Flasback – B

La serata è calda. Sarebbe silenziosa se non fosse per il suono del cannone laser, generosamente offerto da Paula.

Guarda cosa si inventano. Nel bel mezzo di un platform (ma uno figo, eh, niente animaletti con gli occhioni… un certo Turrican II) tre livelli di sparatutto a scorrimento orizzontale. Il dischetto, piratato con la solita disinvoltura la settimana scorsa e dotato dell’etichetta bianca di rito, gira tranquillo nel drive. Poi c’è questo muro bonus: per superarlo l’hai imparato a memoria. Non c’è altro modo.
La mente è completamente sgombra mentre muovi il joystick con gli occhi fissi nei fosfori di un televisore a 17″. Chissà, forse ricorderai l’esatta sequenza che ti consente di non schiantarti contro le pareti – basso, alto, basso, alto, BASSO!, IN BASSO CI SONO LE VITE!, accidenti qui si muore sempre – tra dieci anni. O quindici. Facciamo diciotto.

I piani per domani mattina sono diversi. Ci si deve liberare di quei dannati chierici. Non una o due volte. Cinquanta o sessanta, almeno, così si sale di livello e si può lanciare Power Word Kill. Non sei tu ad essere maniacale, sono loro che si ostinano a resuscitare ogni volta che passi in quel corridoio… oddio, non proprio ogni volta che passi in quel corridoio. Ogni volta che ci passi dopo essere saltato almeno tre volte (avanti e indietro, come uno scemo) nel teletrasporto. Dettagli.

Comunque la serata è calda. Il dischetto non proviene dal pirata di fiducia, per una volta, ma da una riunione conviviale con i compagni del corso di inglese. L’originale (il dischetto, non la riunione né il corso né l’inglese né tantomeno il pirata) non era stato ritenuto degno dell’etichetta bianca: qualcuno aveva inciso a fondo il nome del gioco direttamente sulla plastica, probabilmente con una matita 20 o 30h. La tua copia è ovviamente più chic e custodita nell’apposito raccoglitore.

Ma è tardi. Tempo di spegnere tutto ed iniziare il rituale serale – anche quello, magari destinato a rimanere immutato per i prossimi dieci. O quindici. Facciamo diciotto anni.

E giù sotto le lenzuola. Ma proprio sotto, ché all’ombra dalla pelle bianca e senza lineamenti non venga in mente di fare scherzi durante la notte.

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