Banalità

25/1/2006

Viaggio – 18

Tag:, , — oracolo @ 2:08 am

Colto dalla voglia di masticare qualcosa anch’io, accosto per procurarmi una dose appropriata di uvetta.

Strade tutte uguali, perpendicolari, con muri alti e bianchi. E ancora nevica. Scendo e cammino in direzione del dispensatore di dolcezze.

La vedo con la coda dell’occhio, stavo per passare oltre. E’ rannicchiata in terra, e mi guarda. La pelle è bianchissima, le labbra rossissime, i capelli quasi si vergognano di essere nerissimi per eccesso di superlativi. Scendono sulle spalle (i capelli, non i superlativi) e… bah, verrebbe da dire che sono liscisissimi.

Mi guarda con quei grandi occhi azzurri, e piange in silenzio. Quel che rimane di un trucco nerissimo le traccia due righe marcate sulle guance.

«Ci conosciamo?»
«Sì, ma ti vergogni di me.»
«Davvero? Giurerei di non averti mai visto…»
«Appunto. Eppure ti parlo spesso.»
«Me ne ricorderei, davvero. Sono distratto, ma non fino a questo punto.»
«Sono io a suggerirti tutte quelle cose che dimentichi non appena apri gli occhi. E tu dimentichi loro come dimentichi me. Ed io ogni volta mi illudo che… lasciamo perdere.»

E piange. Il mondo è pieno di gente che piange. Inizierò a farlo anch’io, ma dopo aver preso l’uvetta.

Intanto mi inginocchio e la guardo. Devo dire che ha qualcosa di familiare… ma come può non avere qualcosa di familiare, una con la pelle bianchissima, le labbra rossissime, i capelli nerissimi e liscissimi? Andiamo, sembra quasi…

«…un simbolo.»
«Non stavo pensando a quello» rispondo imbarazzato, cercando di capire a cosa stavo pensando.
«Forse stavi pensando a questo: una persona è una cosa tremendamente spaventosa. Riesci a gestire una cosa così pericolosa, catastrofica, commovente solo se le appiccichi un’etichetta (piccola, mi raccomando) ed interagisci solo con l’etichetta. Trascorri il tuo tempo con etichette. Quando riesci a spingerti oltre, anche per pochi minuti, lo shock è tale che ti rimangono i brividi addosso fino a sera e corri a rintanarti nella caverna.»
«…»
«Non ho finito. So anche che invidi la gente che non vive in un mondo di etichette, e che quando vuole bene parla.»
«Senti, mi stai dipingendo come un eroe tragico o come un disadattato… alzati e vieni con me. Ti offro l’uvetta ricoperta.»
«Grazie, non me l’aspettavo.»

Si alza e mi segue. A destra sparisce il muro ed appare un paesaggio urbano.
«Treni fermi nel deposito subito dopo il tramonto. Li trovo poetici. E’ grave?»
«Hai molta paura di me, vero?»
Non è il caso di mentire, dopo tutto.
«Sì. Sono terrorizzato. Non sto tremando per il freddo.»
«Lo sapevo. Ma non ti preoccupare: quando avrò la mia uvetta ti lascerò in pace. Mi dimenticherai come fai tutte le volte.»
«Ma…»
«Scusa. Volevo dire: spero non ti dispiaccia se vado, dopo aver preso l’uvetta. E’ già tardi, e devo assolutamente tornare a casa per preparare la cena.»
«Oh. No, non mi dispiace, figurati. Tra l’altro devo tornare all’auto…»

Ho l’uvetta sul cruscotto. Ne do un po’ alla scimmia, ché mastichi dolce e si tenga impegnata, e riparto.

Proprio dei bei vagoni. Tutte le sere il sole saluta, prima di uscire dai finestrini.

24/1/2006

Last.fm

Tag:, , — oracolo @ 11:10 pm

Non perdete l’occasione di dire: “che musica del cavolo che ascolti!”

Visitate la mia pagina su last.fm!

(ovviamente fotografa solamente gli ultimi giorni, quindi non traete conclusioni troppo affrettate… di solito è peggio di così.)

20/1/2006

Bactrim Forte

Tag:, — oracolo @ 3:24 am

Biancastro, viscoso, dall’aspetto quantomeno ambiguo e con un gusto che avrebbe voluto essere anice. E non solo lui l’avrebbe voluto.

Ne ho bevuto a litri, in gioventù. Pensavo che oramai avesse ceduto il passo: ho appreso che, invece, non ne ho mai più avuto bisogno per pura coincidenza. Di questo ringrazio il mio sistema immunitario, o la mia buona stella.
Esso è vivo e vegeto (sebbene non nella forma in cui ho imparato ad amarlo, sospetto) e talora fa ancora capolino fra gli incubi degli ammalati.

Chi lo avvistasse è pregato di contattarmi. Ho ancora un conto in sospeso con lui.

15/1/2006

La miglior

Tag:, — oracolo @ 11:51 am

barzelletta sulle bionde.

(All your base are belong to us)

13/1/2006

Chuck Norris

Tag:, — oracolo @ 12:19 pm

Fatti conosciuti e poco conosciuti su Chuck Norris e la traduzione, gentilmente curata da della.

Non so se dovrei, ma sto ridendo come uno scemo da dieci minuti.

Ok, ok, mandate dei fiori al mio senso dell’umorismo.

(Ringrazio md per l’adozione).

11/1/2006

Modo supervisore

Tag:, — oracolo @ 12:50 am

Patisco il risveglio.

Al risveglio la mente pensa, ma nessuno la osserva pensare. E’ libera di scivolare in abissi di profondità imbarazzante, o di concepire progetti strampalati che sembrano avere un fondamento.

Mi chiedo se ci siano persone che vivono in questa condizione. Persone che si osservino pensare solo di rado, che sappiano lasciarsi trasportare dalla corrente senza meditare sul perché. A me spaventa, ma una petulante voce interiore sostiene che quella sia la condizione naturale. Non la mia.

La capacità introspettiva della mente è senz’altro uno strano bug. Nelle intenzioni del progettista sarebbe dovuto essere uno dei modi operativi, non l’unico.

5/1/2006

WordPress 2.0

Tag:, , , — oracolo @ 1:37 am

…e lo so, non sembra cambiato molto. Le cose più importanti non sono quelle che si vedono.

Nota a margine: sono ancora vivo. Il cibo ha cercato di avere la meglio su di me, ma non ci è riuscito. Per ora. Ed un test su una rivista autorevole (Men’s Health: non l’ho comprata, era nella sala d’attesa del dentista) conferma che sono predisposto all’obesità, alla tossicodipendenza, all’alcoolismo, al vizio del gioco ed alla consunzione causata da eccessiva attività sessuale.

Yuk!

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