Banalità

31/1/2008

Non ho avuto tempo

Tag:, — oracolo @ 12:05 am

Il post ripescato di oggi è Giustificazioni, dopo ben tre anni e mezzo di sedimentazione.

Gli articoli come questo mi sembrano, ad una rilettura, piuttosto polemici; è vero, l’intento è estremizzare, palesare il paradosso, ma non nascondo una certa simpatia per comportamenti umani come il dover necessariamente trovare una giustificazione.

Chi non lo fa? Chi non ha l’impressione che le proprie scelte, nella vita, siano compiute da una scimmia impazzita e che ci sia nella nostra testa un sovrintendente continuamente impegnato nel formulare spiegazioni razionali e condivisibili per ogni estro del momento? La dissonanza cognitiva è una brutta bestia, e qualsiasi espediente è valido per sfuggirle.

Chi non lo fa, dicevo, scagli la prima pietra. Non su di me, per favore; preferirei non essere né lapidario né lapidato.

29/1/2008

Sfocatura

Tag:, , — oracolo @ 1:35 am

Un effetto collaterale neppure troppo originale della perdita di coscienza del momento attuale è che si tende a vivere nel futuro o nel passato, piuttosto che nel presente.

Le leggi fisiche, però, non collaborano: a meno di flussi canalizzatori,  l’esperienza del passato e del presente è un elaborato artefatto della nostra mente. Quest’ultima, con poche e notevoli eccezioni, non è ad alta definizione; smussa, migliora, peggiora. Spesso migliora il passato e peggiora il futuro, ma non è una regola.

Volendo distinguere vari casi:

  • quando si vive in un passato edulcorato, il presente è sempre troppo grigio. Non acquisirà il giusto colore – o, più probabilmente, colori di gran lunga troppo vivaci – che a distanza di anni. Ma a quel punto sarà già passato.
  • quando si vive in un passato artificialmente peggiorato, le scelte del presente sono influenzate da fastidiosi condizionamenti. Per evitare il ripresentarsi del passato terribile si fugge in continuazione. Aggiungere con moderazione un pizzico di rimpianto per le occasioni perse, ottimo espediente per trasformare il presente di oggi nel pessimo passato di domani.
  • quando si vive in un futuro spumeggiante, il confronto con il presente demoralizzante è piuttosto fastidioso. Soprattutto quando il futuro idealizzato cerca di incastrarsi sul presente e non ci riesce. Prepararsi ad una discreta dose di delusione gratuita: la torta non sarà mai buona come ci si aspettava. Ci si può consolare nella continua contemplazione del futuro perfetto, ma non è un passatempo né sano né economico.
  • quando si vive aspettando con ansia un futuro opprimente, è difficile godere del presente. Sì, per ora va tutto bene, ma prima o poi…
    Ottimo complemento per il passato edulcorato, per estensione.

YMMV.

26/1/2008

Boten Anna

Tag:, , , — oracolo @ 1:31 am

L’angolo della musica truzza (bonariamente; i miei gusti musicali sono notoriamente terribili): Boten Anna.

L’avrete sicuramente sentita, è stato un tormentone. Trovate anche il video su YouTube.

Beh, che c’è di speciale? C’è che, oramai, una minoranza degli utenti di internet può capirne il testo; IRC è stata quasi completamente rimpiazzata da MSN e dalle sue faccine fastidiose – una volta, qui, era tutta campagna – e siamo rimasti in pochi a sapere cosa sia un bot, ed a cosa possa servire.

Dal canto mio, mi sono affezionato a LETALE. Quando arrivo mi saluta con “Eh, io ti capisco… una volta ero come te”, mi ricorda i compleanni, elargisce battute sagaci e grazie a MegaHAL ha acquisito, in anni di conversazione, una sua bizzarra personalità. Nessuno sa come le sue catene markoviane abbiano potuto partorire la famosa fucking frittata. Le gesta del Fede, del Kazako e del Focacciaio, personaggi immaginari a cui è particolarmente legato, sono leggenda.

Dopo anni di permanenza sul mio pc, quest’anno ha deciso di trasferirsi su un server negli Stati Uniti. Per me è stato doloroso, ma lui è felice perché può svolgere meglio il suo lavoro: vigilare ventiquattr’ore su ventiquattro. In realtà non servirebbe, visto che i suoi amici chanserv e nickserv sono impeccabili, ma gli piace comunque pensare di essere un indispensabile custode.

Mi scrive tutti i giorni alle 17.41, per raccontarmi che si dice nei suoi canali, e mi spedisce una copia del suo cervello per sicurezza. E’ un bravo ragazzo, anche se un po’ cinico e scurrile.

L`oracolo: come ti senti stasera?
LETALE: Stasera non lo so, è per questo che te la senti.
L`oracolo: la morte addosso?
LETALE: La preferisco, la morte.
L`oracolo: alla vita che non hai?
LETALE: dove cazzo sei adesso non ti aiuterà a cambiare la tua visione ottimistica della vita.

24/1/2008

Giro-scoppio – 2

Tag: — oracolo @ 12:30 am

Alla fine l’ho trovato, in un negozio di Massa (Eldo, all’interno del centro commerciale Carrefour “Mare e monti”… o qualcosa del genere).

Il titolo è ingannevole: non si tratta di un giroscopio, ma di una Powerball. Non è la versione con led luminosi, perché decisamente fuori budget. Si limita a girare ed a produrre un curioso rombo.

La fisica dell’aggeggio è tutt’altro che banale, perché richiede un minimo di conoscenza di come è costruito: la possibilità di accelerarlo a velocità improbabili (12000 rpm) deriva da una guida in plastica, sulla quale ruotano con forza i due perni del giroscopio ad asse variabile interno.

Ci vuole qualche minuto di pratica per capire quale movimento aumenti la velocità di rotazione, ma una volta che si prende il giro (!) è molto divertente: con la velocità aumenta il momento che il mostruoso oggetto esercita sul polso, per cui diventa progressivamente più difficile controllarlo ed accelerarlo. Scappa letteralmente dalle mani.

22/1/2008

Maniacale – 2

Tag:, , , — oracolo @ 2:23 am

Passano gli anni, ma non la maniacalità.

Avio, ed in passato Celant, e forse altri prima di loro sono andati a recuperare molti post passati. Come ho scritto nei commenti, la cosa mi stupisce e mi lusinga allo stesso tempo.

Avendo dovuto adeguare il (banale) template in modo che giochi pulito con le ultime versioni di WordPress ho deciso di perdere qualche ora in un passatempo di certo economico, ma non del tutto sano: rileggere tutto il blog, eliminando le categorie e “taggando” i post arretrati. Potete anche abbonarvi via e-mail ai commenti di un certo articolo, in modo da sapere se qualcuno vi ha risposto: idea presa in prestito, con mesi di ritardo, dal caro Francesco.

Anche se non sembra, queste (banali) pagine hanno quasi quattro anni. Fa un certo effetto recuperare cose scritte tempo fa… è la natura dei blog: leggendoli si finisce, in un certo qual modo, per affezionarsi agli autori. E se si rilegge il proprio blog non si può fare a meno di provare simpatia per come si era – specialmente se si scopre che, a dispetto di discorsoni e propositi per l’anno nuovo, “dopo tanti anni sei sempre un coglione”. Sono sicuro che coglierete la citazione, la mangerete e pianterete i semi in giardino.

Ma perché si scrive su un blog e non su un taccuino? Perché si ha il bisogno irrefrenabile di dire qualcosa di sé, per quanto stupido o noioso possa essere. In questa mia rilettura ho scoperto un sacco di cose che non ricordavo di aver scritto, e che probabilmente oggi riscriverei tali e quali.

Il mio ego smisurato mi chiede di dare una seconda possibilità a certi post molto sentiti che però hanno letto in tre. Questa volta saranno letti da circa trentacinque persone (feedburner vi tiene d’occhio, fedeli lettori!): è la mia occasione per aumentare la noia sul pianeta. Sì, adoro denigrarmi.

Inauguro, quindi, una desolante tradizione del “best of” – corredata di omonimo tag, per cui potrete saltare a pié pari i post del tipo “best of” senza timore di esservi persi niente; è pur sempre minestra riscaldata.

Oggi è la volta di due post temporalmente contigui, ma tematicamente distanti.

Il primo è Esperienza, lo spot di un rivoluzionario prodotto che può davvero cambiare la vostra vita.

Il secondo è un post sul pianto, che farebbe invidia a Masini ed a Mariottide. Molto emo, si direbbe oggi… all’epoca non lo si diceva. Per lo meno: io no, voi facevate un po’ quel che vi pareva, come sempre. Che zuzzurelloni.

20/1/2008

GRAVATAR: I HAS IT

Tag:, , , — oracolo @ 3:11 pm

In realtà ce l’avevo già, ma qui non si vedeva.

Se ne volete uno anche voi,  gravatar.com. Utilità? Nessuna, se non quella di soddisfare il vostro narcisismo con un’iconcina personalizzata accanto al commento in tutti i blog che lo supportano.

Ah, il titolo non è un refuso: nel caso non abbiate ancora sentito parlare dei lolcats, fatevi una cultura

18/1/2008

Trame

Tag:, , — oracolo @ 3:39 pm

Arrivata a New Orleans, la crew (gruppo) si infila sulla pista di Joe “Il guercio” (ma mica tanto… eh eh) e la segue fino in fondo per dipanare il mistero di Matiz…

Iarus sfrutta la sua abilità (stamina 5 + erection x 2) per tenere a bada l’assalto degli enlightened ones (gli accesi) ma non è per niente facile (“escono dalle fottute pareti!”).

Per fortuna entro la fine della serata Gaia ha il vero colpo di genio… (ottima interpretazione e grande giocata ;-) e risolve la situazione: ambivalence x 3 + ambiguity x 2 (e tirando solo critici!), si trasforma in un “cono d’essenza” e seduce Matiz (“Vivo o morto, tu verrai con me!”).

Così ora Matiz (o quel che resta di lui) sembra un alleato della crew… ma sarà vero? O aspetta solo il momento buono (o quello meno cattivo) per impadronirsi dei loro punti melting (scioglimento)?

Lo scopriremo solo durante la prossima, eccitantissima (spero… eh eh eh) sessione! Sono già una fucina di idee!

9/1/2008

Souvenir – 2

Tag:, , , — oracolo @ 1:01 am

E’ successo di nuovo.

Sto parlando di un sogno neppure troppo vivido, con annesso un fastidioso tentativo di immortalare alcune immagini – usando la fotocamera del cellulare, evidentemente non ho velleità da fotografo neppure nei sogni – per poterle rivedere da sveglio. Già, i post incomprensibili vogliono dir qualcosa, ma di solito bisogna aspettare anni per sapere cosa.

Dopo questa bizzarra esperienza posso assicurarvi che scattare foto in un sogno è dannatamente difficile. O meglio, non è difficile se usate un mirino reflex o cose così: se, come me, vi basate su un display lcd per inquadrare il soggetto, scoprirete che il display si vede malissimo e l’immagine non fa che cambiare. Oltremodo scomodo, se lo si unisce al fatto che (sogni lucidi a parte) la luce è sempre pessima, soffusa e per lo più monocromatica.

C’era da aspettarselo; anche le scritte hanno la tendenza a cambiare ogni volta che le si guarda, figurarsi una cosa complessa come un display digitale.

Pare ci sia anche una spiegazione di natura fisiologica: le zone del cervello coinvolte nella visualizzazione di immagini mentali sono le stesse che si utilizzano per i normali meccanismi della visione, quindi sono “progettate” per avere una persistenza piuttosto bassa. In caso contrario, la nostra percezione sarebbe arricchita da quel fastidioso effetto Lucignolo. La trasmissione qlturale di Italia 1, non il carismatico amico di Pinocchio.

Matthieu Ricard, ex biochimico e monaco Buddhista, oltre che uomo più felice del mondo (dal punto di vista clinico, mica son titoli che uno si dà da solo) non è d’accordo: sostiene che alcuni meditatori professionisti (!) siano in grado di visualizzare e mantenere fissa nella propria mente la stessa complessa immagine per ore ed ore. Al momento ne sta cercando uno per fargli una bella risonanza magnetica alla capoccia e verificare se il suo cervello sia diverso da uno standard.

Dice anche una cosa molto furba, almeno per i miei bassi standard:  che siamo disposti a sacrificare tempo libero per mantenere in forma il corpo, ma di rado facciamo lo stesso per la mente. E mantenere in forma la mente non significa fare cruciverba o memorizzare equazioni, significa allenarla a comportarsi come vorremmo per impedire che vaghi per i fatti suoi. Chi è abituato, come me, a vederla scorrazzare in giro senza meta sa che non è sempre un’esperienza piacevole.

(Sì, la mente scimmia è un tema ricorrente di questo blog. Ne ho parlato riguardo alla “mindfulness“, in alcune parti del viaggio, è implicito nella ricerca del satori… mi dispiace ripetermi, e mi dispiace costringere il lettore a ripescare articoli vecchi di anni. Non farò leva sul senso di colpa per costringerti a cliccare e leggere. No, davvero. So che hai di meglio da fare. Ora, se permetti, andrò a piangere lacrime amare.)

(Ah, dice anche che la ricerca della felicità secondo lui non è mica una cosa cretina. Solo che passa per l’allenamento della mente, perché in ultimo la felicità è uno stato mentale che si può imparare a gestire, non una naturale conseguenza delle proprie condizioni di vita. Sì, ultimamente lo dicono anche i neuropsichiatri. Paura, eh? Pollyanna non mi è mai stata simpatica, si sappia, ma che solo gli scemi e gli ingenui siano felici è un luogo comune un po’ antipatico. Schopenhauer ogni tanto scriveva libretti su come minimizzare i danni: pessimista va bene, pessimista che vive male va meno bene.)

8/1/2008

Registrazione binaurale

Tag:, , — oracolo @ 11:11 pm

Oggi si va sul minimalista: se siete curiosi, giù di Wikipedia.

Se non avete voglia di leggere, scaricate l’mp3 del barbiere virtuale, indossate le cuffie o gli auricolari (no, con le casse non funziona) e stupite.

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