Delirino in ara
oleandri in ira,
l’ordine in aria.
Io. Anni. L’ardire.
Delirai: non ira,
adorni lineari
dilanio ne’ rari
deliri. Non aria!
Annali ordirei,
lordi in ariane
lire. Dan ironia.
L’io arreda inni,
lì arredi non hai:
darai il nero in
nodi. Lì, rara nei
doni; lì, ei narra.
Lì donne. Ira, ira.
Io l’errai d’anni:
l’ieri non adira.
Ieri non ardi. Là,
là non ira: iride.
Danilo Raineri
S’i’ fosse foco, arderei il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempesterei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei,
s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i’ fosse papa, sare’ allor giocondo,
ché tutt’i cristiani imbriglierei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faría da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre,
e vecchie e laide lasserei altrui.
Cecco Angiolieri
Non perdete anche scalini. Collezionatele tutte!
Notte
Monopolizzata
dalla ghiotta attrazione
della luce al neon
vola la falena al fato
e frigola dolore
l’ala che evapora
Scivola veloce l’aria
convogliata dalla ventola
brilla il neon
tra le atre pareti del case
Cigola la bicicletta
sotto il mio balcone che gronda
matematica
e brillano le orbite
degli occhi
dei cicloni
scatenati dalle farfalle epossidiche
(nell’humus?)
(e larve?)
Benedico la nascita
del verso libero e la scarsa necessità
di rima
che consente rapida conversione
da prosa a poesia
mediante ritorni carrello (vulgo “a capo”)
Ringrazio Storm, maestro spirituale che mai eguaglierò, uomo che così spesso mi allietò su #gdr con le proprie poesie zublimi. Soprattutto le parti riguardanti la Nutella.
Chiocciola
Marmo
Schiuma
Fresco
Occhi
Labbra
Richiesta
Languore
Determinazione
Tridente
Sole
Sguardo
Babele
Scarnificato
Buio
Rinascita
Diretto
Vittoria
Ritorno
Unione
Compimento
Inquietudine
Un lento reboot.
Il sole è velato:
quando un upgrade?
Ho in testa idee da poterci giocare per sempre, da solo, nella mente. E non sono istruito né fantasioso: i miei giocattoli sono lettere, numeri, aria, acqua, cerchio, umido, ricciolo, fragola, brivido.
Facile comunicare usando tante parole. Ma c’è poesia nell’essenziale.
Una parola di più, ed è noioso; una di meno, ed è banale.
Se è breve, è facile.
Ma come posso dire che un film è “brutto”, se non riesco a descrivere con centomila parole una scrostatura nella tappezzeria?