Decoder
Quando sono tutti gli altri sono sereno: mi guardo con aria beffarda, e rido delle mie espressioni. Poi ammazzo tutti quei ridicoli pensieri che mi vogliono diverso, perché sprofondo nella certezza di essere ancora più uguale. E’ un bel vivere, ma quando provo a spostarmi troppo in là i fili a mani e piedi mi bloccano con dolcezza.
Allora non mi muovo, ed è come se i fili non li avessi: sposto occhi che spaccherebbero una roccia e quando incontro uno sguardo vuoto quanto il mio scambio i cervelli. 5x(sistole+diastole) e di solito sono a casa, perché devo dare da mangiare al cane che urla mantra irriverenti. Non potendosi cibare dell’identità altrui, in qualche modo si arrangia.
Per riacquisire fiducia seguo un regolamento a caso; con il bastardo che ti punge sul vivo (magari sputacchiando e blaterando verità) puoi prendertela facilmente, con l’incarnazione del Rigore Formale mette male.
Alla fine qualcuno ci riesce comunque, non pungendo direttamente ma ponendo (scaltro!) una puntina sulla mia sedia e lasciando che io faccia tutto da solo. Quindi apro la finestra e capisco che è inutile regalare le chiavi della villa, se tanto poi non dici dov’è e come ci si arriva.
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