Banalità

26/12/2008

Guybrush Noir

Tag:, , — oracolo @ 1:49 am

Della stessa serie: “Come liberarsi dagli insetti nocivi“, “Come costruire una pedana in una spiaggia

Lo stacchetto animato “That’s all, folks!” dei Looney Toons si apre, invece di chiudersi, su di lui, sul suo completo color panna, sui suoi capelli neri e sul suo sorriso beffardo. «Sono qui, e questa è la mia storia.»

Il disastro lo accolse con una camicia larga e dei pantaloni corti. Sembrava tutto calcolato, un copione già visto mille volte: l’iceberg taglia in due la nave, si affonda, si passa alla storia non come individuo ma come vittima, o superstite fortunato solo agli occhi di chi non c’era.

L’equipaggio, incosciente e scanzonato, lo guardava come fosse il capitano: ma era solo il primo venuto. Eppure nel frangente tragico tutti lo elessero punto di riferimento: se non dispensatore di saggi consigli, almeno bersaglio di scherzi crudeli.

Consapevole del suo ruolo lo accettava ridendo, mentre colava a picco.

Non era il polo, l’acqua che li accolse quando la nave sparì tra i flutti era calda. Si respirava un’aria euforica: più un bagno a mezzanotte che un naufragio.

L’entusiasmo scemò ma la disperazione aveva altro da fare. «Si farà come si è sempre fatto in questi frangenti», gli dissero, riconoscendo la sua inesperienza e determinati a fare di lui un vero marinaio.

Si strinsero l’uno all’altro in una lunga fila: ciascuno cingeva il collo di due compagni, tutti voltati in direzione della costa, nessuno chiedendosi quanto fosse vicina. Non era facile neppure nuotare, in quella posizione, con le braccia ferme e spalancate in un abbraccio dolorante; talora la bocca finiva sott’acqua, in salamoia.

Passavano le ore.
«Voi vi sentite le dita dei piedi?»
«Non più. All’inizio danno fastidio, poi non sembra neppure di averle. Tranquillo.»

All’inizio, un abbraccio fraterno. Adesso – e nessuno ne aveva parlato, ma si sapeva – più di metà dei compagni erano morti. Mentre la catena umana si spostava pigra sulla mappa, le risate si erano smorzate.

Il suo sguardo torvo era ormai l’unico superstite ma lui non mollava l’abbraccio, assorbito dal suo ruolo di anello vivo della catena. Era passato così tanto tempo da trasformare i suoi compagni di sventura in statue marcescenti e silenziose, con la bocca corrosa e spalancata, incrostate di muschio e di mare.

Eppure ora è qui che sorride, con il suo completo panna. Quelle incrostazioni che hanno trasformato i suoi compagni in scogli, quelle stesse incrostazioni lui se le ritrova dentro, la sua anima indurita per sempre dal mare.

22/12/2008

Astromedley

Tag:, — oracolo @ 2:55 am

C’è qualcuno lassù oltre il cielo stellato
dopo un lungo sonno s’alzerà
e volerà nel blu fra luna e stelle
sotto terra, in mare, in cielo e l’inferno si scatenerà.

Solo un gigante potente salvarci potrà
il nostro cuore batterà per la libertà
non è facile, né difficile: forse semplice sarà.

Ma ormai è giunto il momento
ma un pensiero assopito si fa avanti

(The Lover Speaks about the monsters)

Pallida la luna nell’immensità
regna con giustizia vera
e a giocar su marte va.
Raggio di luna che rendi la notte romantica
la tua energia neanche un dio riuscirebbe a portarti via
sai, già non piove più… sento già un profumo di blu.

Verdi giorni che non tornan più
scendono sulla terra da un’invisibile eternità
con quella luce che avvolge la luna bianca e pallida;
certo il loro cuore palpita d’amore
è in ogni cuore… e i sogni avvererà.

19/12/2008

Passatempo

Ce ne stavamo lì, seduti in cerchio, indossando il ritratto migliore, a combattere sempre con lo stesso stile, ad aspettare che il l’hai già detto diventasse il me lo diceva sempre.

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