Logofilia
Ecco un miracolo: quando non avviene questo, un flusso continuo di vibrazioni, lettere, parole arriva al mio cervello e disegna una serie di immagini, suoni, emozioni.
Amo il linguaggio. Non lo so usare come vorrei: ascolto e leggo rapito chi, padrone, concentra in una sequenza monodimensionale interi universi.
La bellezza del meccanismo, come forse notava il mio amico (sempre che io abbia letto quel libro: dovrò chiedere alla mia memoria…) sta nel dilemma: cosa significa la chiave senza serratura? Cos’è il dna senza le condizioni favorevoli alla duplicazione? Il simbolo ha vita propria, o è chi lo interpreta che lo rende vivo?
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Passavo di qui…
…grazie del ringraziamento…
…le tue parole toccano a volte molte corde insieme, come se fossero dita troppo larghe per le corde di uno strumento (anima? cervello?). E se le lettere/parole oltre a vederle in orizzontale uscissero anche dal foglio? Ovvero avessero un’ulteriore dimensione? (Flatlandia, di Abbott – edizioni Adelphi, mai letto?)
Commento by kwisatz — 10/3/2005 @ 7:39 pm
Un altro libro che vuole assolutamente essere letto…
Commento by oracolo — 11/3/2005 @ 1:09 am