Banalità

6/2/2008

Tanto va…

Tag:, — oracolo @ 12:20 am

Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino

Ma perché la gatta? Se è il gatto ad andare al lardo, non ci lascia lo zampino lo stesso? Saggezza dei popoli sessista? Probabilmente sì.

Ed il lardo? Sì, probabilmente il lardo è apprezzato, ma lo stereotipo non vorrebbe il gatto ghiotto di topi, pesce o latte? Mai generalizzare, visto quanto sono schizzinosi i gatti. O forse sono sempre stato esposto allo stereotipo sbagliato, e nessuno me l’ha mai detto per non ferire la mia sensibilità.
C’è chi sostiene possa trattarsi di un refuso, propagatosi negli anni: non sarebbe “il lardo” ma “al largo”, con riferimento alla deprecabile abitudine delle gatte di spingersi oltre la boa di segnalazione nelle giornate di mare mosso, ignorando i ripetuti richiami del bagnino. Questa teoria non ha mai preso zampino, tuttavia.

Veniamo al punto cruciale: ma perché ci lascia lo zampino? Che è, esplosivo, il lardo? Una mina antigatto artigianale? Gli amanti del lardo vanno tanto al lardo, ma non ci rimettono le mani.
O si vuole forse intendere: “ci lascia l’impronta dello zampino”? Se sì, non ci vedo nulla di particolarmente nefasto; di solito i gatti non hanno come obiettivo primario quello di sfuggire a Gil Grissom, ma di riempirsi la pancia. Un gatto con guantini di gomma darebbe nell’occhio molto più di un gatto che lasci impronte sul lardo altrui.

Si fosse detto “Tanto va la gatta al lardo che muore devastata dal colesterolo”, avrebbe avuto un senso. Ma lo zampino, suvvia. Poi arrivano l’uomo nero ed il babau, e le strappano la coda. E’ saggezza popolare o uno squallido plagio di una fiaba dei fratelli Grimm?

Buona l’idea, trito il precetto morale, deprecabile la realizzazione.

Voto: 5–

(si ringrazia Serena per lo spunto)

4/2/2008

Cliché – 4

Tag:, — oracolo @ 12:58 am

L’eroe era un Figo, ma il tempo e la corruzione dei costumi l’hanno allontanato dalla propria Vera Natura.

Ora ha rinnegato il proprio passato, sepolto la propria etica, ha smesso di dare l’acqua alle piante e trascorre la giornata fra i bordelli, ubriacandosi e biascicando volgarità.

Ma – attenzione! – giunge il protagonista e gli dà una bella strigliata: aiutarlo sarà l’occasione giusta per tornare all’antico splendore.

Variante nichilista: l’eroe decaduto trascina il protagonista nel vortice del vizio. La storia si conclude tra orgasmi sfrenati e fumi dell’alcool.

(Altri cliché)

2/2/2008

Saccade

Tag:, — oracolo @ 12:28 am

Il gioco dell’estate!

  • Posizionatevi davanti ad uno specchio
  • Fissate il vostro occhio destro
  • Fissate il vostro occhio sinistro
  • Avete visto gli occhi muoversi mentre spostavate lo sguardo?
  • Munitevi di un amico, e fate venire anche lui davanti allo specchio
  • Ditegli di fissare il suo occhio sinistro
  • Ditegli di fissare il suo occhio destro
  • Avete visto i suoi occhi muoversi?

Come se già non fosse uno scansafatiche, il cervello inibisce l’input sensoriale quando spostiamo velocemente lo sguardo. L’idea è che, comunque, vedrebbe immagini mosse e sfocate… quindi perché preoccuparsi?

La zona in cui l’occhio vede con il massimo dettaglio è molto ristretta, una manciata di gradi proprio al centro del campo visivo. La sensazione di avere una visuale più ampia è generata da un elevato numero di microspostamenti, molto veloci: il cervello scatta almeno cinque istantanee al secondo e le ricombina con PhotoStitch – probabilmente una versione in prova per trenta giorni. E durante ogni spostamento, il buio.

Potere della ridondanza.

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