Linguaggio

Un video piuttosto forte – nel senso di emozionalmente coinvolgente, nel bene o nel male, non di divertente – di una donna autistica che cerca di mostrarci come vede il mondo e come deve reagire ad esso.

è in grado di scrivere molto velocemente usando una comune tastiera, quindi la seconda parte del video spiega (usando sottotitoli ed una voce sintetizzata) cosa vediamo nella prima parte e come interpretare i suoi mugolii ed i gesti ripetitivi.

Il video non vuole parlare, in realtà, dell’autismo. Il punto cruciale è che il nostro modo di rapportarci con l’ambiente e di comunicare è solo uno dei modi possibili: anche il suo lo è, anche se a noi appare imbarazzante, fastidioso, a tratti anche spaventoso.

Ciò che mi ha fatto riflettere è che alcuni gesti, alcuni suoni riportano la memoria all’infanzia, a quando ero capace di fissare l’acqua corrente per venti minuti senza battere ciglio. C’è qualcosa di primordiale nel modo che ha questa donna di interagire con gli oggetti che è in tutti noi, ma viene mascherato o trasformato dall’esperienza e dalle convenzioni.

Lei non può controllare certi gesti ripetitivi, non può evitare di cadere in circoli viziosi – una conoscenza superficiale dell’autismo non mi permette di scendere nello specifico o di usare termini più appropriati – perché le costerebbe una significante quantità di energia mentale. Altri, a quanto pare, riescono a confinare certi comportamenti inusuali ai momenti di privacy, pagando come prezzo uno stress notevole.

Il video vuole parlare di linguaggio, di come il linguaggio ci definisca. Avevo già sfiorato l’argomento, con il solito atteggiamento forzatamente criptico e supponente; è una banalità, anche il mio linguaggio parla di me. Che influenza ha sulla nostra vita la capacità o l’incapacità di comunicare ciò che sentiamo, di decifrare il linguaggio altrui?

Qualcuno dei commentatori di YouTube chiedeva se davvero si possa parlare di linguaggio: un linguaggio è tale se almeno in due lo capiscono. Senza questo requisito quel video mostra davvero solo rumori ed un lamento fastidioso.

Silentmiaow sostiene di aver avuto riscontri positivi da altri autistici, testimonianze a conferma di un modo comune di sperimentare la realtà. La cosa non mi stupisce, anche se pare che l’autismo sia molto complesso e ricco di sfaccettature.

Silentmiaow esprime il suo mondo, all’interno del blog, con dovizia di dettagli e fa capire che c’è una coerenza interna che non sospetteremmo se ci fermassimo all’apparenza.

2 pensieri su “Linguaggio

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