Banalità

27/5/2006

A capo

Tag: — oracolo @ 10:11 am

Ma se, quando
scrivi sms oppure
e-mail o
comunque comunichi
per iscritto,
rispetti le
normali convenzioni
del genere,
perché quando
chatti
vai freneticamente
a caPOO?!?
Immagina che
fastidio
generi nei
poveracci che
devono
leggerti.
Immagina
che fastidio
generi
nei poveracci che
usano un
avviso acustico
che notifica
l’arrivo
di nuovi
messaggi
(BIP! BIP! BIP!
BIP BIP! BIP!
BIP! BIP!)
Lo dico
sempre:
evidentemente
sto invecchiando.

(tu che leggi e ti senti chiamato in causa: non temere, non sei l’unico ad avere questa disdicevole abitudine. Questo post è una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco di ritorni carrello.)

24/5/2006

Spazi vettoriali

Tag:, , , — oracolo @ 1:48 am

Prima le parole complesse. Le parole semplici sono un sollievo per chi non conosce, ma sono una semplificazione troppo brutale per chi conosce: sto per parlare di spazi vettoriali.

Ed ora le parole semplici.

«Quarto piano, prima porta a sinistra»
«Abbastanza alto, magro, zigomi molto marcati, occhi azzurro ghiaccio»
«Fragola, nocciola e cioccolato, con panna»

Tre piccoli esempi che provano a dare la percezione intuitiva di quanto sia profondo il concetto di spazio vettoriale, di come non se ne possa fare a meno per dare un nome alla realtà (e dare un nome significa comunicare, significa ricordare, significa possedere).

Prendo uno spazio (l’aspetto fisico), stabilisco una base (altezza, corporatura, un insieme di caratteristiche del viso) e posso esprimere qualsiasi punto dello spazio come una combinazione degli elementi della base. Talmente naturale che non mi accorgo neppure di farlo.

Il difficile è la scelta della base. Trovare una base significa aver trovato l’origine, aver compreso l’ingranaggio.

Il concetto matematico è giustamente rigoroso, l’applicazione all’indagine del mondo molto più artigianale. L’artigianalità del metodo non ha impedito all’uomo di imporre una base su qualsiasi cosa capitasse a tiro, compresi istinti e sentimenti.

Yin e Yang, ha detto qualcuno tempo fa. Non esiste che femminile e maschile, in parti diverse. Che base può essere più potente e versatile di questa? E’ il fondamento del nostro respiro, questa meravigliosa (dolororsa?) dicotomia.

Una sequenza di Yin e Yang, ha detto qualcun altro. Coppie di Yin e Yang, triplette, esagrammi… le dimensioni aumentano, e copro anche quell’angolo di cielo o quell’amore non corrisposto o i popoli in tumulto con il mio divino codice.

Maschile, femminile ed un manipolo di menti ha aggiunto un fulcro. Riflettiamo questa tripletta dentro di noi, sopra di noi ed in tutto il cosmo ed otteniamo nove fuochi. Condiamo con un decimo, la condensazione dei primi nove, ed abbiamo ancora una base. Tra le più feconde: la risposta barocca dell’occidente all’ordinato mosaico orientale. Talmente barocca che dieci non basta, e prevediamo anche qualcosa al di fuori della nostra capacità di capire: Ain, Ain Soph ed Ain Soph Aur.

18/5/2006

Citazioni – 2.1 (mistero risolto)

Tag: — oracolo @ 1:51 pm

Grazie agli incessanti sforzi di Federico, siamo giunti alla soluzione del mistero del rettangolo di Berna.

Egli mi dice, in una e-mail:

Prima degli anni cinquanta i respingenti dovevano essere asimmetrici, uno con la parte frontale piatta (quello a destra) e l’ altro convesso. Erano generalmente tondi in quanto una superficie maggiore sarebbe stata inutile, essendo il contatto tra i respingenti affacciati limitato alla zona centrale.
Le ferrovie inglesi invece adottavano respingenti ovali (una civetteria…).

Dagli anni Sessanta le norme ammettono l’uso di respingenti entrambi convessi, ma con una convessità minore di prima (raggio di curvatura minimo 1500 mm) ed allora tutti, per semplificare le scorte utilizzano respingenti dello stesso tipo.
La forma dei piatti si è andata portando verso il rettangolare con varianti, restando sempre nelle dimensioni massime stabilite dalla norma UIC 521 che descrive lo spazio utile di testata per eseguire le operazioni di aggancio in sicurezza (“Rettangolo di Berna“).
L’uso di piatti rettangolari è legato anche al fatto che si è diffuso l’utilizo dei treni navetta, nei quali il repulsore funge da elemento attivo, in caso di spinta in un tratto in curva anche la parte più esterna del respingente internocurva deve sopportare lo sforzo di pressione della locomotiva.
Esistono oggi standardizzati tre tipi di repulsori che sono caratterizzati dalla energia assorbibile,da 30 a 70 kJ. All’interno non vi sono più le vecchie molle a bovolo, ma un insieme di elementi in acciaio e materiale sintetico che li rendono più costanti all’azione di compressione.
Nei respingenti più tosti il piatto fa tutt’uno con la camicia che scorre esternamente alla parte fissa ancorata alla testata, proprio per dare maggiore resistenza (Respingenti tipo Ringfeder).

17/5/2006

Notte

Tag:, — oracolo @ 2:26 am

Non è tanto la mancanza di sonno, o i film che spiace non vedere fino in fondo, o il lampione arancione qui davanti.

Alcuni istanti sono trasversali al tempo: non li rimpiangerai mai nel ricordo, perché sono in realtà lo stesso istante. Di quando in quando torni a riviverlo, perfettamente uguale a sé stesso, e solo allora sei veramente a casa.

Il punto è l’unica, eterna, certezza.

(Neppure il sonno scherza).

2/5/2006

MMORPG

Tag: — oracolo @ 3:20 pm

Un nuovo gioco di ruolo online a cui siamo tutti iscritti.

Io sono un multiclasse.

Funziona con WordPress