circostanza?

Sì, lo so, anche io.

Ecco anche un video che descrive le trasformazioni di Moebius, a complemento di quello che farfuglio in “Frattali oggi”. Sapete, quando è stata scritta quella roba non esisteva Youtube.

Mai e poi mai avrei potuto mostrarvi un video sulla natura autosimile dell’insieme di Mandelbrot, né uno sull’infinito dettaglio (leggete la didascalia: se il fotogramma finale di quell’animazione fosse grande come il vostro monitor, l’insieme completo sarebbe più grande del nostro universo) o ancora una animazione dall’aspetto organico di vari insiemi di Julia. Di quest’ultima ignorate senza timore la didascalia, l’autore ci è andato pesante con la Matematica dei Puffi… e forse anche con l’LSD.

Quello che un filmato simile ci dice sulla struttura della nostra mente si riassume nell’esperienza di Hod, l’elusivo punto tre del Credo di anni fa.

Una visita lunga a piacere di Fractal Recursion  potrebbe darvi un’idea più precisa.

Otta

L’idea è semplice ma mica stupida.
Si racconta alla gente che c’è un modo per sfuggire all’alienazione, al tempo libero che manca, allo stress da competizione, a quella sensazione di angoscia che ti coglie quando ti svegli, alla mattina, o prima di addormentarti.

Sui dettagli del Metodo e sul perché funzioni si può speculare a piacimento. Visto un certo mio background (da non prendersi troppo sul serio) consiglierei la possibilità di recuperare la sintonia con certi centri energetici della natura e dell’universo. Brutta malattia, la dissonanza. Per fortuna si può guarire!

L’elemento imprescindibile di tutta la costruzione è l’assoluta necessità, per applicare il Metodo, di incontrarsi periodicamente in grandi palestre riscaldate e profumate, indossando lunghe tuniche bianche (e possibilmente nulla sotto, anche se non è detto sia necessario).

Ci si dedica poi alla meditazione sfruttando candele ed incensi, recitando altresì alcune litanie da confezionarsi a dovere. La purificazione si conclude con una poderosa orgia che coinvolge tutti gli intervenuti.

Si possono innestare su questo semplice scheletro una miriade di effetti speciali o di utili ammennicoli: segretezza a base di mascherine, particolari codici per riconoscersi, necessità di versare ingenti somme di denaro… ma sono convinto che anche la versione base possa riscuotere un grande successo e donare a tutti immediati benefici.

Insomma, sempre meglio di Scientology

(Ricordo a chi volesse sperimentare religioni non convenzionali quella del Flying Spaghetti Monster e la Church of The SubGenius, famosa per l’accattivante slogan: “Salvezza eterna o il TRIPLO dei soldi indietro!”)

(Ricordo a chi fosse interessato alle date dei prossimi incontri che può contattarmi in privato (o in pubblico, per ora la segretezza non è ai vertici delle nostre priorità): siamo già in tanti e tutti soddisfatti, cosa aspetti? Rientra anche tu in sintonia!)

Ideificazione

L’acqua calda della serata estiva: gli dei esistono ancora, hanno solo cambiato nome ed aspetto.

Le figlie di Afrodite popolano gli spot, i cugini di Apollo scorrazzano per i blog e se la intendono con i nipoti di Mercurio, che si è dato agli sgravofoni.

Non sono mai stati un fulgido esempio di purezza, queste divinità: erano un po’ tutte imparentate le une con le altre, ogni tanto diventava persino complesso distinguerle. E’ ancora così: ognuno ha il suo pantheon personale, sebbene ci siano intersezioni. Il dio del “nonhoilcoraggiodichiedereunghiacciolo” ce l’ho solo io, quello del tramonto malinconico ce l’hanno quasi tutti. Questi due sono innocui: ce ne sono altri pericolosi.

C’è il dio che conforta sempre gli amici, c’è il dio generoso fino all’autolesionismo, c’è il dio che non dimentica mai un compleanno (a proposito: se mi stai leggendo, auguri!), c’è il dio con la battuta pronta ed il dio che non si fa fottere dal prossimo. Per non parlare del dio ingegnere, del dio filosofo…

Sono tutti pericolosi, perché belli. Carismatici. Li deridiamo per esorcizzarli, ma sotto sotto sappiamo. E, quando capita l’occasione… che ci donino un po’ della loro perfezione!

L’essere posseduti da questi archetipi assuefà. Più incarni il dio degli abiti scuri, più gli altri lo riconoscono in te e lo esaltano. Ti dimentichi cos’eri, ti perdi in lui.

Quando ne sei pregno, quando non ricordi neppure di non essere sempre stato il dio esperto di cacciaviti, incontri sull’autobus il Vero Dio Cacciavite. E, come un vampiro, ti strappa di dosso l’uniforme e se la mette lui. Ma a lui sta molto meglio che a te: tutti lo pensano, forse qualche amico sensibile non te lo dice per affetto.

Eccoti nuovamente un guscio vuoto, qualcosa di fluido ed indefinibile alla ricerca di qualche divinità minore che ti dia uno scopo per un paio di giorni, o di anni.

Passando di dio in dio, il tempo scorre ed incarni il dio cambiaforma. Il tuo potere? Cucire insieme i pezzi, bestemmiando “Sarò pure qualcosa!”