Viaggio – 12
Si esce dall’autostrada.
Ora siamo in una città senza nomi alle vie, le strade sono tutte perpendicolari fra loro. E’ buio, e nevica un poco. Lei guarda fuori.
Il limite di velocità è di 5 kilometri all’ora, e lo rispetto scrupolosamente.
Svolto a sinistra ad un incrocio, e vedo un bambino che gioca triste con un cellulare.
Abbasso il finestrino:
«Tutto a posto?»
«…sì.»
«Davvero? Perché credevo…»
«Tutto a posto. Grazie.»
e continua a giocare con il cellulare. Passo oltre.
Post vagamente correlati:
- Meta-Viaggio E’ proprio al limite del mio angolo di visuale. Qualcosa...
- Viaggio – 15 Lei non parla, io rimugino sul raccontino dell’altra volta. Non...
- Viaggio – 4 Scendo dalla bicicletta, stanco. Si avvicina un ometto piccolo, biondo,...
- Viaggio – 13 Alla fine sono tornato indietro e l’ho fatto accomodare sul...
- Viaggio – 20 Finita la canzone, ho deciso di fare ancora due passi....
non lo so, mi rende triste questo pezzo…
Complimenti per le tue qualità di “Paroliere”!
Commento by Celant — 12/7/2005 @ 8:43 pm