Banalità

28/9/2005

Inserire un titolo

Tag:, — oracolo @ 2:26 pm

Questo post serve da segnaposto per un altro post, molto più pregnante, che mi è apparso sotto forma di immagine ipnagogica (molto vivida, a dire il vero) sul regionale 11283.

Forse aveva qualcosa a che fare con la percezione del tempo come un punto o come una circonferenza, invece che come una linea.

Tutto ciò che credevo di riuscire a conservare dell’immagine di quel post, timidamente collocato fra quello di ieri e quello (nascituro) di questa sera, era il titolo. Invece se ne è andato anche quello, sovrascritto da chissà cosa, e rimane solo ciò che vedete.

13/6/2005

Referendum

Tag:, , — oracolo @ 9:57 am

Vale ben una pizza la possibilità di fluttuare in uno spazio atemporale, mentre passano davanti agli occhi le cose più improbabili (auto che emettono fumo giallo?) e la mente è abbastanza lucida da ragionarci sopra.

Ogni volta il controllore passa, peccato, e prorompe nella sua imbarazzata richiesta (“Biglietto?”).

Ti picchierei. E diamine, qui si stavano sondando recessi della (banale) psiche umana, e tu chiedi il biglietto?

Anzi, due volte l’ha fatto, il manigoldo. Ed ogni volta, il censore ha pensato bene di spazzare via tutto fuorché qualche bizzarra impressione.

Ritorno alla fase esoterica, forse: sarebbe anche il caso, alla lunga uno si rompe le scatole di vedere in giro solo atomi e forze elettromagnetiche (e nucleari forti, e deboli, e gravitazionali che sono davvero gravi per motivi di Massa).

E un po’ di mondo astrale ci sta come il cacio sui maccheroni.

messaggio subliminale assolutamente non intenzionale

19/5/2005

Labirinto

Tag: — oracolo @ 12:21 am

Un labirinto con pareti bianche e lisce, e lascia intravedere un cielo azzurro.
Però siamo tutti costretti carponi, e dobbiamo strisciare velocemente. Davanti a noi una persona, dietro una persona: tutti strisciano freneticamente, a piccoli passi, cercando di raccogliere frammenti neri.

Al centro del labirinto c’è una grossa sfera nera: esploderà, uccidendoci tutti. Ma noi dobbiamo raccogliere i frammenti neri e portarli ai centri di raccolta, per arricchire la sfera nera.

Intimista, ma per qualcun altro. Bella, l’infanzia? Dipende, dipende.

17/5/2005

Come costruire una pedana in una spiaggia

Tag: — oracolo @ 3:33 pm
  • Fare bollire pentoloni e pentoloni di riso
  • Lavorare il riso in tante piccole palline
  • Mettere le palline ad asciugare
  • Lavorare insieme le palline asciutte con della colla vinilica, fino ad ottenere dei mattoni
  • Sgombrare lo spazio nel quale sorgerà la pedana
  • Piantare dei pali di legno, di circa cinque centimetri di diametro, ad intervalli regolari nello spazio testé sgombrato
  • Tendere del nastro adesivo isolante tra un palo e l’altro
  • Riempire lo spazio all’interno del nastro isolante con i mattoni di riso
  • Aggiungere nastro isolante per consolidare la struttura
  • Coprire con sabbia abbondante

Importante: annuire con fare affabile quando il responsabile dello stabilimento dimostra di avere grande fiducia in voi, e non vacillare quando vi dice che pensava aveste già cominciato da qualche mese.

Questo sogno, dal contenuto altamente simbolico, ha colto il Vostro affezionato nella notte tra il 16 ed il 17 maggio. Chi volesse alleviare le sue pene inviando un consistente assegno sarà pubblicamente ringraziato.

17/2/2005

Onirico – 2

Tag: — oracolo @ 2:59 am

Flussi di immagini anche prima di svegliarsi.

Curioso vedere la mente che indaga su sé stessa: le immagini appaiono, una voce invita a metterle a fuoco, cerca di capire da dove vengano, passa oltre.

Quando la situazione si fa insostenibile, e di solito lo fa per l’impossibilità di trovarsi in un luogo al tempo stabilito, o perché si è perso un oggetto cruciale, puntualmente l’illuminazione: ci si può spostare istantaneamente dove serve. Dopo tutto è un sogno. Bizzarro che nessuno dei protagonisti (compreso il sottoscritto) abbia mai nulla da ridire al riguardo, e che tutti accettino la cosa come un banale dato di fatto senza entrare in complesse considerazioni sulla natura della realtà.

E’ un posto diverso, non privo di una sua persistenza: non mi stupirei di ricordare, una mattina, tanti frammenti di una storia coerente. L’altra personalità, quella che indaga, non sembra preoccuparsi della sparizione dei ricordi immediati: appare sicura di poterli recuperare facilmente, al termine della prossima nottata.

6/7/2004

Sogni lucidi

Tag: — oracolo @ 11:59 pm

Ogni tanto capitano spontaneamente, e sono divertenti. C’è chi ci ha costruito sopra un business, ma la verità è che pochi hanno il tempo e la voglia di dedicare costantemente risorse ad una cosa simile. Poi non è così difficile da richiedere corsi stile CEPU: molte delle tecniche che si trovano in faq come questa sono semplici e funzionano.

La tecnica più facile da applicare per gente pigra come me, è semplicemente desiderare di avere sogni lucidi, e ricordarsi di fare qualche reality check durante la giornata. Un reality check è una semplice prova per capire se si sta sognando oppure no; abituandosi a farlo nello stato di veglia, prima o poi verrà spontaneo anche durante il sogno, e questo risveglierà la mente cosciente.

Ci sono riuscito una volta, ed ovviamente sono già un esperto.

Come diceva un mio savio professore: “Bello, ma… a cosa serve?”

Beh, è divertente. E’ strano. E’ sognare rendendosi conto di sognare: si vedono immagini vivide e realistiche, si sentono suoni, si interagisce con persone che hanno molto poco di reale. E si possono influenzare alcuni semplici elementi del sogno, e vedere come evolve.

Insomma, il regista è sempre il solito, ma ci concede un po’ di libertà in più, e la consapevolezza. Fa molta differenza.

16/6/2004

Prossimità onirica

Tag:, — oracolo @ 12:39 am

Di notte sono qui, di giorno no. Ho provato con la bilocazione, ma non sembra funzionare.

L’espressione che ho appena usato, “Non sembra funzionare”, l’ho presa qui, da qualche parte. Penso venga da qualche passato a base di scimmie.

Quando sono qui, l’altro posto mi sembra piatto e ripetitivo. Ogni tanto fuggo laggiù quando le cose si fanno troppo pesanti qui. Non posso rimanere sempre là, però. Forse Ade mi chiama, non saprei. Se rimango troppo tempo distante da qui, laggiù diventa come qui.

Qualcuno lo fa di proposito. Sta sempre là, o quasi sempre. Non viene qui che per qualche ora ogni tanto, giusto una breve visita. Ma si rischia di contaminare, e non mi piace. Ogni cosa al proprio posto.

Sembra proprio che i due luoghi siano agli antipodi. Non so di preciso se siano distanti o vicini, non ricordo mai bene il viaggio. C’è anche chi riesce a trasportare qui qualcosa che è proprio di laggiù, intendiamoci. Le contaminazioni che dicevo di detestare avvengono nei due sensi.

Osservato dall’interno con la logica di laggiù, questo è un posto molto affascinante, ogni tanto spaventoso. Diventi una farfalla e mangi gli occhi. Talmente affascinante che qualcuno ci si perde. Non esistono cartelli che dicano “Sei qui” o “Sei laggiù”. Capire dove ti trovi è questione di esperienza e di abitudine.

Penso che ogni tanto racconterò qualcosa di qui a voi che state laggiù. Uno scambio culturale. Anzi, forse l’ho già fatto. Proprio non saprei.

14/6/2004

Bloggando

Tag:, , , — oracolo @ 1:53 pm

E’ tradizione che, almeno una volta nella storia di un blog, l’autore rifletta sui motivi dell’esistenza dello stesso.

O forse non è tradizione, è consuetudine; o forse è d’uopo, o forse è abitudine. (Sarebbe bello usare i termini appropriati).

Oggi tocca a me. A cosa serve un blog come questo? In parte a soddisfare un certo egocentrismo. Ma so che mi leggete in pochi, e tutti mi volevate bene (o mi detestavate) prima di giungere qui. La fama è decisamente fuori dall’equazione.

La vera molla che mi spinge a scrivere è che questo blog sarà conservato, negli anni, e mi servirà a ricordare di cosa erano fatte le mie giornate e cosa mi passasse per la testa. Anche i raccontini più stupidi e criptici avranno per me un significato particolare, e da qualche elemento capirò a cosa si riferissero.

Ho recuperato per caso alcuni appunti che prendevo anni fa per motivi vari ed eventuali, li ho letti ed ho meditato.

Si rimane più simili a se stessi di quanto si creda; gli anni passano, si pensa di modificare radicalmente il proprio carattere, si accumulano i buoni propositi e le esperienze… ma alla fine il nucleo è sempre quello.

Da un certo punto di vista è confortante.

Scrivevo:

Entra in casa un gatto bianco ed arancio, in uno dei periodi in cui vivo sulla scala. Decido di tenerlo. Lo mostro a mio padre; per tenerlo a bada, gli mette la museruola e lo veste con una tuta in peluche.
Decido di liberarlo, ma all’interno della tuta non c’è nulla; apro strato dopo strato, ed arrivo all’unica cosa viva del gatto, una sorta di piccolo cuore pulsante e lanoso. Rimango deluso, era un gatto molto realistico.

23/4/2004

Onirico

Tag: — oracolo @ 11:49 pm

Solo un pensiero: guardiamo con attenzione quel flusso di immagini apparentemente senza senso che scorrono nella mente prima di assopirsi. Ci sono mondi interessanti ed uno stato di coscienza liquido, che la volontà riesce a plasmare facilmente.

Ogni tanto. Altre volte è il dannato fritto del ristorante cinese, che non vuole saperne di morire.

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