Banalità

29/3/2007

Interfacce – 3

Tag:, , , , — oracolo @ 10:07 am

La recente diffusione di Quicksilver per Mac – osannato dai suoi utenti come la panacea, Deskbar per GNU/Linux e l’Instant Search di Windows Vista (senza contare progetti di terze parti come Colibrì o Launchy) è la dimostrazione che l’interfaccia a linea di comando, ben lungi dal morire, sta vivendo una seconda giovinezza.

Per chi non avesse capito di cosa stiamo parlando: i programmi che ho citato sono cosiddetti launcher, ossia programmi che consentono di caricare altri programmi.

Cos’hanno in comune i launcher di cui sopra? Sono veloci e sono i diretti pronipoti dell’interfaccia a linea di comando, quella che molti utenti odierni conoscono solo in una delle sue incarnazioni più spartane: il famigerato “Prompt dei comandi” che ancora oggi occhieggia dal menù Avvio.

L’idea è semplice. Ho installato sul mio computer circa 300 programmi.
Quanto tempo impiego a trovare un’icona specifica fra 300 icone sul mio desktop (ammesso che ci stiano)? Parecchio.
Quanto tempo impiego a trovare una voce specifica in un menù che ha 300 voci? Se le voci sono almeno divise per categorie, meno tempo che a trovare l’icona sul desktop. Avrò bisogno di qualche secondo, se so già dove andare a cercare.
Quanto tempo impiego a scrivere il nome del programma che voglio avviare? Se lo devo scrivere per intero e senza errori di battitura potrei avere qualche difficoltà, specie se non ricordo il nome esatto o se nel nome c’è qualche carattere “strano”. Questo è il limite principale del Prompt dei comandi di Windows, cmd.exe.
Se, invece, dopo aver scritto ogni lettera mi viene presentata una lista di possibili programmi che iniziano con quella lettera (Autocomplete) o che contengono quella lettera, ogni tasto che premo ridurrà drasticamente le possibili scelte. Idealmente le possibilità si saranno ridotte ad una nel giro di cinque tasti.

Ci sono strategie per accelerare ulteriormente il processo.
Quicksilver, ad esempio, ricorda quali programmi uso più spesso: dopo un po’ di allenamento è probabile che sia sufficiente scrivere “f” per evidenziare come scelta più probabile Firefox, il che equivale ad aver creato automaticamente una scorciatoia per avviare il programma.

Estendendo questo concetto non ai soli programmi ma a qualsiasi documento presente nel disco rigido (integrando, cioè, gli applicativi di cui sopra con altri come Spotlight, Beagle/Tracker, Google Desktop Search) otteniamo un’utopia da tempo cercata: l’accesso a qualunque risorsa si traduce in sequenze di pochi tasti, senza bisogno di ricordare con precisione nomi, categorie o percorsi.

Attenzione agli estremismi: l’interfaccia a linea di comando non è sempre la più adatta. Ci sono casi in cui un mouse è un complemento irrinunciabile alla tastiera, come nel caso dei programmi di grafica e fotoritocco. O per gli sparatutto in prima persona, sempre siano dannati i joypad quando usati a tale scopo…

22/3/2007

Copiadiritto

Tag:, , — oracolo @ 1:21 am

Un articolo desolante di un consumatore di musica veterano alle prese con il DRM (via Slashdot).

Un amico che sto cercando di trasformare in una specie di capo popolo dell’economia digitale – per usare sue parole – ha semplificato il problema nella mia mente. Attenzione, probabilmente nella mia mente è molto più semplificato che nella sua: interverrà a correggermi, se devio troppo dalla sua visione.

In soldoni, cercare di guadagnare soldi sulle copie di qualcosa che non costa niente copiare è una strategia fallimentare. Invece di trovare il modo di svincolare il guadagno dalle copie vendute, si cerca di eliminare la possibilità di fare copie. Geniale.

Visto che oramai non ci stupiamo neppure più del fatto che il film che ho comprato debba essere crittografato tra il mio lettore ed il mio monitor, altrimenti magari lo frego, sono sinceramente curioso di sapere come andrà a finire. Né mi azzardo a fare previsioni, ché si sa che il modo migliore di fare brutte figure è fare previsioni sul futuro.

Bel nickname che mi sono scelto.

19/3/2007

Tutto è il migliore

Tag:, , — oracolo @ 1:15 am

Mentre stava passeggiando in un centro commerciale, Tonio sentì una conversazione tra un commesso ed un cliente.

“Mi dia il miglior sistema operativo che ha”, chiese il cliente.

“Nel mio reparto tutto è il migliore”, ribattè il commesso. “Qui non trova neppure una riga di codice che non sia la migliore.”

A queste parole, Tonio fu illuminato e corse a comprare quello che costava meno.

17/3/2007

Terre inesplorate

Tag:, , , — oracolo @ 3:20 pm

(Questa è la giornata del trackback e del deep linking, attività con cui tediavo i miei lettori anche prima che il vulcanico Mapelli mi desse degli ottimi motivi per farlo…)

La vignetta di oggi di eriadan mi ha fatto riflettere sulle mie e sulle altrui abitudini di navigazione. E’ vero, molti di noi trascorrono le giornate rimbalzando tra una manciata di siti, effettivamente trasformandosi in macchine da polling. Non c’è nulla di male, purché sia una scelta consapevole; se, invece, dopo qualche ora trascorsa a girare in tondo per la propria stanza – come amava fare il caro Zio Paperone – la paranoia ci assale ci sono dei validi sistemi per espandere i propri orizzonti.

  • I feed. Di questi ho parlato estesamente. Non risolvono il problema, ma lo aggirano; diciamo che invece di girovagare tra i soliti tre siti, girovagheremo con poca fatica tra dieci o cento siti. Ma siamo sempre nel nostro cortile, sebbene espanso…
  • I collegamenti. C’è un’elevata probabilità che tra i collegamenti di un sito che leggiamo ci siano siti inerenti ed interessanti.
  • del.icio.us, digg, reddit, stumbleupon. Il concetto è semplice: qualcuno propone una notizia, o la aggiunge ai propri bookmark, ed altri la valutano. I dati che i vari sistemi reputano più interessanti guadagnano visibilità (ed il succitato Mapelli ha parecchie considerazioni interessanti al riguardo, ma esulano dagli scopi di questo post). Questi siti garantiscono un flusso continuo di informazioni, facilmente personalizzabili per aree tematiche.

Una critica ovvia? Beh, se si esce dal recinto si perde un sacco di tempo e ci si espone ad una enorme mole di informazioni. Una controcritica ancora più ovvia: se voglio fare una passeggiata di due ore preferisco andare in qualche posto che non ho mai visto anziché girare intorno al mio palazzo. Forse.

8/3/2007

Backup

Tag:, — oracolo @ 12:11 am

Quando l’utente ha a che fare con i dischi, manipola file.

Vuole salvare le impostazioni dei propri programmi proprio come salva le proprie foto.

Non gli interessa se le impostazioni sono archiviate in database indicizzati per incrementare le prestazioni, se sono organizzate in alberi binari ridondanti e replicati in modo trasparente in punti oscuri del filesystem: lui vuole fare il backup di un file, al massimo di una cartella, e vuole essere sicuro di poter rimettere i file al loro posto dopo un catartico resettone e trovare tutto com’era prima.

Un*x funziona così da una vita, e salvare tutte le impostazioni di un utente equivale di solito a copiare da qualche parte il contenuto di /home/nomeutente. C’è anche maggiore granularità, se serve: le impostazioni di ogni singola applicazione sono contenute in un file .impostazioni, o al limite in una cartella .cartella_impostazioni. Di solito le impostazioni sono file di testo, leggibili da occhio umano; in qualche caso xml.

Salvare la configurazione del sistema si riduce a fare il backup di /etc, magari di /var…

L’utente non vuole creare un disco di ripristino che riporti tutto come era all’origine, bloatware incluso.
Non vuole esportare ed importare.

Vuole gestire file, semplicemente.

E’ così difficile?

7/3/2007

Bunnies can’t blog

Tag:, — oracolo @ 3:01 pm

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WAAAAAAAHAAAHA

5/3/2007

Philips Drag and Draw

Tag:, — oracolo @ 12:50 pm

Non so come funzioni, ma so che non comprerò mai una cosa simile a mio figlio: la comprerò io, e ci giocherò per settimane.

Philips Drag and Draw [via Gizmodo]

(Lo so, questo blog è monopolizzato da inutilorama recuperato da Gizmodo, ma sempre meglio dei soliti deliri incomprensibili o della narrativa da quattro soldi, no? Inutile lamentarsi, prima o poi torneranno sia gli uni che l’altra…)

2/3/2007

Tastiera steampunk

Tag:, , — oracolo @ 1:32 am

Direttamente da The Chaos Engine, una stilosa tastiera steampunk.

1/3/2007

Strane malattie

Tag: — oracolo @ 1:32 am

hovogliadite

Mi ci sono voluti trenta secondi per afferrare il significato della frase, guardando il trailer del film senza audio.

A prima vista ho creduto si trattasse di un’infiammazione delle uova del glìade (da leggersi con la “g” dura).

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