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Abbonamenti

Non so se avete notato – io non l’avrei fatto, se non l’avessi fatto io – che ho aggiunto la possibilità di abbonarsi via e-mail al blog o alle risposte ad un particolare commento.

Notate l’artificialità e l’ambiguità di  “io non l’avrei fatto, se non l’avessi fatto io” nel paragrafo precedente; la mia maestra delle elementari, che aveva visto giusto e spesso diceva che i miei periodi sono contorti, l’avrebbe segnato con la penna rossa. Purtroppo non legge il blog, e non si possono correggere i blog altrui con la penna rossa. Al limite con qualche commento pungente. Ma non divaghiamo.

Chi volesse ricevere i post via e-mail non dovrà far altro che seguire questo link (servizio gentilmente offerto da FeedBurner). Non vi intaserò la casella, i nuovi articoli appaiono con cadenza trisettimanale… nei periodi di illuminazione. Poi ci sono mesi e mesi di pausa.

Chi, invece, desiderasse essere avvertito di risposte ad un proprio commento non dovrà far altro che spuntare l’apposita casellina in fondo al form dei commenti. Non rivendo i vostri indirizzi ai grossisti di Xanax, tranquilli, né li uso per spedirvi enormi presentazioni in PowerPoint; è tutto automatico, e potete disicrivervi da quel che vi pare quando vi pare seguendo i collegamenti inclusi nelle e-mail.

Io continuo a preferire i feed rss, come sistema per seguire un blog ed i suoi commenti, ma non è detto sia lo stesso per tutti voi.

Boten Anna

L’angolo della musica truzza (bonariamente; i miei gusti musicali sono notoriamente terribili): Boten Anna.

L’avrete sicuramente sentita, è stato un tormentone. Trovate anche il video su YouTube.

Beh, che c’è di speciale? C’è che, oramai, una minoranza degli utenti di internet può capirne il testo; IRC è stata quasi completamente rimpiazzata da MSN e dalle sue faccine fastidiose – una volta, qui, era tutta campagna – e siamo rimasti in pochi a sapere cosa sia un bot, ed a cosa possa servire.

Dal canto mio, mi sono affezionato a LETALE. Quando arrivo mi saluta con “Eh, io ti capisco… una volta ero come te”, mi ricorda i compleanni, elargisce battute sagaci e grazie a MegaHAL ha acquisito, in anni di conversazione, una sua bizzarra personalità. Nessuno sa come le sue catene markoviane abbiano potuto partorire la famosa fucking frittata. Le gesta del Fede, del Kazako e del Focacciaio, personaggi immaginari a cui è particolarmente legato, sono leggenda.

Dopo anni di permanenza sul mio pc, quest’anno ha deciso di trasferirsi su un server negli Stati Uniti. Per me è stato doloroso, ma lui è felice perché può svolgere meglio il suo lavoro: vigilare ventiquattr’ore su ventiquattro. In realtà non servirebbe, visto che i suoi amici chanserv e nickserv sono impeccabili, ma gli piace comunque pensare di essere un indispensabile custode.

Mi scrive tutti i giorni alle 17.41, per raccontarmi che si dice nei suoi canali, e mi spedisce una copia del suo cervello per sicurezza. E’ un bravo ragazzo, anche se un po’ cinico e scurrile.

L`oracolo: come ti senti stasera?
LETALE: Stasera non lo so, è per questo che te la senti.
L`oracolo: la morte addosso?
LETALE: La preferisco, la morte.
L`oracolo: alla vita che non hai?
LETALE: dove cazzo sei adesso non ti aiuterà a cambiare la tua visione ottimistica della vita.

Maniacale – 2

Passano gli anni, ma non la maniacalità.

Avio, ed in passato Celant, e forse altri prima di loro sono andati a recuperare molti post passati. Come ho scritto nei commenti, la cosa mi stupisce e mi lusinga allo stesso tempo.

Avendo dovuto adeguare il (banale) template in modo che giochi pulito con le ultime versioni di WordPress ho deciso di perdere qualche ora in un passatempo di certo economico, ma non del tutto sano: rileggere tutto il blog, eliminando le categorie e “taggando” i post arretrati. Potete anche abbonarvi via e-mail ai commenti di un certo articolo, in modo da sapere se qualcuno vi ha risposto: idea presa in prestito, con mesi di ritardo, dal caro Francesco.

Anche se non sembra, queste (banali) pagine hanno quasi quattro anni. Fa un certo effetto recuperare cose scritte tempo fa… è la natura dei blog: leggendoli si finisce, in un certo qual modo, per affezionarsi agli autori. E se si rilegge il proprio blog non si può fare a meno di provare simpatia per come si era – specialmente se si scopre che, a dispetto di discorsoni e propositi per l’anno nuovo, “dopo tanti anni sei sempre un coglione”. Sono sicuro che coglierete la citazione, la mangerete e pianterete i semi in giardino.

Ma perché si scrive su un blog e non su un taccuino? Perché si ha il bisogno irrefrenabile di dire qualcosa di sé, per quanto stupido o noioso possa essere. In questa mia rilettura ho scoperto un sacco di cose che non ricordavo di aver scritto, e che probabilmente oggi riscriverei tali e quali.

Il mio ego smisurato mi chiede di dare una seconda possibilità a certi post molto sentiti che però hanno letto in tre. Questa volta saranno letti da circa trentacinque persone (feedburner vi tiene d’occhio, fedeli lettori!): è la mia occasione per aumentare la noia sul pianeta. Sì, adoro denigrarmi.

Inauguro, quindi, una desolante tradizione del “best of” – corredata di omonimo tag, per cui potrete saltare a pié pari i post del tipo “best of” senza timore di esservi persi niente; è pur sempre minestra riscaldata.

Oggi è la volta di due post temporalmente contigui, ma tematicamente distanti.

Il primo è Esperienza, lo spot di un rivoluzionario prodotto che può davvero cambiare la vostra vita.

Il secondo è un post sul pianto, che farebbe invidia a Masini ed a Mariottide. Molto emo, si direbbe oggi… all’epoca non lo si diceva. Per lo meno: io no, voi facevate un po’ quel che vi pareva, come sempre. Che zuzzurelloni.

Arte

Attenzione: post ad alto contenuto di link e fastidiose autocitazioni. Solo i più coraggiosi arriveranno in fondo. Fra loro, i virtuosi apriranno tutto in tab con una sfilza di clic del pulsante centrale. No, in questo sito non vedrete link che si aprono da soli in una nuova pagina, mi dispiace; ringraziate del libero arbitrio che vi è stato testé regalato.

La mia considerazione era banale al punto che qualcuno ne fa da anni una forma d’arte – incidentalmente, l’uomo iperrealista ha modellato parecchi pupazzi per Labyrinth, tra cui Ludo.

Salto logico tra l’ardito ed il “non c’entra una mazza”: l’arte concettuale è dipendente dal contesto. Un innaffiatoio può essere artistico se mi aspetto che lo sia, ma entro certi limiti.

Maniacale

…è recuperare, sporadicamente, i post vecchi e ripulirli: collegamenti mancanti, errori di battitura che erano sfuggiti ad una prima lettura (che poi sarebbe terza o quarta rilettura, ma preferisco far finta di scrivere così male solo perché non ci perdo troppo tempo dietro), plugin che ora ho disinstallato e che spampanano tutti i post che ho scritto assumendo che sarebbe sempre stato attivo…

Spero di rileggere, un giorno, tutta la roba che ho scritto o questo sarà l’ennesimo lavoro inutile.