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Uncanny Valley

Il trailer di Beowulf, completamente in computer grafica, diretto da Zemeckis (Grande Giove!) e sceneggiato nientepopodimeno che da Gaiman (!) mi ha fatto per l’ennesima volta osservare con attenzione i modelli umani e chiedere: ma, prima o poi, saranno davvero perfetti ed indistinguibili dalle controparti?

Pare che il problema non sia solo mio e qualcuno abbia elaborato una teoria pseudoscientifica – ma verosimile – che investiga sul dilemma: perché Lisa Simpson, che è gialla, ha degli enormi occhi tondi ed ha quattro dita, sembra più umana dei personaggi del film di Final Fantasy?

La pagina di Wikipedia sull’Uncanny Valley riassume l’argomento. Pare sia più facile notare le caratteristiche umane in soggetti che di umano hanno poco, mentre all’aumentare del realismo scatti un meccanismo completamente opposto. E, forse per motivi antropologici, abbiamo un’innata paura nei confronti di quello che sembra umano ma non è umano. Dannati manichini, dannate bambole di ceramica. Dannati clown. Ah no, quelli sono umani.

Secondo me no.

Fotorealismo

E’ vecchia, ed in un campo come quello della modellazione tridimensionale questo può significare molto.

Tuttavia, c’è sempre qualcosa di magico nel guardare un’immagine simile e nel sapere che è completamente sintetica (“completamente sintetica”… ogni tanto parlo come Studio Aperto. Virtuale, multimediale, interattivo).

L’autore, però, ha qualcosa di interessante da dire riguardo ad un’altra sua opera ed al successo di immagini fotorealistiche senza nessun particolare significato artistico che vada oltre la loro perfezione e la loro capacità di ingannare l’osservatore.

Tutto questo con Persistence of Vision. Che non costa un euro, giusto per precisare.

Carattere

Non mi piace evangelizzare il prossimo. Rispetto le scelte altrui, perché penso che siano motivate; e, nel caso non lo siano, rispetto la scelta di non motivarle.

Di recente, però, ho installato nuovamente Windows. Ho guardato il mio blog, ed ho pensato: “però, che schifo”.

Non solo per i contenuti, che sono quelli che sono e più di tanto non si può fare; la mia critica era diretta ai caratteri, ed a come venivano presentati sullo schermo.

Non so a quanti interessi, ma vi mostrerò Firefox in azione sotto tre diversi sistemi operativi:

  • Mac OS X, la punta di diamante di casa Apple
  • Ubuntu GNU/Linux, una distribuzione Linux molto promettente basata su Debian
  • Il caro, vecchio (oramai qualche anno ce l’ha anche lui) Windows XP

Se avrete la pazienza di guardare le tre immagini, difficilmente non noterete la differenza. L’antialiasing dei font, quella tecnica che consente di “smussare” i caratteri utilizzando pixel di colori adeguati in punti strategici, è di gran lunga il peggiore, in Windows.

In realtà è solo una delle mie innumerevoli fissazioni, non sarà la bruttezza dei caratteri a frenare la diffusione di Windows (e meno male).

Questo piccolo dettaglio, però, conferma una mia rozza sensazione: dal punto di vista squisitamente estetico, OS X sta a Windows come un classico della letteratura ad un volumetto di barzellette sconce.

Da altri punti di vista… se ne può parlare.