I giroscopi mi piacciono dall’antichità. Cioè, fin da quando ero bambino. In pratica dall’antichità.
Ho cercato da Giacomelli (perché da Giacomelli? Perché ce l’avevano) un aggeggio simile a questo ma non ve n’era più traccia.
Proprio vero che i negozi non hanno idea di quali siano i loro articoli veramente importanti.
Questo non è un collegamento.
(Si ringraziano coso, lì, Magritte, e thedax)
Un’altra adozione, per la quale ringrazio Dax, Tenser e Mothmor: la leggenda del drago verde.
Fa rivivere i bei momenti della scatola rossa di D&D (o HeroQuest, o i libro-game… se non sapete di cosa sto parlando, mai potrete capire) investendo una manciata di minuti al giorno.
Se vi incamminate verso il villaggio, ricordatevi di salutare l’esploratore Cornelio.
Dopo il successo dell’avventura grafica ittica, un’avventura completamente priva di parole. Degli stessi autori, anche questa e questa.
Molto belle, nella loro essenzialità.
Si ringraziano i falliti per l’adozione.
L’altro giorno provavo a parlare di memetica. Qui in internet, le facezie si diffondono a ritmi imbarazzanti.
Soprattutto, quando me ne arriva una nuova la adotto. Diventa un po’ mia figlia, e ricordo le persone a cui la propago; se qualche incauto ricevente commette l’errore di rispedirmela (magari insieme agli indirizzi e-mail di tutta la rubrica: costa così poco essere generosi con i dati personali altrui…) divento geloso e rivendico la mia paternità.
Dovrei adottare gattini, non url.
Mi raccomando, ricordate che l’avventura grafica ittica l’avete trovata qui. Il primo che mi rimanda indietro questo url sarà picchiato a colpi di otorottoch.
La vita ogni tanto sembra un gioco triste. Persone se ne vanno, e con loro parti di te.