Riflessi
Si registrano, da queste parti, elevati tempi di reazione sia agli stimoli fisici che alle aggressioni verbali.
I tempi di reazione agli stimoli fisici non sono un reale problema, a meno che non si viva su un ring o che non si voglia emulare Batman.
I tempi di reazione alle aggressioni verbali, invece, sono un gran problema. La maledizione è che diminuiscono quando l’attacco viene dai vicini (che sono solitamente innocui, altrimenti sarebbero lontani) e aumentano quando l’aggressore è pericoloso sul serio.
Sarebbe bello far parte di quella fetta del genere umano che, attaccata, prima si incazza e reagisce e poi pensa. Invece ci si ritrova ad incassare dimessi, per poi incazzarsi a debita distanza temporale e senza avere a disposizione l’irritante avversario (e serve a poco la programmazione neurolinguistica a posteriori: “Eh, avrei dovuto dirgli… se solo sapesse… ma la prossima volta…”)
L’unica speranza è che un giorno un temerario riesca a oltrepassare il limite quel tanto che basta da scatenare l’istinto di conservazione, e venga annichilito dagli arretrati.
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