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Viaggio – N

INCREDIBILE!

Da oggi, e per tutte le prossime estati, i raccontini della prestigiosa serie “Viaggio” hanno una pagina tutta loro!

Mai più crampi alle dita! Basta con i morsi della fame! Al bando la banda passante!

Mostrami subito questa portentosa pagina

Autorizzazione ministeriale concessa. Può avere effetti collaterali imbarazzanti. Non perforare né bruciare neppure dopo l’uso.

Nell’autolavaggio

Chi si è cibato di innumerevoli situation comedy, negli anni ’80 (I Jefferson, I Robinson, Webster, Arnold e chi più ne ha…) ricorderà senz’altro la puntata in cui alcuni membri della famiglia rimangono chiusi in soffitta/cantina/lavanderia/ascensore ed iniziano a rievocare il passato.

Già da bambino mi stupiva la sfacciataggine con cui gli autori riproponevano questo cliché, il cui scopo principale era quello di creare una puntata “best of” a colpi di taglia & incolla – pensateci: in quel periodo, l’espressione “taglia & incolla” vi sarebbe stata un po’ meno familiare di adesso.

Avrete capito dove stiamo andando a parare: io e voi siamo rimasti chiusi tutti insieme nell’autolavaggio, il gomito ci fa contatto con il piede ed abbiamo le papille gustative interrotte. La scena sfuma, e giù di vecchi post… con un tono autocelebrativo che, se lo leggessi sul blog di qualcun altro, mi farebbe venire la pelle d’oca. Quindi sì, siete giustificati.

Cappuccini è rivolto agli smanettoni, aspiranti o presunti tali. Ecco come preparare un cappuccino, dal punto di vista di diversi sistemi operativi. Forse sarebbe il caso di aggiungere anche qualche nota su Symbian e Nokia Serie 60. Il futuro ci dirà.

5 idee per accumulare stress è un plagio piuttosto brutale (ma cito la fonte. E che diamine).
Al pari dei nodi dei giorni scorsi, un piccolo promemoria di certi vizi del pensiero che possono complicarci la vita in modo sbarazzino. Attenzione al trasformismo: può capitare che alcuni di questi vizi vi siano decantati come virtù. Scegliete voi da che parte stare, io sto con il vincitore perché il perdente puzza.

Ringrazio Avio per il ripescaggio…

Non ho avuto tempo

Il post ripescato di oggi è Giustificazioni, dopo ben tre anni e mezzo di sedimentazione.

Gli articoli come questo mi sembrano, ad una rilettura, piuttosto polemici; è vero, l’intento è estremizzare, palesare il paradosso, ma non nascondo una certa simpatia per comportamenti umani come il dover necessariamente trovare una giustificazione.

Chi non lo fa? Chi non ha l’impressione che le proprie scelte, nella vita, siano compiute da una scimmia impazzita e che ci sia nella nostra testa un sovrintendente continuamente impegnato nel formulare spiegazioni razionali e condivisibili per ogni estro del momento? La dissonanza cognitiva è una brutta bestia, e qualsiasi espediente è valido per sfuggirle.

Chi non lo fa, dicevo, scagli la prima pietra. Non su di me, per favore; preferirei non essere né lapidario né lapidato.

Maniacale – 2

Passano gli anni, ma non la maniacalità.

Avio, ed in passato Celant, e forse altri prima di loro sono andati a recuperare molti post passati. Come ho scritto nei commenti, la cosa mi stupisce e mi lusinga allo stesso tempo.

Avendo dovuto adeguare il (banale) template in modo che giochi pulito con le ultime versioni di WordPress ho deciso di perdere qualche ora in un passatempo di certo economico, ma non del tutto sano: rileggere tutto il blog, eliminando le categorie e “taggando” i post arretrati. Potete anche abbonarvi via e-mail ai commenti di un certo articolo, in modo da sapere se qualcuno vi ha risposto: idea presa in prestito, con mesi di ritardo, dal caro Francesco.

Anche se non sembra, queste (banali) pagine hanno quasi quattro anni. Fa un certo effetto recuperare cose scritte tempo fa… è la natura dei blog: leggendoli si finisce, in un certo qual modo, per affezionarsi agli autori. E se si rilegge il proprio blog non si può fare a meno di provare simpatia per come si era – specialmente se si scopre che, a dispetto di discorsoni e propositi per l’anno nuovo, “dopo tanti anni sei sempre un coglione”. Sono sicuro che coglierete la citazione, la mangerete e pianterete i semi in giardino.

Ma perché si scrive su un blog e non su un taccuino? Perché si ha il bisogno irrefrenabile di dire qualcosa di sé, per quanto stupido o noioso possa essere. In questa mia rilettura ho scoperto un sacco di cose che non ricordavo di aver scritto, e che probabilmente oggi riscriverei tali e quali.

Il mio ego smisurato mi chiede di dare una seconda possibilità a certi post molto sentiti che però hanno letto in tre. Questa volta saranno letti da circa trentacinque persone (feedburner vi tiene d’occhio, fedeli lettori!): è la mia occasione per aumentare la noia sul pianeta. Sì, adoro denigrarmi.

Inauguro, quindi, una desolante tradizione del “best of” – corredata di omonimo tag, per cui potrete saltare a pié pari i post del tipo “best of” senza timore di esservi persi niente; è pur sempre minestra riscaldata.

Oggi è la volta di due post temporalmente contigui, ma tematicamente distanti.

Il primo è Esperienza, lo spot di un rivoluzionario prodotto che può davvero cambiare la vostra vita.

Il secondo è un post sul pianto, che farebbe invidia a Masini ed a Mariottide. Molto emo, si direbbe oggi… all’epoca non lo si diceva. Per lo meno: io no, voi facevate un po’ quel che vi pareva, come sempre. Che zuzzurelloni.

Leggibilità

Quella di chi programma è spesso una continua lotta volta a rendere il proprio codice sempre più chiaro e facile da mantenere.

Senza scomodare linguaggi di programmazione esoterici, può capitare di voler scrivere nel peggior modo possibile in un linguaggio noto. Giusto per rendere difficile la vita al povero sventurato che verrà dopo di noi.

Qualcuno viene in aiuto.