Banalità

20/3/2006

Come liberarsi dagli insetti nocivi

Tag:, , — oracolo @ 11:35 pm

Della stessa serie:”Come costruire una pedana in una spiaggia

L’insetto nocivo (o gli insetti nocivi) si annideranno preferibilmente ai piedi del letto matrimoniale dei vostri genitori, che per l’occasione è diventato vostro. Solitamente il letto in questione si trova nella prima casa in cui siete vissuti, ma si tratta di un dettaglio superfluo.

L’insetto non avrà nulla di spaventoso se non, qualche volta, le dimensioni. La cosa realmente spaventosa è nella possibilità che si muova, nascondendosi in qualche anfratto della vostra casa da cui non riuscirete più a farlo sloggiare.

Raccogliendo la vostra proverbiale spavalderia, applicherete la prima delle tecniche imparate nell’ormai lontana infanzia per risolvere i problemi: nasconderli, o nella peggiore delle ipotesi spostarli altrove. Vi munirete dunque di un contenitore sufficientemente grande da accogliere l’intruso, e cercherete di coprirlo con esso di soppiatto. L’insetto non scapperà mentre cercherete di intrappolarlo: è spaventoso, ma grosso e lento. Si aspetta questa vostra mossa, d’altro canto.

Riusciti nell’impresa di ottenere un insetto sotto vetro (o qualsivoglia solido amorfo o polimero abbiate in casa) potrete passare alla fase due: inserire un foglio di carta o una rivista al di sotto del recipiente che avete testé rovesciato sull’aggressore, in modo da poterlo trasportare con facilità all’esterno.

A questo punto comprenderete la fallacità del progetto: avete posizionato malamente il recipiente, cosicché l’aderenza tra esso ed il pavimento non era perfetta. E’ rimasto un pericoloso spiraglio attraverso il quale l’invertebrato si sta facendo strada.

Fallito il piano principale, ripiegherete su quello di riserva: spiaccicare l’abominio. Scoverete nella vostra casa un utensile atto allo scopo, e premerete con forza sulla porzione del corpo del beffardo invasore che fa capolino dal contenitore rovesciato.

Siete avvertiti: la scena metterà a dura prova il vostro stomaco. Parti di interiora mollicce e giallastre si spargeranno sul vostro pavimento, e percepirete la crudeltà del gesto.

Gesto vano, tuttavia: nonostante la pressione e lo spappolamento degli arti, non fermerete la fuoriuscita della creatura. Solleverete il recipiente-trappola, solo per constatare che il mutilato è ancora lì e si muove.

L’ira vi suggerirà di tagliare in due il corpo chitinoso con il bordo del recipiente appena rimosso. Fatelo, e guardate l’insetto trasformarsi in una cocorita, che stavate spappolando senza mezze misure. Rimarrà a guardarvi un piccolo occhio nero, ricolmo d’odio.

16/3/2006

Archivi

Tag:, — oracolo @ 11:09 am

Stava per nascerne un altro, poi il pensiero killer: “ha diritto alla diversità!”.

Il nuovo nato sarebbe stato incomprensibile, quindi ho fatto l’appello fra i veterani del gruppo.

Hanno risposto tutti, evidentemente sanno come si chiamano. Non io, che devo affidarmi ad un elenco. Brusio.
Guarda come sono bello! Per una volta, presentami a quel tuo amico che ti fa conoscere un sacco di gente noiosa.”
“Non puoi non essere bello, idiota. Facciamo un discorso a base di scarafaggi.”
“Che presunzione, pensare che un emulo o un clone dia fastidio a qualcuno…”
“Che presunzione, decidere di far nascere emuli o cloni. Sia per loro, che per chi li subirà.”
“Sai che quasi tutti noi rimarremo inascoltati per sempre? E quei pochi che ascolteranno, li scambieranno per qualcun altro. Perché in fondo l’umanità è una.”
“Non ti è mancata la buona volontà, durante il concepimento, semmai la capacità. Come pensi che uno di noi possa far innamorare qualcuno, se parliamo sempre e solo di te e sempre con le stesse parole?”

Li ho zittiti. C’è qualcosa di disonesto nel lasciarli parlare così (o meglio, nel riportare le loro opinioni senza tagliare il superfluo).

Ci tengo che la gente li conosca, sono figli miei. Ma il tempo altrui è così limitato che preferirei evitare di obbligare il prossimo a guardare le diapositive delle mie vacanze.

10/3/2006

Esortazione?

Tag:, — oracolo @ 12:21 am

Ho un post-it sulla scrivania: “+MOZZARELLA”.

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