Strano
E’ strano. Forse la cosa che penso più spesso: strano.
La solita lotta tra un paio di serpenti: uno che sussurra “Strano”, l’altro che urla “Prevedibile”.
“Non mi stupisco più di nulla” è l’affermazione di una esperienza assoluta, il lamento di un’anima morente.
L’abitudine fa digerire lo strano. Non smette comunque di essere strano: è solo un po’ più usuale.
La metà del naso che ciascuno dei due occhi vede, questo battito incessante che qualcuno mi ha incastrato nel petto, il dover passare metà della vita spenti, distesi in un letto come cadaveri, l’essere costretti a inghiottire il mondo. Queste sono cose usuali, è scontato che siano così, definiscono il mio essere vivo… eppure sono strane. Quando me ne andrò da qui, non mi sarò ancora abituato.
Credevo che al di là dello strano ci fosse qualcosa che non lo era; spero di crederlo di nuovo. Voglio che qualcuno, prima o poi, dissipi il mistero di Uno.
Ci sono molti modi di essere noiosi: uno è quello di ribadire le stesse idee in forme lievemente diverse. E’ la mia specialità, sono nato ossessionato…
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I giovani del ’68 hanno cambiato il mondo. Noi non sappiamo che inventarci. Diamo tutto per scontato, anche se a mio parere ci sarebbe tutto da rifare. Perché io sto a fissare una goccia d’acqua e tu ti rammarichi di aver cambiato orologio? Inventiamoci qualcosa per capire quello che non capiamo, accidenti accidentaccio!
Commento by Six — 17/3/2005 @ 6:28 pm
Uhm. Beh. Hai anche ragione, ma. Boh.
Commento by oracolo — 17/3/2005 @ 10:14 pm