Copiadiritto

Un articolo desolante di un consumatore di musica veterano alle prese con il DRM (via Slashdot).

Un amico che sto cercando di trasformare in una specie di capo popolo dell’economia digitale – per usare sue parole – ha semplificato il problema nella mia mente. Attenzione, probabilmente nella mia mente è molto più semplificato che nella sua: interverrà a correggermi, se devio troppo dalla sua visione.

In soldoni, cercare di guadagnare soldi sulle copie di qualcosa che non costa niente copiare è una strategia fallimentare. Invece di trovare il modo di svincolare il guadagno dalle copie vendute, si cerca di eliminare la possibilità di fare copie. Geniale.

Visto che oramai non ci stupiamo neppure più del fatto che il film che ho comprato debba essere crittografato tra il mio lettore ed il mio monitor, altrimenti magari lo frego, sono sinceramente curioso di sapere come andrà a finire. Né mi azzardo a fare previsioni, ché si sa che il modo migliore di fare brutte figure è fare previsioni sul futuro.

Bel nickname che mi sono scelto.

5 pensieri su “Copiadiritto

  1. francesco mapelli

    chi e’ il capo popolo? dai che mi iscrivo al fan club!!

    e’ assurdo cercare di vendere l’informazione… e’ un prodotto che per sua stessa natura e’ difficile da vendere:

    * non e’ in quantita’ finita (io so una cosa, te la dico, ora la sai tu ma la so anche io: l’ho raddoppiata!), quindi domanda e’ offerta vanno a puttane (si puo’ scrivere? senno’ editami e dimmelo cosi’ d’ora in poi evito le parolaccie)

    * per sapere quanto vale un’informazione, devo prima saperla (quanto sei disposo a pagare per questo segreto? boh, dipende, prima dimmelo!)
    * non ha costi di duplicazione

    Quello che si puo’ promuovere non e’ l’informazione stessa, ma la fonte dell’informazione, nella speranza che continui a fornire informazione di qualita’… quindi mi sta simpa il cantante e gli faccio un’offerta o vado al concerto, mi piace il blog di un tizio e gli chiedo di lavorare con me, leggo un articolo interessante e faccio click sul banner per dargli una mano, o metto un link ecc.

    pero’ il mondo non lo capisce ancora. :(

  2. Mothmor

    (*Processo mentale di Mothmor: Occavolo… ma qui si parla di cose serie! Devo dire qualcosa di intelligente, altrimenti penseranno che sono stupida!*)

    Ma “Copiadiritto” è un po’ come “Retrolampo”?

  3. oracolo Autore articolo

    Sì, l’idea è quella di Retrolampo.

    Parolaccia libera nei commenti, Francesco – come anche smiley: è dai post che cerco di tenerli lontani, con risultati altalenanti :-)

  4. della

    Eh sì: abbiamo domanda finita e offerta infinita. Dato che quando hai un martello ogni problema ti sembra un chiodo, abbiamo l’economia di mercato e a molti sembra che la soluzione ovvia sia limitare l’offerta per portare il prezzo ad un valore maggiore di zero.

    La mia speranza è che DRM e dintorni non faranno altro che fare incazzare la gente fino al momento in cui tutti si renderanno conto che bisogna trovare un modo per fare sì che le idee vengano retribuite, non vendute. Come diceva De André in una versione di una canzone che si può ottenere solo compiendo un reato, “voi non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo”.

  5. KaosMaster

    Bisogna dire che la questione va a toccare tasti per certi versi nuovi (per quanto oramai si inizi a contare in decadi l’anzianità della pirateria informatica), per esempio tutta la disciplina economica non si era mai posta il problema di un bene potenzialmente infinito creato artificialmente (per quanto fosse già chiaro che un bene infinito non è “economico” ne a livello filosofico ne a livello di guadagno), perchè bene o male se non era finito il bene lo era il supporto che lo incorporava.
    Quello che personalmente mi lascia molto perplesso è questa “capricciosità” delle aziende che indugiano in strade imho piuttosto rischiose e per certi versi dispendiose, mi ricordano tanto quei bambini che siccome ci mettono il pallone vogliono vincere assolutamente.
    Insomma a mio avviso non si rendono conto che rischiano dopo aver speso ingenti risorse in repressione/criminalizzazione del fenomeno “pirateria” potrebbero ritrovarsi con bene o male gli stessi fatturati che fanno oggi, semplicemente perchè se il sistema non ti dà l’opportunità di vincere (quindi guadagnare qualcosa) difficilmente giocherai :-)

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