Il nucleo della banalità
Un lento reboot.
Il sole è velato:
quando un upgrade?
Ho in testa idee da poterci giocare per sempre, da solo, nella mente. E non sono istruito né fantasioso: i miei giocattoli sono lettere, numeri, aria, acqua, cerchio, umido, ricciolo, fragola, brivido.
Facile comunicare usando tante parole. Ma c’è poesia nell’essenziale.
Una parola di più, ed è noioso; una di meno, ed è banale.
Se è breve, è facile.
Ma come posso dire che un film è “brutto”, se non riesco a descrivere con centomila parole una scrostatura nella tappezzeria?
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Mia nonna diceva: “una parola è poca e due son troppe”…
Commento by munchies — 3/4/2008 @ 10:52 am
Ed era saggia. A tratti ho anche detto “Il tao di cui si può parlare non è il vero tao”, o una roba simile – tanto le diverse traduzioni dal cinese di questa frase apparentemente semplice si sprecano, non penso che una versione in più o in meno possa fare la differenza.
Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus
Insomma, il linguaggio è ambiguo e scalcinato, ma è l’unico che abbiamo. Occhio a non abusarne, però, ché poi va a finire male.
Commento by oracolo — 3/4/2008 @ 11:47 pm
The first rule of Fight Club is – you do not talk about Fight Club. The second rule of Fight Club is – you DO NOT talk about Fight Club.
:-)
Commento by munchies — 4/4/2008 @ 10:26 am