Banalità

29/9/2005

Ritardo

Tag:, — oracolo @ 8:53 am

Ecco, hai poco tempo eppure ti metti a scrivere qui!

Prima o poi perderai il treno!

28/9/2005

Inserire un titolo

Tag:, — oracolo @ 2:26 pm

Questo post serve da segnaposto per un altro post, molto più pregnante, che mi è apparso sotto forma di immagine ipnagogica (molto vivida, a dire il vero) sul regionale 11283.

Forse aveva qualcosa a che fare con la percezione del tempo come un punto o come una circonferenza, invece che come una linea.

Tutto ciò che credevo di riuscire a conservare dell’immagine di quel post, timidamente collocato fra quello di ieri e quello (nascituro) di questa sera, era il titolo. Invece se ne è andato anche quello, sovrascritto da chissà cosa, e rimane solo ciò che vedete.

27/9/2005

Innegabile

Tag:, — oracolo @ 2:43 pm

Il modello di sviluppo si propone la riconversione ed articolazione periferica dei servizi al di là delle contraddizioni e difficoltà iniziali evidenziando ed esplicitando in un ambito territoriale omogeneo, ai diversi livelli la ridefinizione di una nuova figura professionale.

22/9/2005

Esatto, proprio quel film.

Tag:, — oracolo @ 11:58 pm

Basta un film per riaprire il vaso di Pandora, per lasciare uscire pensieri che sono latenti e che ti definiscono.

Quel genere di ossessioni e considerazioni che suscitano lo sbadiglio anche nel più appassionato dei tuoi interlocutori, perché in virtù della sua tenacia ne ha sentito parlare decine, centinaia di volte.

Quando ascolti le ossessioni altrui ti meravigli di come la complessità di un essere umano possa essere riassunta in una manciata di pensieri che fanno da sottofondo alla sua vita. «Sì, è sempre stata una sua fissazione…»

Quali siano le mie fissazioni lo si può capire facendo un collage di quello che scrivo qui. Estraendo tutti i tasselli si potrebbe ricostruire un puzzle di ciò che sono quando mi sveglio alla mattina, prima che il necessario anestetizzi ciò che amo di me.

Ecco quello che penso, sotto alla luce arancio del lampione (anzi, quello che sento: sono capace di pensarlo in qualsiasi momento della giornata, ma in pochi momenti riesco a sentirlo):

i pensieri commentano ogni respiro ed ogni sorriso, ma al centro del pensiero c’è un enorme monumento di carne e sangue: siamo il cavaliere rinchiuso dentro un’armatura vuota.

nel paradosso deve esserci un fondo di verità, un’eco di come stanno veramente le cose; l’unica esperienza reale è la comprensione che non ci sono esperienze reali. Se riesco ad immaginare l’ipercubo, lo immagino con una bocca che sussurra «Io esisto più di te».

alcuni pensieri sono intollerabili per definizione. Se proprio non riuscissi ad evitarli, vorrei almeno che qualcuno mi svegliasse prima di rimanerci troppo male.

che qualcuno mi liberi dalle catene di deduzioni. Per una volta, vorrei seguire una strada completamente diversa da quella che altri hanno tracciato per me. Dopo bianco non c’è latte, ma triangolo: e non per voler fare l’originale, ma perché ho decifrato il messaggio e me ne sono reso portavoce.

12/9/2005

Impoverimento semantico progressivo

Tag: — oracolo @ 11:59 pm

oracolo: Eh, sì.

Tenser: Però sai cosa pensavo? Che Gianni è stato proprio uno stronzo con Giuseppe, quella sera.

oracolo: Guarda, a me non me ne frega niente, ma di certo non ci si comporta così.

Tenser: Tanto per non saper leggere né scrivere… io a Clara gliel’ho detto, quindi comportati di conseguenza, quando la vedi.

oracolo: Sì, però che palle. Poi alla fine ci andiamo di mezzo noi. Come l’altra volta con Veronica… e io che cazzo ne so che lei non sa niente? Facevo il cretino come al solito, e appena l’ho menzionato si è rabbuiata… di questo passo dovrò girare con un’agenda con su scritto cosa non dire a chi.

Tenser: LOL :)
Beh, se ci pensi è proprio un covo di serpi.
Tutti a parlare dietro agli altri, e non stiamo facendo lo stesso, in fondo? Insomma, non c’è mai stato tanto chiacchericcio da quella volta che Walter ha orinato in un vespasiano pubblico…

oracolo: Ah, sì!
Non mi ci far pensare! Tutti a farne un caso nazionale. Guarda, io non li sopporto più. Il guaio è che non capiscono a che punto fermarsi: hai visto Loredana che partaccia che ha fatto, con quella storia del catetere ebraico?
E come se non bastasse, sua madre a darle corda.
Sarebbe anche ora di crescere, dico io.

Tenser: Lascia perdere, che sua madre è un bel tipo… mi ricordo quella volta del piccione e della pinzatrice, l’ha raccontato credo a _tutti_ i suoi conoscenti e anche a quelli che passavano di lì. Come se fosse una cosa di cui gloriarsi, poi. Micaela m’ha detto che per un numero del genere potrebbero chiamare l’odontotecnico!
Figurati un po’ :D

oracolo: :D
E poi sono sempre pronti a chiamare, non si fanno mica scrupoli.
Ricordo quella volta con gli alamari: quel tal signor Bassi, che poi mi è sempre sembrato un uomo cortese, ha penato per ore per liberarsi. Non è il caso di disporre così liberamente del prossimo. Anche perchè la corda, a forza di tirarla, prima o poi si spezza.
A me hanno chiesto se per caso non avessi un pomeriggio libero, per la tracannaia: io ho detto di no. Insomma, disponibili sì, pero’…

Tenser: Allora non hanno proprio ritegno per nessuno… ma dove andremo a finire? Anche l’altra sera mi ha chiamato Pelagia: tutta carina e gentile, poi zac: “Mi potresti prestare il tuo dinamometro?”.
E sì che sa che ci tengo, cribbio. Gliel’ho dato, alla fine, spero solo che non faccia la fine degli strozzapreti.
Beh, del resto sono i nostri amici… non ce li siamo scelti, e’ colpa di quella dannata lotteria del Tabernacolo :(

oracolo: Sanno anche essere gentili, all’occorrenza, è quello che ti frega.
Guarda, mi sono venute le lacrime agli occhi quando mi hanno suonato al citofono con la vasca degli emollienti: non me l’aspettavo, soprattutto dopo che avevo fatto tutte quelle storie con Violanda.
A posteriori, rimani con il dubbio che l’abbiano fatto, in qualche modo, per il loro tornaconto: ma di fronte a certi pensieri deliziosi, non sai proprio come comportarti.
Io parlo sempre male di Linfesto, ma quando c’è da rimboccarsi le maniche è sempre il primo a muoversi. Senza di lui, a quest’ora sarei ancora sotto quel ponte retroverso.

Tenser: Beh, del resto noi siamo sempre disponibili nei loro confronti. Vedi con Benario: appena è passata a trovarlo la suocera, quando non aveva più una goccia di salsapariglia in casa, chi è uscito sotto la pioggia torrenziale per comprargliela? E quella volta in cui ho accompagnato Eufrasio fino al casello di Porcapaletta Scrivia, solo perché non voleva presentarsi all’appuntamento con Clotilde senza tensori?

oracolo: Secondo me, alle volte sei troppo buono.
Insomma, che si arrangino. Non mi ha per nulla fatto piacere vederti lì, domenica scorsa, tutto improsciuttito, mentre loro cablavano.
Anche perché tu pensi che loro apprezzino, ma non è sempre così: nove volte su dieci ne approfittano per farsi quattro risate alla faccia tua.
Guarda come ancora infieriscono con il povero Teofrasto: ogni volta che ci vediamo, una serie di frecciatine e battute salaci. E nessuno che gli dica grazie. Pensano solo alla sua faccia quando lo hanno scoperto in quinconce.

Tenser: A Teofrasto? Sul serio? Begli amici, begli amici davvero… chi se lo aspettava, dopo la guarnizione dei cercopitechi. Forse hai ragione, dovrei fargliela pagare, a quei magutti… ho già qualche ideuzza un po’ cattiva, ma del resto non
possiamo nascere tutti palindromi, non trovi?
L’abbonamento a Genuflessioni 2000 di Nasturzio e la cistifillea “perentoria” (ROTFL!) di Artemisia non ti suggeriscono nulla? ;)

oracolo: Dai, non saresti mai capace di farlo, tenero come sei ;)
Perché, piuttosto, non metti su un trilite di quelli basculanti? Lo porti la prossima volta al pub, e quando qualcuno ti rompe le palle come al solito, ZAC!
Oh, ma poi non andare a dire che ti ho dato io l’idea, eh?
Altrimenti dico a tutti com’è andata davvero, l’anno scorso con Fiodéna. E non credere che i nostri amici siano gente da mandar giù senza prima dire la loro.
Certo che quasi non ti ho riconosciuto: lastricare così, senza bon ton e neppure un minimo di piastrellite… come l’applique!

Tenser: Sei troppo severo :)
Ogni tanto qualche divertimento bisogna prenderselo, credimi. Prendi ad esempio Carneade, lui e i suoi pedicelli ondulati: parla sempre di loro, sempre, e nemmeno si ricorda quante volte ha ossidato il trapano. Ma dico io! Non è mica una scemenza come lasciare il cacio con le pere!
Poi è in prima fila a farmi la predica pure lui, con quel muso ipostattico e – permettimi – pure ipostittico. Chi si crede di essere, Frontone.

oracolo: Mi sono stufato sia di lui, che di Luiula.
Insomma, cinque minuti va bene, dieci minuti va bene, ma poi… a chi frega una sega della sua tormentata relazione d’ordine?
Se preferisce l’invarianza, dovrebbe rivolgersi a qualcuno in grado di dargliela. O non si mette a rompere le palle a noi.
Non come la Giusy, eh? ;)
Che poi avresti da ridire che non ho più lo smalto di un tempo. E come darti torto? A forza di pignoramenti, anche il rapporto tra me e te si è lentamente spostato su di un altro piano atreiu.

Tenser: ROTFL! Scusa, ma “lentamente” fa troppo ridere!
Altro che le battute di Fedra… tipo quella (sant’Ippocrate!) della babirussa sardonica e del metalmeccanico ricopertinato. Niente da fare, quando la gente è convinta di essere spiritosa, non la sposta nemmeno il neoprene. Mi sembra di stare ancora al tornio: l’unica differenza è che i drenaggi sono solo dei ventricoli un po’ più
pervicaci ;)
A proposito! Com’è andata la cicognazione, domani?

oracolo: Oh, non credere che per me sia facile come per te!
L’ultima volta che ho liquidato tutto quel detrito, mi sono ritrovato con la monocotiledone di mia zia che mi scrutava dritto nell’id. Allora ho preso la manesca ed ho iniziato a unire i puntini ma -disdetta!- non sono riuscito ad aggiungere l’angostura.
Non ti dico Ilare cosa mi ha detto. Prima ha preteso di rendermi gnomone, indi ha sublimato ogni mio tentativo di replicarmi.
A nulla valse la prosopopea, a nulla l’agglutinamento. Mi sono preso la mia botta di stronzo, e se ne è andato sbattendo la pensilina.
Mai più, mai più se iddio lo vuole!
La prossima volta che sorrido, ricordami di ancorare la bitta :D Altrimenti scivola nel bagnasciuga, come diceva quella là :D

Tenser: Ti capisco… alle volte è difficile bamblinare, specie se hai delle aporie da scremare. L’altro giorno Seppuku mi ha detto che il commercio dei Kilimanjari da polso va male: in men che non si dica si troverà in mezzo a un Platinette, temo.
E non è una sorte invidiabile… ho parlato con sua sorella, ma proprio non sa che fare per ottenebrargli l’otturazione di svincolo. Mi dispiace molto, conosco Seppuku da quando amministravamo cimeli cinabro.
Ora vado a dormire… buonanotte, e ricordati di cagliare i pulviscoli di giada, sennò Napalmio si lamenta ancora con Faitinforgiastisgundam.

(di getto, comunque. Chiamateci scemi.)

7/9/2005

Conservazione

Tag:, , — oracolo @ 1:18 am

Pare che la somma delle risorse investite nel parlare e di quelle investite nel pensare sia costante, da queste parti.

Quando la mente va in loop non riesco più a parlare; quando parlo velocemente, perdo il controllo di ciò che dico.

Una cosa così banale non dovrebbe stupirmi così tanto.

2/9/2005

Nel dubbio…

Tag:, — oracolo @ 12:19 am

…io sorrido.

Perché?

Beh, perché :) mette di buon umore, mentre :( e :| no.

Chiamatemi ipocrita, ma in fondo costa poco.

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