Haiku 2009
Basta trailer.
Non vedrò il futuro:
compro il dvd.
Il silenzio è d’oro
il rumore gaussiano è gratis
cosa preferisci?
[da Psychophysical Haiku]
Mentre stava passeggiando in un centro commerciale, Tonio sentì una conversazione tra un commesso ed un cliente.
“Mi dia il miglior sistema operativo che ha”, chiese il cliente.
“Nel mio reparto tutto è il migliore”, ribattè il commesso. “Qui non trova neppure una riga di codice che non sia la migliore.”
A queste parole, Tonio fu illuminato e corse a comprare quello che costava meno.
If my happiness at this moment consists largely in reviewing happy memories and expectations, I am but dimly aware of this present. I shall still be dimly aware of the present when the good things that I have been expecting come to pass. For I shall have formed a habit of looking behind and ahead, making it difficult for me to attend to the here and now. If, then, my awareness of the past and future makes me less aware of the present, I must begin to wonder whether I am actually living in the real world.
— The Wisdom of Insecurity by Alan Watts
(vulgo, Lo zen di ogni istante: uno dei modi per impedire che siano i costanti borbottii della mente a godersi la vita al posto nostro)
Ho girato la chiave nella serratura, ho aperto la porta. Venti passi ed ero in camera: quindici secondi per tornare in possesso di me stesso, ed ho optato per una lunga sessione di meditazione. Argomento? La conservazione della specie.
Spossato dalle inevitabili conclusioni, ho abbassato la tapparella e sono sprofondato nel mio letto.
Ho girato la chiave nella serratura, ho aperto la porta. Venti passi ed ero in camera: quindici secondi per tornare in possesso di me stesso, ed ho optato per una lunga sessione di meditazione. Argomento? La conservazione della specie.
Spossato dalle inevitabili conclusioni, ho abbassato la tapparella e sono sprofondato nel mio letto.
Ho girato la chiave nella serratura, ho aperto la porta. Venti passi ed ero in camera: quindici secondi per tornare in possesso di me stesso, ed ho optato per una lunga sessione di meditazione. Argomento? La conservazione della specie.
Spossato dalle inevitabili conclusioni, ho abbassato la tapparella e sono sprofondato nel mio letto.
Ho girato la chiave nella serratura, ho aperto la porta. Venti passi ed ero in camera: quindici secondi per tornare in possesso di me stesso, ed ho optato per una lunga sessione di meditazione. Argomento? La conservazione della specie.
Spossato dalle inevitabili conclusioni, ho abbassato la tapparella e sono sprofondato nel mio letto.
Ho girato la chiave nella serratura, ho aperto la porta. Venti passi ed ero in camera: quindici secondi per tornare in possesso di me stesso, ed ho optato per una lunga sessione di meditazione. Argomento? La conservazione della specie.
Spossato dalle inevitabili conclusioni, ho abbassato la tapparella e sono sprofondato nel mio letto.
(sinonimo)
Diffidate di chi banalizza lo zen come faccio io, perché non ha capito niente e sguazza nella convinzione razionale che il modo più semplice di risolvere problemi inesistenti sia ignorarli.
Gli studenti di Zen chattano coi loro maestri almeno dieci anni prima di presumere di poter insegnare a loro volta. Tenno, che dopo aver fatto il consueto tirocinio era diventato insegnante, apparve nella finestra dei contatti di Nan-in. Era tempo di w32.blaster.worm, perciò Tenno aveva installato un firewall ed un antivirus. Dopo averlo salutato, Nan-in scrisse: «Immagino che tu abbia appena aggiornato il sistema. Vorrei sapere se hai installato prima il firewall o l’antivirus».
Tenno, sconcertato, non seppe rispondere subito. Si rese conto che non sapeva portare con sé il suo zen in ogni istante. Diventò allievo di Nan-in e studiò ancora sei anni per perfezionare il suo Zen di ogni istante.
P.S.: per portare con sé il suo Zen in ogni istante, si comprò una chiavetta USB.
Se la situazione appare semplice, stai dimenticando l’influenza di qualcosa di sostanziale. Vale anche per questa affermazione.
Lascia che si cristallizzi, e sarai limpido e fragile.
Consigliabile mantenersi nel torbido.
Su ogni spigolo un colpo di cucchiaino.
Meglio qualche fastidio spesso, che una martellata di rado.
E’ la sagra del luogo comune? Sì, brutto stronzo.
E’ la sagra del luogo comune? Penso di sì, e mi vergogno di scriverlo.
Dio mi salvi dalle posizioni rigide, questa compresa.
Il corpo è l’albero dell’illuminazione
la mente è come uno specchio lucido
continuamente ci sforziamo di pulirlo,
per evitare che la polvere attecchisca.
…che è un po’ come dire che devo farmi la barba, anche se è tardi.
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