Polimero
Ma quando si conoscono così tante persone, si riesce a mantenerle tutte separate, in testa? O si amalgama un po’ di una con un po’ di un’altra, tanto gli esseri umani si assomigliano più o meno tutti?
E quando queste persone chiedono tempo (tutte lo chiedono, perché a nessuno in fondo basta il proprio) ci si riesce ad accontentarle?
Indosso il cappello da musone asociale e mi chiedo come si faccia a non perdersi di vista nella folla. Probabile che, anzi, la folla aiuti a non perdersi di vista accentuando il contrasto: frequenta sempre e solo Günther, e vedrai il confine tra te e lui sfumare (e non è del tutto un bene, dice la regia).
Facciamo che la prossima vita la passo tutte le notti per locali, insieme ad un gruppo eterogeneo e variabile (con tasso di variazione di quattro alla settimana, facciamo) di una cinquantina di persone, e provo a costruire un rapporto di profondo affetto con tutti e cinquanta (cinquantaquattro… cinquantotto… sessantadue…)
C’è chi ci riesce, davvero. Invidia.
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sai che fanno i lemmings quando sono in troppi? si suicidano.
Commento by erba — 14/6/2005 @ 1:00 pm