Prototipo – Considerazioni
A costo di scrivere cose davvero molto molto molto molto molto molto molto banali
di finire a tarallucci e vino prima ancora di aver iniziato
di abbassare il livello medio dell’umana intelligenza propugnando il diritto di dire cose per nulla interessanti
di arrivare là, dove nessun autobashing è mai giunto prima
che considerazioni possiamo trarre dai prototipi della settimana scorsa? Olio di semi vari.
Non è il caso di prendersi troppo sul serio: forse ogni tanto sembra che io pensi di scrivere delle gran cose. Macché: ringrazio il virtuoso per avermi dato l’occasione di prendermi un po’ per il culo. E attendo che prototipizzi anche i post del tipo Inviàggio. Gente, quasi lusinga quando si prendono la briga di scrivere parodie che hanno te come soggetto. Il fatto che non sia difficilissimo un po’ inquieta, ma…
…dopo tutto non sono un’artista. Né un poeta, né uno scrittore. Non ho dentro universi splendenti: non più di quelli che vivono in chi mi legge; sicuramente meno di quelli che vivono in taluni che ho letto. Ma sì, sono un sempliciotto e di solito felice di esserlo. Per fortuna, non sono vincolato a scrivere cose belle, originali o intelligenti per contratto: questo è solo un diario, nessuno ha pagato preziosi euri per leggermi. L’unico prezzo è il tempo: ma dopotutto non vi rompo le scatole giorno dopo giorno, chiedendovi se avete letto il mio ultimo post, e come vi è sembrato. Magari vi ringrazio se sprecate tempo con me. Anzi, forse questo l’ho già detto. Sì, perché…
…il minimo che può accadere, in un diario, è che uno si ripeta. Quello che ho dentro, ormai, lo avrete più o meno capito: oltre a quello, ben poco. Il vuoto. L’abisso. L’eterno riscaldamento del brodo. Cielo, si ripetono persino omini che, con quello che scrivono, ci campano. Figuriamoci se non lo faccio io che ci butto dieci minuti la sera, giusto per raccogliere le idee e magari alimentare il mio ego con il pensiero che qualcuno mi legga e mi immagini molto più figo di quanto non sia. Chissà quante volte ho detto le stesse cose in forme diverse. Persino i post incomprensibili, se riusciste a decifrarli, direbbero più o meno tutti le stesse cose.
Nota a margine: tali post non sono incomprensibili perché non siete abbastanza intelligenti per capirli, ma proprio perché mancano dei pezzi indispensabili a dar loro un significato. Mi sembrava il caso di dirvi che lo so benissimo. E, no… quasi mai sono a caso. Magari sembra che io abbia buttato lì due frasi alla cazzo (ehi, turpiloquio! Che orgasmo!), ma non è mai così. Qualcosa dietro c’è sempre. Solo che magari è così banale (o così detto e ridetto) che penso di uscirne meglio se non spiego troppo.
Ed ora su, su, circolare. Capitemi: non posso dirvi esplicitamente che ci sono in giro parecchie cose che varebbe la pena leggere, piuttosto che blog come questo. Ops, l’ho fatto.
Ma se dopotutto mi leggete lo stesso, vuol dire che qualcosa di me vi interessa. Anche solo avere qualcuno in più da sfottere… va bene anche quello, dai. In cambio prometto che ogni tanto cercherò di essere più interessante della mia media.
…
AHAHAHAHAHAHAH!
…
No, davvero.
;)
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Sì, ma che due palle…
Commento by oracolo — 11/6/2005 @ 1:45 am
Zitto tu, coglione. (Vuoi vedere che il turpiloquio è la chiave per sfondare davvero nella blogosfera? E ne ho in serbo altre bellissime: PROOOT!)
Commento by oracolo — 11/6/2005 @ 1:46 am
ciao PROT = )
Commento by Dax — 11/6/2005 @ 10:59 am
U.A.O
Commento by para — 13/6/2005 @ 4:42 pm