Banalità

2/6/2005

Prototipo – 2

Tag:, , — oracolo @ 12:30 am

Guardando il sorgente della mia homepage, ho avuto la sensazione di vedere l’enunciato del secondo assioma di Gaesoommyo. O forse e’ stata la troppa peperonata.

Ed ecco il prototipo di post tecnologico-nerd.

1/6/2005

Prototipo – 1

Tag:, , — oracolo @ 12:30 am

Che poi basta una parola non detta, a raggelarti. Credevi di avere compreso la persona che ti trovi di fronte e poi, di colpo, zac. Un suo silenzio (ché i silenzi, a me, fan paura) e ti rendi conto che hai un’estranea davanti. Allora abbozzi un sorriso, e incassi. Di colpo l’asfalto della strada sembra più scivoloso.

un virtuoso che vuole rimanere anonimo ha concepito una serie di tre post archetipali che riassumono tutto quanto avete trovato e potreste trovare in questo blog. Ecco il primo della serie: il prototipo di post intimista.

21/5/2005

Marcogiù

Tag:, , , — oracolo @ 1:38 am

Alla scoperta dell’acqua calda.

O voi WordPressari come me, meditate su Markdown.

E’ uno dei plugin di default, e converte testo formattato semigraficamente in html formattato come si deve.

Giusto nell’ipotesi che vogliate imparare l’ennesimo linguaggio… questo è molto intuitivo, comunque.

6/4/2005

ainsophaur

Tag:, — oracolo @ 8:27 pm

Ecco il nuovo, banale, indirizzo di questo blog:

www.ainsophaur.it/blog/

Ed ora, risposte alle domande più frequenti.

  • Cosa significa ainsophaur?
    Nulla: ho scelto un nome che fosse facile da ricordare. Avevo in mente anche bonobo.it e pera.net, ma, sebbene facili da ricordare, sono molto difficili da pronunciare. Ainsophaur.it è la scelta migliore.
  • Perché l’indirizzo finisce con /blog/?
    Per almeno un paio di motivi: per prima cosa, è più facile da ricordare. Se fosse solo www.ainsophaur.it, non si capirebbe che si tratta di un blog. Con /blog/ in fondo, invece, appare molto più chiaro. Inoltre, questo dominio ospiterà in futuro altre importanti sezioni a pagamento (forum di appuntamenti, download gratuito di materiale soggetto a copyright, addirittura il primo esperimento di storia lunga o romanzo breve interamente contenuto nell’indirizzo!) e pertanto potrete vedere cose come www.ainsophaur.it/melanzane/, www.ainsophaur.it/suonerie_gratis/ o www.ainsophaur.it/lartistaeilcreatoredicosebellerivelarelarteenasconderelartistaeloscopodellarteilcriticoecoluichepuotradurreinunamanieradiversaoinunmaterialenuovolimpressionechelecosebellesuscitanoinlui/
    Comunque, per un tempo imprecisato www.ainsophaur.it sortirà lo stesso effetto di www.ainsophaur.it/blog/.
  • Ok, ora sul serio. Perché questo cambiamento di nome?
    Perché banalità.it ha l’accento (phishing mi colga, per ora c’è qualche problema con il supporto dei browser agli internationalized domain names) e hotteensex.net è già preso.
  • Ma, a parte l’ovvia facilità di memorizzazione, il vantaggio dov’è?
    Tanto per cominciare, il blog è accessibile anche quando il mio pc è spento. Poi… sì, penso ci sia qualche altro vantaggio.
  • E tutto questo completamente gratis?
    Certo, ma solo per il primo miliardo di secondi! Affrettati ad usufruire dei contenuti, finché sono gratuiti.
  • Ne hai in serbo delle altre?
    Ovviamente sì, ma le rivelerò poco per volta…

1/4/2005

Questo non è un blog

Tag:, — oracolo @ 12:46 pm

ahah, che scherso per il primo d’aprile ghghgh ;DDDD

2/3/2005

Moderazione dei commenti

Tag:, — oracolo @ 12:35 am

Aggiornando WordPress, era attiva di default. Scusatemi per il disagio.

14/6/2004

Bloggando

Tag:, , , — oracolo @ 1:53 pm

E’ tradizione che, almeno una volta nella storia di un blog, l’autore rifletta sui motivi dell’esistenza dello stesso.

O forse non è tradizione, è consuetudine; o forse è d’uopo, o forse è abitudine. (Sarebbe bello usare i termini appropriati).

Oggi tocca a me. A cosa serve un blog come questo? In parte a soddisfare un certo egocentrismo. Ma so che mi leggete in pochi, e tutti mi volevate bene (o mi detestavate) prima di giungere qui. La fama è decisamente fuori dall’equazione.

La vera molla che mi spinge a scrivere è che questo blog sarà conservato, negli anni, e mi servirà a ricordare di cosa erano fatte le mie giornate e cosa mi passasse per la testa. Anche i raccontini più stupidi e criptici avranno per me un significato particolare, e da qualche elemento capirò a cosa si riferissero.

Ho recuperato per caso alcuni appunti che prendevo anni fa per motivi vari ed eventuali, li ho letti ed ho meditato.

Si rimane più simili a se stessi di quanto si creda; gli anni passano, si pensa di modificare radicalmente il proprio carattere, si accumulano i buoni propositi e le esperienze… ma alla fine il nucleo è sempre quello.

Da un certo punto di vista è confortante.

Scrivevo:

Entra in casa un gatto bianco ed arancio, in uno dei periodi in cui vivo sulla scala. Decido di tenerlo. Lo mostro a mio padre; per tenerlo a bada, gli mette la museruola e lo veste con una tuta in peluche.
Decido di liberarlo, ma all’interno della tuta non c’è nulla; apro strato dopo strato, ed arrivo all’unica cosa viva del gatto, una sorta di piccolo cuore pulsante e lanoso. Rimango deluso, era un gatto molto realistico.

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