Regole
Mi trovavo a guardare un programma estremamente culturale, l’altra sera.
La prima cosa che faceva la tata, dopo aver “studiato” la famiglia, era compilare tanti bei fogli colorati pieni di regole (si va a dormire a quest’ora, si mangia questo, non si calpesta il fratellino… cose così).
Procedeva poi a fare rispettare le regole con un misto di aggressività e di umiliazione per i trasgressori. Sì, forse una bimba che calpesta il fratellino per passare il tempo merita almeno un po’ di umiliazione.
Non ho potuto fare a meno di meditare, però.
Da bambini, subiamo passivamente il volere degli adulti, che ci subissano di regole per il nostro bene. Quando siamo abbastanza grandi da capire il perché di quelle regole, di solito non abbiamo più la forza di metterle in discussione, perché sono entrate a far parte del nostro modo di comportarci: c’è da sperare che fossero regole corrette, altrimenti sono guai.
E per tutto il resto della vita non facciamo altro che darci altre regole, altre regole, altre regole… se non aguzzini di qualcun altro, siamo almeno aguzzini di noi stessi.
Carino.
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beh…. alcune lo sono per forza! quando la mamma dice al bambino “stai attento, non correre, guarda che cadi, attento che ti stai per bruciare, attento che il cane ti morde, ATTENTO CHE RISCHI DI VOLARE DALLA FINESTRA!”…in fin dei conti lo fa per proteggerci no?
poi ovviamente ci sono regole inutili come …no, al momento non mi sovvengono norme comportamentali inutili ;)
Commento by Rossella — 24/8/2007 @ 7:14 pm
In tal caso mi permetto di aggiungere quelle inutili.
Non toccare il gatto. Non raccogliere roba da terra. Non “rispondere”. Mangia tutto quello che c’è sul piatto. Studia di più (non importa quanto già studi). Non parlare con gli estranei. Vieni sempre a dirmi tutto quello che succede, ti puoi fidare solo di me.
Commento by g — 27/8/2007 @ 11:54 am
non toccare il gatto: non leggi il sottotitolo “guarda che poi ti graffia”…odio i bambini che non lasciano stare gli animali!
non raccogliere roba da terra: in un tempo dove girano gli Unabomber non mi sembra così inutile! Conta poi che l’istinto primario del bambino è cacciarsi tutto in bocca!
Non rispondere: anche a me da fastidio, lo ammetto ma serve!
Mangia tutto: ti insegna a non aver schifo del cibo, che potrebbe non esserci un giorno!
studia di più: non dovrebbe essere tua madre a dirtelo ma dovrebbe venirti da dentro! pensa poi all’università con tutti quegli esami, meglio prepararsi in tempo!
non parlare con gli estranei: e vorrei vedere!! Con il pericolo pedofilia è il minimo!
Vieni sempre a dirmi tutto quello che succede, ti puoi fidare solo di me: a volte quanto è vero! metti quei bambini che sono oggetto di violenza sessuale…
poi ovviamente sta a vedere a che età certe prediche vengono fatte: a 30 anni mi pare troppo tardi per tutto!
un bacio!
Commento by Rossella — 28/8/2007 @ 1:18 am
*arriva*
*poggia a terra lo stereo portatile*
*seleziona la traccia sul display*
*si vede lampeggiare la scritta -ubisoft music-*
*prende lo sparasturalav*
*si schiarisce la gola e prende la mira*
uaaaaaaaaaaAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHhhhhhhhh
…
*spegne lo stereo e se ne va*
Commento by Futura Coinquivivente — 28/8/2007 @ 2:59 pm
non toccare il gatto: i gatti sanno come gestire i bambini. sono gli adulti, spesso, il problema. piuttosto, ‘tocca il gatto, se ci riesci’.
non raccogliere roba da terra: citando il Saggio Panda: “odio i centri commerciali. puliscono il pavimento due volte al giorno, e quelle macchine enorme aspirano anche le monetine”.
non rispondere: l’unica persona che non dovrebbe rispondere è la persona che non *sa* rispondere.
mangia tutto: -quello che hai nel piatto-. se imparassimo ad avanzare tutto quello che viene ingurgiato quando il senso di sazietà ormai è raggiunto, i problemi di peso dell’occidente sarebbero semi-risolti. altro che finire gli spaghetti.
studia di più: conosco una tizia che una volta si è laureata a voti non pieni ma molto alti ad una triennale in poco più di due anni e mezzo, e lo studio era il terzultimo dei suoi pensieri. l’ultimo era il compiacere.
non parlare con gli estranei: a furia di parlare solo con chi si conosce, non ci si conosce nemmeno più. amo parlare con chi resetta la propria memoria ogni ora circa, è come aver davanti sei persone diverse in una sera sola.
vieni sempre a dirmi tutto quello che succede, ti puoi fidare solo di me: il punto qui era il ‘ti puoi fidare solo di me’, non il ‘venire a dirmi tutto quello che ti succede’. per fortuna, le persone di cui ti puoi fidare davvero raramente ti vengono a dire ‘di me ti puoi fidare’. è una semplice discriminante.
per concludere, citerei n., studente laurato e bimasterizzato, che ad una lezione di diitto della privacy alla professoressa chiese ‘ma, in tutti i manifesti per i bambini scomparsi, con le fotografie e dati personali, dovrebbero far leggere l’informativa alle persone che li vedono?’.
–sipario–
Commento by heloise — 28/8/2007 @ 4:15 pm
nerd
Commento by Rossella — 29/8/2007 @ 12:01 am
Geek, si dice, e non a sproposito.
Guarda in alto e attende la rassicurante voce dell’Oracolo
Commento by g — 29/8/2007 @ 12:27 pm
Rassicurante? La mia voce? Naaah…
Commento by oracolo — 9/9/2007 @ 10:43 am
In un libro di Bly, l’autore afferma che quando nasciamo siamo esseri a 360 gradi. Potenzialmente possiamo essere chiunque, dal santo al serial killer.
Sono poi le regole, il “fai questo” e “non fare quello” che limitano il nostro angolo fino a darci una certa direzione, che continueremo (in teoria) a seguire.
Certo, cosa sarebbe se fossimo ancora a 360 gradi ? E se avessimo preso un’altra strada ? Chi lo sa..
Commento by Stefano — 18/9/2007 @ 9:41 pm