Maniacale – 2

Passano gli anni, ma non la maniacalità.

Avio, ed in passato Celant, e forse altri prima di loro sono andati a recuperare molti post passati. Come ho scritto nei commenti, la cosa mi stupisce e mi lusinga allo stesso tempo.

Avendo dovuto adeguare il (banale) template in modo che giochi pulito con le ultime versioni di WordPress ho deciso di perdere qualche ora in un passatempo di certo economico, ma non del tutto sano: rileggere tutto il blog, eliminando le categorie e “taggando” i post arretrati. Potete anche abbonarvi via e-mail ai commenti di un certo articolo, in modo da sapere se qualcuno vi ha risposto: idea presa in prestito, con mesi di ritardo, dal caro Francesco.

Anche se non sembra, queste (banali) pagine hanno quasi quattro anni. Fa un certo effetto recuperare cose scritte tempo fa… è la natura dei blog: leggendoli si finisce, in un certo qual modo, per affezionarsi agli autori. E se si rilegge il proprio blog non si può fare a meno di provare simpatia per come si era – specialmente se si scopre che, a dispetto di discorsoni e propositi per l’anno nuovo, “dopo tanti anni sei sempre un coglione”. Sono sicuro che coglierete la citazione, la mangerete e pianterete i semi in giardino.

Ma perché si scrive su un blog e non su un taccuino? Perché si ha il bisogno irrefrenabile di dire qualcosa di sé, per quanto stupido o noioso possa essere. In questa mia rilettura ho scoperto un sacco di cose che non ricordavo di aver scritto, e che probabilmente oggi riscriverei tali e quali.

Il mio ego smisurato mi chiede di dare una seconda possibilità a certi post molto sentiti che però hanno letto in tre. Questa volta saranno letti da circa trentacinque persone (feedburner vi tiene d’occhio, fedeli lettori!): è la mia occasione per aumentare la noia sul pianeta. Sì, adoro denigrarmi.

Inauguro, quindi, una desolante tradizione del “best of” – corredata di omonimo tag, per cui potrete saltare a pié pari i post del tipo “best of” senza timore di esservi persi niente; è pur sempre minestra riscaldata.

Oggi è la volta di due post temporalmente contigui, ma tematicamente distanti.

Il primo è Esperienza, lo spot di un rivoluzionario prodotto che può davvero cambiare la vostra vita.

Il secondo è un post sul pianto, che farebbe invidia a Masini ed a Mariottide. Molto emo, si direbbe oggi… all’epoca non lo si diceva. Per lo meno: io no, voi facevate un po’ quel che vi pareva, come sempre. Che zuzzurelloni.

7 pensieri su “Maniacale – 2

  1. Avio

    Ma pensa te… io gli dimostro tutta la mia devozione rileggendo perfino quegli odiosissimi post in cui non si capisce se sta dicendo qualcosa di profondo o se e’ la peperonata della sera prima che parla (e secondo me questa non devo averla pensata solo io ^___^)… e lui mi dai del maniaco!

    Va bene un po’ maniaco lo sono, è inutile negarlo :P
    Cmq non credo che sia la mia maniacalita’ che mi spinge a premere il pulsantino “pagina successiva”, anche perche’ se cosi’ fosse, non sarei ancora a maggio 2005. Diciamo invece che la rilettura sistematica di questo blog è causata da un moderato interesse e da un’inesistente voglia di lavorare :D

    Dai, per oggi ti ho adulato a sufficienza… ci sentiamo al prossimo post ;)

    Saluti
    Avio

    P.s. Mi sono pure fatto il gravatar apposta per te! Cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo, cosi’ ti ramazzo la stanza?!?! :D:D:D

  2. oracolo Autore articolo

    No, no, il maniaco sono io: come adoro fare, mi autocitavo. La maniacalità è nel recupero e lavorìo su materiale desueto e poco interessante :p

    Sì, talora era la peperonata, talora no. Ma così va il mondo.

    Certo che il gravatar è davvero inquietante *_*

  3. g

    Ho sempre storto il naso dinnanzi alla pratica dell’autocitazione, ma …
    Autocitarsi sul proprio blog non risulta forse in una sorta di enciclopedizzazione della propria esistenza ? Se sì, si esplichino le conseguenze demiurgiche della pratica.

  4. oracolo Autore articolo

    Beh, immagino che g abbia centrato il problema; dipende un po’ da cosa uno vuol fare, con il proprio blog, ché non ci sono regole precise.

    Mi vengono in mente situazioni ed utilizzi per cui possa passare (o meglio, possa non venire mai) la voglia di rileggere.

    Ma io intendo queste pagine come una mappa, fortemente non lineare, di quello che mi passa per la testa. Non ci sono eventi, ci sono idee, e per lo più ricorrenti.

    Rileggere mi dà la percezione di quale sia il territorio già mappato, e di quali siano le zone di cui nessuno sa ancora niente; citare soddisfa il bisogno primordiale e scassapalle di far vedere agli amici le foto delle vacanze.

    Che poi possa essere noioso guardare dentro al cervello di un perfetto sconosciuto… beh, è vero. E’ più emozionante vedere come fa a restare a galla, quanto è bravo a tirar cazzoti a quelli che cercano di affogarlo ed a chi si aggrappa quando si mette male. Qui, invece, c’è questa perenne nebbiolina bianca, e sembra che il tempo non passi mai.

    Ed invece è tutta una ardita metafora che vorrebbe spingervi ad accreditarmi una decina di euro su Paypal. Fino ad oggi non l’ha capito nessuno… ammazza che lettori ottusi :-P

  5. Imizael

    sai in effetti non ti leggevo all’inizio.. ma ora quasi quasi recupero il tempo perduto e mi vado a leggere tutto il tuo blog da quando l’hai aperto a ora.
    Ci rivediamo a settembre prossimo!

    … che poi è normale che io non lo leggessi forse.. non ero molto internettofila prima! o no?
    tu stesso mi hai detto una volta che eri stupito di avermi “lasciata” che ero una normale ragazzina priva di alcuna conoscenza di pc, del tipo “lo so accendere e spegnere e tutto quello che capita in mezzo è fantascienza”, e stupito mi ritrovavi ragazzina con un sito e un’email e qualche conoscenza in più!
    Quante cose sono cambiate.. ma nulla toglie che so accendere e spegnere un pc e tutto quello che capita in mezzo è fantascienza.

    (E VOGLIO IL MIO GRAVATAR CHEPPALLE!)

  6. oracolo Autore articolo

    Beh, per fortuna in pochi hanno bisogno di sapere cosa capita tra il pulsante d’accensione e la presa, ed è giusto così :-)

    I computer devono essere fatti per essere usati, non per essere smontati. Purtroppo non siamo ancora a quel punto, ed agli utenti si richiede in genere un po’ troppo. Vero è che molti utenti sono pigri… per fortuna i lettori del mio blog sono una cricca di tecnofili: figliuoli, il browser più visto da queste parti è Firefox! C’è da essere orgogliosi.

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