Banalità

19/1/2010

Sotto ‘l velame de li versi str*

Tag:, , — oracolo @ 1:16 am

Perdo tempo a scriver tre parole
pensando possa esser cosa lieta
(eppure le persone restan sole)

d’altronde la decenza ben mi vieta
di creder d’aver qualcosa da dire
che renda te, lettor, persona quieta

togliendoti la voglia di morire.
Se salti sotto al tren non ti dissuado
ma chiedo per favor, fammi finire

nel volger d’un minuto a letto vado
per cui la sofferenza sarà breve.
Costretto dentro ai versi, ci ricado

e scrivo di coscienza un flusso greve
ch’ha pochi punti fermi, ma distrae
la mente del creator, ch’è affatto lieve

e da postacci tetri mostri trae
che soffocano il sole e pur la luna
qual strozza il p2p l’astuta SIAE.

Se cerchi una ragione che sia una
di questo scriver mio sì poco degno
non passa il tuo cammello dalla cruna

ma vedi dietro al mondo un gran disegno
per cui l’osservator ben si convinca
che la vita non sia degli altri pegno?

Non sembra il vaneggiar d’uno che trinca
con l’espressione scema mentr’aspetta
ch’al Superenalotto un dì si vinca?

Se ancora cerchi il treno, fallo in fretta
alle sette e trentuno l’Intercity
veloce ti trasfomerà in pappetta.

Se invece i tuoi pensieri son più miti
un poco sei incosciente, te lo dico
e forse a tue rotelle mancan viti

ma tanto non possiamo farci un fico
c’è sempre un pezzo ad esse, che non entra
nel tetrisian mosaico che, mio amico,

prepara la tua mano, e si concentra
come la testa mia (ma siamo in tanti)
nei posti puzzolenti ove s’addentra.

Allor tiriamo giù un bel po’ di santi
non ci spariam, per tema del rinculo
con far un po’ imbronciato, sempre avanti

tiriamo noi, testardi più d’un mulo,
sebben qualcuno dica ch’è scurrile,
gemiamo tutti insieme “vaffanculo”.

17/1/2010

2c

Tag:, , — oracolo @ 2:35 am

«Cosa fai con quella penna a punta sottile?»
«Un corridoio.»
«Lungo quanto?»
«Infinito. Vedi, se faccio le righe così, e poi sempre più vicine, e con la penna sottile posso farle proprio vicine, alla fine il corridoio diventa quel puntino nero. Ma non è finita lì! In quel puntino nero il corridoio continua, e se tu camminassi vedresti sempre queste righe, sempre più vicine, ed un puntino nero in fondo.»
«Perché ti piace?»
«Perché su questo foglio, che è piatto, ci sta una cosa profonda.»
«E quest’altro foglio, con i puntini blu ed arancioni?»
«E’ la polvere. Se metti gli occhialetti sembra polvere, con alcuni granelli vicini al tuo naso, altri sepolti dentro al foglio. Vedi? Sembrano nel tavolo. Ma è impossibile, non c’è un buco nel tavolo.»
«E questo ricciolo dorato?»
«E’ un ologramma. Lo fanno con il laser. Vedi come sembra sospeso nell’aria? Come sfugge dal vetro? Sono sicuro che è in un altro mondo, quel ricciolo. Se lo guardi e ti sposti a destra… ecco, così… vedi? Vedi quel riflesso? C’è qualcosa lì dietro, ma non riusciamo a vederlo bene perché la nostra finestra su quell’altro mondo è piccola come il vetro.  Ma nell’altro mondo è tutto collegato: il ricciolo, la piccola piramide circondata dalla sabbia dorata, i due dadi, il drago Elliot e la Crepereia Tryphaena del libro di educazione artistica.»
«Questi li conosco, invece. Stereogrammi, vero?»
«Sì, ho capito come si fanno. Tutto da solo, anni prima di Google e dei cellulari. Che bravo, eh? Altro che Gauss. Ma sono meno divertenti: quelli che li vedono, li vedono, gli altri ti guardano come se fossi scemo. Poi se dici alla gente “rilassati, fissa un punto distante…” ti prendono per Giucas Casella ed il gioco è finito. Tra l’altro il mondo degli stereogrammi è monocromatico ed a strati. Secondo me lì non ci arriva la sabbia dorata, e tantomeno il drago Elliot: solo un sacco di dinosauri e delfini.»
«Capisco. E perché mi stai raccontando tutto questo?»
«Non so. Credo perché un po’ ci ho sempre creduto, a questi mondi dietro ai foglietti, ai vetri, agli schermi. Ed ora la gente inizia a scoprirli. Ma non so se capisce quanta magia c’è in tutti quei posti nascosti alla vista, pieni di geometrie perfette.»
«E tu lo capisci?
«Io ci ho vissuto un sacco di tempo, alla luce dei fari alogeni, in mezzo alle illusioni dietro al vetro.  So che magari non è una gran cosa… Ma uno c’è stato, la bandierina non ha potuto mettercela, la macchina fotografica non l’aveva e le cartoline erano troppo piatte per raccontare. Ed allora ne parla come fanno i vecchi con la guerra, o con le ciliegie rubate d’estate.»

15/1/2010

Cappuccini – 2

Tag:, , — oracolo @ 4:47 pm

Attenzione: come forse si intuisce dal titolo, questo post è il seguito di Cappuccini. Andrebbero letti in sequenza. Ma anche no.

Web Application, versione “Il mondo è bello e colorato”
Cre.am (2.0) (Beta) fa i cappuccini online. Non c’è bisogno di registrazione e memorizza sul server fino a cinquanta cappuccini che puoi recuperare ovunque tu abbia accesso ad internet.
Se vuoi funzionalità avanzate, come la condivisione di cappuccini con gli amici e l’integrazione con Google Docs, puoi fare il login tramite OpenID (così non devi ricordare un altro username ed un’altra password).
E’ gratuito; pagando, puoi memorizzare sul server infiniti cappuccini anziché cinquanta.
Il sito ha una versione mobile ed un’applicazione gratuita per iPhone.

Web Application, versione “Alice ti fa i cappuccini”
Fai il tuo cappuccino con Alice è la web application del tuo provider che ti permette di fare deliziosi cappuccini!
Ti basta fare il login con lo username che usi per accedere ad internet, aggiungendo in fondo “@alicemifafareicappuccini.tin.it”, la password che usi per controllare la posta (mi raccomando: non quella che usi per accedere ad internet!) e le cifre dispari del tuo codice fiscale!
Potrai fare dieci cappuccini giornalieri e condividerli con tutti i tuoi amici che usano Alice Messenger. Richiede Macromedia Shockwave ed Internet Explorer 6; assicurati di disabilitare l’antivirus prima di usarlo. Se non risponde, ricarica la pagina e rifai il login avendo l’accortezza di usare le cifre pari del tuo codice fiscale anziché le dispari.

Facebook, versione “Finalmente l’applicazione che aggiunge al tuo profilo il tasto per i cappuccini! Funziona veramente!”
Se ti iscriverai anche tu a questo gruppo e scartavetrerai le parti intime di almeno trenta tuoi amici, invitandoli ad iscriversi, un narcotrafficante sudamericano suonerà domani mattina alla tua porta con le istruzioni per attivare il tasto “Cappuccino” nella tua chat di Facebook!
Accanto ad ogni contatto apparirà il tasto “Invia cappuccino”. Inoltre, potrai personalizzare lo sfondo del tuo profilo con delle simpatiche zebre!

Facebook, versione “Per quelli ke amano bere il cappuccino”
Boh. E’ un gruppo. Ti iscrivi. A te piace bere il cappuccino. Ghghgh, trpp forte.

Facebook, versione “Ehi, il tuo amico ha bisogno di te per fare un cappuccino alla melanzana: clicca qui per aiutarlo!”
CappucciniWorld – Zynga è un’applicazione per Facebook che fa cappuccini di ogni forma e dimensione. I caffè normali li puoi fare subito; per i cappuccini devi avere almeno dieci amici che usano l’applicazione, per quelli con guarnizione al cioccolato almeno cinquanta, per quelli con i disegnini cento amici.
Non temere: ci sono già gruppi e petizioni che chiedono a gran voce i disegnini anche per chi ha pochi amici. E’ solo questione di tempo: vedendo che ci sono tanti iscritti, senz’altro gli sviluppatori di CappucciniWorld verranno mossi a compassione. E, già che ci siamo, se aderisci alla petizione esprimi anche il tuo dissenso nei confronti di chi maltratta l’escherichia coli in Papuasia e chi scuoia i limoni senza pietà.
Ogni volta che fai un cappuccino, quest’ultimo viene fotografato e spedito a tutti i tuoi parenti ed amici; più cappuccini offri, inoltre, più puoi prepararne al giorno, in un’escalation caffeinica senza pari.
Per fare un cappuccino devi cliccare in media in dieci posti e confermare dodici volte, in modo da ricaricare la pagina di facebook almeno quattro volte per poi approdare sull’applicazione in flash che fa i cappuccini veri e propri. Per vedere decentemente l’animazione del caffè che si mescola con il latte è richiesto almeno un processore quad core.

iPhone, versione “Corri il rischio”
iCappuccino (1.59€) è esattamente identica a “Cappuccini”, “iCappuccio”, “CappPhone” e “Stongah!” (tutte presenti sull’App Store); non capisci bene perché costi 1.59€ mentre le altre oscillino tra i settantanove centesimi ed i dieci euro. Nelle recensioni, iCappuccini ottiene quattro stellette da un utente a cui ha cambiato la vita; un altro constata amaramente che le istruzioni non spiegano come accelerare e frenare nel muro bonus. Inveisce contro la Apple, Romano Prodi e gli zingari e minaccia di tornare a Nokia.

iPhone, versione “C’è anche il trial”
iCappuccio (0.79€) fa cappuccini esattamente come iCappuccino, ma c’è la versione LITE completamente GRATIS!
Dei curiosi banner promettono viagra a pochi centesimi, l’icona ha una scritta “GRATIS!!!” in sovraimpressione.
Le altre icone dell’home screen la schifano e si spostano sdegnose ad un quadretto di distanza per evitare la contaminazione, ma per il resto funziona.
Per non istigare la lotta di classe nella schermata principale dell’iPhone tiri fuori un euro e compri la versione full.
Il giorno dopo e per i prossimi sei mesi, grande offerta: l’applicazione diventa gratuita.

iPhone, versione “Doveva esserci il pacco”
Cappuccini (GRATIS!) fa un cappuccino. Una volta, poi basta.
Se ne vuoi fare altri, li puoi comprare tramite in-app purchase.
Però sfrutta l’accelerometro e la bussola in modo da calcolare correttamente il riflesso del sole sulla schiuma, quindi richiede un iPhone 3GS.
Ovviamente non puoi offrire a nessuno i cappuccini che acquisti, ma puoi inviar loro una tua foto mentre li bevi. E postarla su Facebook, Twitter, Flickr, MobileMe e YouPorn (per i feticisti).

iPhone, versione “Viscida pubblicità”
Stongah! (GRATIS!) fa i cappuccini. Per arrivare al tasto delle opzioni, devi prima passare attraverso tre schermate pubblicitarie relative ad altre tre applicazioni della stessa software house.
La prima promette le donnine più nude e più hard dell’intero App Store; la seconda le più hard e le più belle, la terza le più belle e le più nude.
Incuriosito, compri quella delle più belle e le più nude. E’ uno slideshow di ragazze anni ’80 in bikini, cotonate & spixellate, accompagnato da una bizzarra musica tedesca. Ah, wunderbar!

iPhone con jailbreak, versione “La filibusta non ha confini”
Scarichi iCappuccino, crackato. Ah, ora si dice “con la cura”.
All’avvio, vieni salutato da una schermata multicolore: “cracked by pistolo85″. I bootloader dei giochi piratati per Amiga si rivoltano nella tomba, borbottando qualcosa sul cattivo gusto.
Per il resto fa quello che deve fare, quando non si pianta. Ogni volta che colleghi l’iPhone ad iTunes ti sembra di sentire una voce minacciosa in lontananza e le luci di casa lampeggiano brevemente. La prima domenica del mese nella rubrica appare il contatto “Satana”; ieri mattina hai dovuto ripristinare tutto perché iTunes sosteneva che l’iPhone fosse un iPod shuffle di prima generazione.
Ma hai risparmiato un euro e mezzo e te la ridi di gusto alla faccia di Steve Jobs e di chi spende un sacco di soldi in cose inutili. Tipo gli smartphone costosi.

iPhone con jailbreak, Cydia, versione “come ti smonto e rimonto il SO”
Cappucciner fa i cappuccini. Opzionalmente, aggiunge agli sms un pulsante “invia anche un cappuccino”. Scrive il numero di cappuccini preparati nella barra di stato. Può cambiare il comportamento del tasto “Home” in modo che quando premuto faccia un cappuccino invece di espletare la sua normale funzione.
Tramite pacchetti separati cambia lo sfondo in modo che sia un cappuccino, rende tutte le icone cappucciniformi, sostituisce il font di sistema con un font cappuccinesco e può generare un gorgoglìo cappuccineo durante le telefonate.
E’ l’applicazione perfetta.
Purtroppo ieri la Apple ha reso disponibile una nuova versione del firmware per il tuo iPhone: hai aggiornato, hai installato da capo Cappucciner ma ora se provi a fare un cappuccino il telefono si pianta uggiolando.

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