L’ombra della luce

Usare parole altrui è facile. Le strappi dalla loro sede, magari togli la musica su cui appoggiavano, un paio di martellate qui e lì per adattarsi ai tuoi scopi, e se hai fortuna la sensibilità di chi ascolta riempirà i buchi con le sensazioni giuste. Altrimenti, non hai detto nulla di nuovo (cosa che il piccione apprezza, comunque).

Corriamo il rischio, perché queste parole per vari motivi mi risuonano dentro.

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente;
quando il mio percorso si fa incerto.
E non mi abbandonare mai…
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
E’ tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non mi abbandonare mai…
Non mi abbandonare mai!
Perché le gioie del più profondo affetto,
o dei più lievi aneliti del cuore,
sono solo l’ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Perché la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l’ombra della luce.

2 pensieri su “L’ombra della luce

  1. Mothmor

    Ci sono cose sconosciute, che appena le scopri deventano speciali. Non sono legate a nulla della tua vita, non ti ricordano un evento passato, non ti stimolano a fare niente di nuovo; eppure, sono speciali. E quelle cose le riconosci subito, perché mettono in moto tutto il tuo apparato sensoriale (sesto senso compreso). E’ “la vibrante intesa di tutti i sensi in festa”, è l’accordo che ti manda in risonanza l’anima. Eppure, anche queste cose sono solo l’ombra della luce…

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