Prototipo – 2
Guardando il sorgente della mia homepage, ho avuto la sensazione di vedere l’enunciato del secondo assioma di Gaesoommyo. O forse e’ stata la troppa peperonata.
Ed ecco il prototipo di post tecnologico-nerd.
Guardando il sorgente della mia homepage, ho avuto la sensazione di vedere l’enunciato del secondo assioma di Gaesoommyo. O forse e’ stata la troppa peperonata.
Ed ecco il prototipo di post tecnologico-nerd.
Che poi basta una parola non detta, a raggelarti. Credevi di avere compreso la persona che ti trovi di fronte e poi, di colpo, zac. Un suo silenzio (ché i silenzi, a me, fan paura) e ti rendi conto che hai un’estranea davanti. Allora abbozzi un sorriso, e incassi. Di colpo l’asfalto della strada sembra più scivoloso.
un virtuoso che vuole rimanere anonimo ha concepito una serie di tre post archetipali che riassumono tutto quanto avete trovato e potreste trovare in questo blog. Ecco il primo della serie: il prototipo di post intimista.
Alla scoperta dell’acqua calda.
O voi WordPressari come me, meditate su Markdown.
E’ uno dei plugin di default, e converte testo formattato semigraficamente in html formattato come si deve.
Giusto nell’ipotesi che vogliate imparare l’ennesimo linguaggio… questo è molto intuitivo, comunque.
Ecco il nuovo, banale, indirizzo di questo blog:
Ed ora, risposte alle domande più frequenti.
Aggiornando WordPress, era attiva di default. Scusatemi per il disagio.
E’ tradizione che, almeno una volta nella storia di un blog, l’autore rifletta sui motivi dell’esistenza dello stesso.
O forse non è tradizione, è consuetudine; o forse è d’uopo, o forse è abitudine. (Sarebbe bello usare i termini appropriati).
Oggi tocca a me. A cosa serve un blog come questo? In parte a soddisfare un certo egocentrismo. Ma so che mi leggete in pochi, e tutti mi volevate bene (o mi detestavate) prima di giungere qui. La fama è decisamente fuori dall’equazione.
La vera molla che mi spinge a scrivere è che questo blog sarà conservato, negli anni, e mi servirà a ricordare di cosa erano fatte le mie giornate e cosa mi passasse per la testa. Anche i raccontini più stupidi e criptici avranno per me un significato particolare, e da qualche elemento capirò a cosa si riferissero.
Ho recuperato per caso alcuni appunti che prendevo anni fa per motivi vari ed eventuali, li ho letti ed ho meditato.
Si rimane più simili a se stessi di quanto si creda; gli anni passano, si pensa di modificare radicalmente il proprio carattere, si accumulano i buoni propositi e le esperienze… ma alla fine il nucleo è sempre quello.
Da un certo punto di vista è confortante.
Scrivevo:
Entra in casa un gatto bianco ed arancio, in uno dei periodi in cui vivo sulla scala. Decido di tenerlo. Lo mostro a mio padre; per tenerlo a bada, gli mette la museruola e lo veste con una tuta in peluche.
Decido di liberarlo, ma all’interno della tuta non c’è nulla; apro strato dopo strato, ed arrivo all’unica cosa viva del gatto, una sorta di piccolo cuore pulsante e lanoso. Rimango deluso, era un gatto molto realistico.
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