Sfocatura

Un effetto collaterale neppure troppo originale della perdita di coscienza del momento attuale è che si tende a vivere nel futuro o nel passato, piuttosto che nel presente.

Le leggi fisiche, però, non collaborano: a meno di flussi canalizzatori,  l’esperienza del passato e del presente è un elaborato artefatto della nostra mente. Quest’ultima, con poche e notevoli eccezioni, non è ad alta definizione; smussa, migliora, peggiora. Spesso migliora il passato e peggiora il futuro, ma non è una regola.

Volendo distinguere vari casi:

  • quando si vive in un passato edulcorato, il presente è sempre troppo grigio. Non acquisirà il giusto colore – o, più probabilmente, colori di gran lunga troppo vivaci – che a distanza di anni. Ma a quel punto sarà già passato.
  • quando si vive in un passato artificialmente peggiorato, le scelte del presente sono influenzate da fastidiosi condizionamenti. Per evitare il ripresentarsi del passato terribile si fugge in continuazione. Aggiungere con moderazione un pizzico di rimpianto per le occasioni perse, ottimo espediente per trasformare il presente di oggi nel pessimo passato di domani.
  • quando si vive in un futuro spumeggiante, il confronto con il presente demoralizzante è piuttosto fastidioso. Soprattutto quando il futuro idealizzato cerca di incastrarsi sul presente e non ci riesce. Prepararsi ad una discreta dose di delusione gratuita: la torta non sarà mai buona come ci si aspettava. Ci si può consolare nella continua contemplazione del futuro perfetto, ma non è un passatempo né sano né economico.
  • quando si vive aspettando con ansia un futuro opprimente, è difficile godere del presente. Sì, per ora va tutto bene, ma prima o poi…
    Ottimo complemento per il passato edulcorato, per estensione.

YMMV.

11 pensieri su “Sfocatura

  1. Imizael

    Oh cielo, il link di “flussi Canalizzatori” non funziona.. questo ha reso terribile il mio presente.
    Non appena tu leggerai il mio post, renderà terribile il tuo passato, perchè dirai “dall’una e mezza di notte sino ad ora, tutti i lettori che sono passati di qui e hanno provato quel link hanno visto il mio errore!”, e renderà dubbio il futuro: “torneranno mai a leggermi, oppure diranno no non ci vado più perchè sbaglia i link. Io correggerò l’errore, ma nessuno mai lo saprà.”

    Terribile, no?
    quanto potere in un link..

  2. oracolo Autore articolo

    Imizael: Un link che, tra l’altro, adesso funziona :O
    Non so cosa, stamattina, ti abbia impedito di vederlo… ma senz’altro avrà influenzato pesantemente anche la tua vita, visto che il ricordo dell’idea dell’angoscia che il futuro mi avrebbe provocato nel vedere che non funziona ti starà sicuramente avvelenando il passato. Eccetera.

    Mothmor: non che il vivere qui ed ora sia molto distante dalla filosofia di Ralph Winchester:
    « Ora mi piacciono gli uomini! »
    (Ralph, vedendo passare Bart nudo)

  3. Avio

    Bellissimo il flusso canalizzatore, lo voglio!!! (Come meta’ dei gadget di Gizmodo e tre quarti di quelli di ThinkGeek, ma vabbe’…)

    Parlando del recente passato, cio’ che lo ha reso temporaneamente frustrante e’ l’aver passato un ora cercando di ottenere una bash in stile Commodore 64 (previo incoraggiamento dell’autore di codesto blog). Alla fine ce l’ho fatta, ma il prezzo in neuroni non e’ stato modesto :P

    Quindi ricapitolando… metti link malfunzionanti, incoraggi la gente ad installare applicazioni psicotrope… somma sei ad un passo dall’essere giudicato per crimini contro l’umanita’ :D:D:D

    Meno male che ora e’ tutto sotto controllo e il flusso canalizzatore… sta flussando ^___^

  4. oracolo Autore articolo

    Beh, però ne valeva la pena: adesso hai il terminale più figo dell’universo! :-)

    Quello che conta non è la destinazione, è il viaggio. In tutti i sensi.

    (Comunque, non ho capito perché hai dovuto aggiungere la riga in xorg.conf; pensavo fosse sufficiente copiare il font in ~/.fonts/ … almeno, di solito faccio così e funziona. Misteri del C64.)

  5. Avio

    Mumble… No da quello che ho capito io (e cioe’ non molto :P) se metti un font in una cartellina tua e ci lanci sopra fc-cache, il font risulta installato per la maggior parte delle applicazioni, ma non per X (o emoderivati). Per farlo vedere anche a X, devi mettere il font in una delle directory specificate da “FontPath” in xorg.conf, rilanciare fc-cache, rilanciare X e rilanciare l’economia :D:D:D

    Ho provato anche apt-ghettandomi ttf-ubuntu-title (il pacioso font del logo Ubuntu), ed effettivamente lui finisce in una di quelle directory, mentre fc-cache da solo e’ troppo pigro per farti sto favore.

    Cmq secondo me mi hanno fregato… in realta’ ho installato una Gentoo camuffata da Ubuntu :)

  6. oracolo Autore articolo

    Ah, ‘sti misteri dei fontZ!

    Va bene, conserverò il commento per futuro riferimento.

    Nota di colore: in uno dei primi aggiornamenti di Ubuntu, cambiarono il percorso dei font ma non previdero che un povero diavolo potesse aver modificato xorg.conf a mano – e, quindi, quest’ultimo non sarebbe stato sostituito dal pacchetto aggiornato, come da policy Debian.

    E’ sempre divertentissimo rimettere a posto le magagne di X cercando la soluzione con lynx. E’ già un po’ che non lo devo più fare, un po’ perché c’è BulletProof X o come si chiama, un po’ perché le magagne son sempre quelle e non c’è più niente da cercare.

    Ah, l’evoluzione!

  7. Stefano

    Un mio collega, che questa estate ha fatto meditazione Zen in un ‘convento’ (si dice così ?), mi dice che con la filosofia Zen sta proprio intraprendendo una strada di coscienza del presente, del momento, di quello che sta facendo, anche se semplice, anche se banale.

    Insomma, anche quando ti scaccoli il naso, se lo fai con consapevolezza sarà un momento degno di essere vissuto.

  8. oracolo Autore articolo

    Già, l’idea che ho “preso in prestito” è proprio quella.

    Si adatta particolarmente al mio carattere – per una mia funesta tendenza naturale, sto sempre fantasticando sul futuro o rievocando il passato. Alla lunga, sembra che la vita te la stia vivendo qualcun altro, mentre tu sei impegnato a perderti nella sega mentale. No bello, no buono.

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