Banalità

23/2/2007

Key appliances

Tag:, — oracolo @ 11:56 am

Gomma “Delete
Sgabello “Sit

Muori di invidia, Ikea.

16/2/2007

Cute overload?

Tag:, — oracolo @ 10:26 am

La rete è grande, si sa. Ma non così grande.

(Molto, molto di più).

Se anche voi ne avete abbastanza di queste trite frasi ad effetto, saltiamo subito alle conclusioni e meditiamo sul fatto che il nostro percorso su Internet è ben delimitato da paletti che abbiamo posto noi. La seduta di navigazione tipica prevede un certo numero di siti fissi (o di feed fissi), che per quanto alto è limitato, ed i collegamenti che dai siti fissi portano altrove.

Questi collegamenti saranno per loro natura inerenti ai siti fissi, quindi è probabile che io continui a trovare sempre nuove informazioni relative ai miei interessi e che venga solo sporadicamente a contatto con intere, enormi porzioni della rete.

Questo inutile preambolo serve solo ad introdurre Cute Overload. Ed a quanto apprendo lo conoscevano tutti, tranne me.

Cielo, passerò le prossime due ore a dire: “Carriiinoooo!” con un’espressione ebete stampata in volto.

14/2/2007

Gordio – 2

Tag:, — oracolo @ 8:00 am

Ecco un’altra soluzione che vi consente di non impiccarvi dalla disperazione con il filo degli auricolari.

Ho testato estesamente la precedente, presto vi farò sapere quale funziona meglio.

Non vedete l’ora, eh?

13/2/2007

Qui ed ora

Tag:, , — oracolo @ 1:15 am

If my happiness at this moment consists largely in reviewing happy memories and expectations, I am but dimly aware of this present. I shall still be dimly aware of the present when the good things that I have been expecting come to pass. For I shall have formed a habit of looking behind and ahead, making it difficult for me to attend to the here and now. If, then, my awareness of the past and future makes me less aware of the present, I must begin to wonder whether I am actually living in the real world.

The Wisdom of Insecurity by Alan Watts

(vulgo, Lo zen di ogni istante: uno dei modi per impedire che siano i costanti borbottii della mente a godersi la vita al posto nostro)

8/2/2007

Dell’Away

Tag:, , — oracolo @ 12:41 pm

Ai tempi di IRC (che esiste ancora adesso, nonostante le faccine animate di MSN abbiano ridotto il network ad un fenomeno di nicchia) era già previsto che un utente si allontanasse dalla tastiera per dedicarsi ad affari vari ed eventuali, e segnalasse la cosa agli altri utenti della chat utilizzando il comando

/away <motivo>

Comandi simili sono ancora presenti in tutti i sistemi di messaggistica istantanea: il concetto è sempre quello ed anche la forma è cambiata poco.

Il problema è nelle persone che sono perennemente non disponibili, seppur collegate ai network di messaggistica. Io sono una di quelle.

Perché? Perché nel 90% dei casi io dovrei fare qualcos’altro, davanti al computer, piuttosto che chattare. Nonostante questo mi è comodo poter raggiungere velocemente le persone nella lista dei contatti (e poi, diciamocelo: avere qualcuno con cui discorrere di ciò che si sta facendo è un modo molto più sociale e divertente di usare la rete rispetto alla solitaria navigazione/compilazione/videoscrittura/eccetera).

Capita che io non riesca quasi mai a dire “Bene, ora non ho nulla da fare: posso chiacchierare liberamente”. In realtà c’è sempre qualcosa da fare, e quel dire al mondo “Adesso ci sono, sono un nullafacente!” ha un tremendo peso psicologico. Lo stesso, tra l’altro, che spesso mi spinge a non iniziare la conversazione.

Per fortuna l’essere umano è semplice ma mica scemo, e la maggior parte dei miei contatti ha capito le due regole fondamentali:

  1. Probabilmente non sono away
  2. Non inizio mai una conversazione, ma questo non significa che non mi piaccia conversare

Dallo stato della mia lista dei contatti deduco che questo “vizietto” dell’away è molto diffuso, su tutti i network. Conosco parecchie persone che, come me, sono sempre impegnate a fare qualcosa – o preferiscono raccontare agli altri ed a sé stessi di aver sempre qualcosa da fare.

Ho visto maldestri tentativi tecnologici per aggirare il problema. Le prime versioni di Gaim, ad esempio, imponevano una scomoda finestra (non riducibile ad icona) contenente la motivazione di Away ed un grosso tasto “Sono tornato”. Alla domanda: “perché quella finestra?”, uno dei programmatori rispose: “se davvero non ci sei non dà fastidio, se invece ci sei perché sei away?”. Nel network IRC il server invia un errore di tipo RPL_AWAY ad ogni client che cerchi di inviare un messaggio privato ad un utente away. Nonostante i client odierni (mIRC, XChat, lo stesso Gaim e compagnia) per lo più ignorino i messaggi duplicati, in passato non era così e chi desiderasse conversare con un utente away veniva bombardato da messaggi di away di risposta. Questo scoraggiava la tecnica dell’away strategico.

Il problema è di natura psicologica, e non credo che vedrà presto una soluzione. Anche l’autoaway, cioè il chiedere al programma di impostare lo status away dopo N minuti di inattività, ha drammatiche implicazioni sulla privacy; non a tutti piace far sapere esattamente quando si è davanti allo schermo e quando no, nonostante lo scopo dell’away sia esattamente quello. Singolare contraddizione.

Rimane il disagio, tipicamente geek, di non usare uno strumento per quello per cui è stato creato. Prometto che, per espiare, accetterò di buon grado tutti gli enormi allegati PowerPoint che giungeranno per posta elettronica nel corso della settimana. Quelli contenenti squallide barzellette di tre righe, copia&incolla di interi siti quando bastava mandare un url o deprecabili messaggi buonisti; le collezioni di foto osé in formato .ppt le accetto di buon grado già da tempo, grazie alla mia leggendaria flessibilità.

6/2/2007

Web 2.0

Tag:, , — oracolo @ 3:06 pm

Prendo in prestito da architettura in progress (reo solo di aver citato – e mi ha fatto molto piacere! – un mio articolo sui feed rss) questo video di Michael Welsch, Assistant Professor of Cultural Anthropology nella Kansas State University.

Cerca di spiegare in cinque minuti cosa significa “Web 2.0″, e ci riesce bene.

Di solito non simpatizzo per le buzzword – gli addetti ai lavori sanno che si sente parlare fin troppo spesso di web 2.0 – ma questa volta non ci troviamo di fronte al “Virtuale, multimediale, interattivo” che imperversava anni fa; forse è davvero nato qualcosa di nuovo, e non ce ne siamo accorti solo perché il cambiamento è stato così graduale da non allarmare nessuno.

3/2/2007

Anamorfosi – 2

Tag:, — oracolo @ 6:05 pm

Avevo già parlato di anamorfosi in passato: oggi mi sono imbattuto nel filmato della realizzazione di un graffito anamorfico.

Julian Beever è uno dei pittori anamorfici da strada più famosi.

Bello.

1/2/2007

Windows Vista

Tag:, — oracolo @ 6:30 am

Tutti ne parlano; io mi limito a citare un diagramma di flusso.

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