Banalità

31/7/2005

Crittografia

Tag:, — oracolo @ 12:49 am

Cosa mi affascina nelle crittografie (quelle in senso enigmistico) nonostante alcune mi tormentino da anni?

Che esprimono più di ciò che sembra. Sembrano contenere il seme dei concetti: utilizzando simboli ed appoggiandosi ad una infrastruttura definita a priori, si possono ottenere idee enormi o semplicemente diverse.

Talvolta l’infrastruttura è un algoritmo studiato per eliminare la ridondanza: da cento caratteri, mille e più caratteri.

Talvolta l’infrastruttura è la vita: da una sequenza di nucleotidi, il moscerino dell’altra volta.

Talvolta l’infrastruttura è il linguaggio (e la sua struttura!): da una sequenza di lettere come

FATTTTTTTTTTTT

ed una chiave come (2,3,6,1,2,1) = (7, 8), due parole.

In questo caso sembra fuori luogo parlare di compressione… ma quella sequenza di lettere ottiene un ulteriore scopo, assumendo come infrastruttura la rete e la vostra capacità di muovervi in essa: dopo un copia & incolla, cercherete con Google fatttttttttttt e troverete la soluzione. Una sequenza complessa di azioni racchiusa in pochi caratteri. Certo, “Esci!” raggiunge lo scopo senza tirare in ballo l’enigmistica… ma cozza con il titolo di questo articolo.

E’ la potenza dei simboli: dire molto quando si sa già tutto e non dire quasi niente a chi ignora l’infrastruttura.

30/7/2005

Numenoreani

Tag:, — oracolo @ 1:55 am

Attenzione: seguono luoghi comuni

Ogni tanto ci si imbatte in quella situazione spiacevole di essere l’ultimo, inutile anello di una catena virtuosa.

Passa il tempo, e conosco persone di generazioni precedenti alla mia dotate di quella saggezza e quella forza di spirito che non si imparano a scuola, ma vivendo duramente. Gente che la guardi negli occhi e capisci che ha conosciuto ed amato decine di persone, che ha vissuto un sacco di casini e che è uscita senza un graffio da situazioni nelle quali tu preferiresti non trovarti mai.

Poi conosci persone di generazioni ancora precedenti che ne hanno passate ancora di peggiori, che sembrano essere state schiacciate nel fango così tante volte da averci preso l’abitudine ma si sono sempre rialzate, e non sarà l’ennesima disgrazia a spegnere in loro la voglia di vivere (che tu non hai mai capito se ce l’hai: magari sì, ma è mezza affogata nelle seghe mentali).

Gente che ha tirato su case, ha mantenuto famiglie, ha combattuto guerre e magari qualcuna l’ha vinta.

E tu invece sai principalmente startene qui, a guardare siti come questo, e ti viene da piangere se una sera gli amichetti non ti invitano ad uscire con loro.

Attenzione: seguono luoghi davvero comuni

Di questo passo, dove andremo a finire?

(a me comunque il dubbio viene, luogo comune o meno. Qui sembra davvero di saper solo sprecare dna virtuoso. Che brutta sensazione.)

29/7/2005

Leggibilità

Tag:, , — oracolo @ 10:40 pm

Quella di chi programma è spesso una continua lotta volta a rendere il proprio codice sempre più chiaro e facile da mantenere.

Senza scomodare linguaggi di programmazione esoterici, può capitare di voler scrivere nel peggior modo possibile in un linguaggio noto. Giusto per rendere difficile la vita al povero sventurato che verrà dopo di noi.

Qualcuno viene in aiuto.

28/7/2005

Fotorealismo

Tag:, , — oracolo @ 6:27 pm

E’ vecchia, ed in un campo come quello della modellazione tridimensionale questo può significare molto.

Tuttavia, c’è sempre qualcosa di magico nel guardare un’immagine simile e nel sapere che è completamente sintetica (“completamente sintetica”… ogni tanto parlo come Studio Aperto. Virtuale, multimediale, interattivo).

L’autore, però, ha qualcosa di interessante da dire riguardo ad un’altra sua opera ed al successo di immagini fotorealistiche senza nessun particolare significato artistico che vada oltre la loro perfezione e la loro capacità di ingannare l’osservatore.

Tutto questo con Persistence of Vision. Che non costa un euro, giusto per precisare.

27/7/2005

Viaggio – 17

Tag:, , — oracolo @ 2:31 am

Messe da parte le lacrime, continuo a guidare.

Ecco un rumore di mandibole. Alla mia destra, lei dorme; evidentemente non mastica.

Neppure un kilometro e scopro la causa: una scimmietta seduta sul sedile posteriore.

«E tu cosa ci fai lì?»
«Sono la tua mente.»
«E cosa mastichi?»
«Ricordi amari.»
«Buoni?»
«Decisamente no; infiammano le gengive e logorano le mascelle.»
«Scusa, allora perché mastichi?»
«Non posso farne a meno. Ora, se vuoi scusarmi, sto assaporando una frecciatina che ti hanno lanciato il mese scorso. Dopo passerò a quando ti hanno fatto sentire un inetto, giusto per mandar via il saporaccio.»

Torno a guardare la strada. Roba da matti.

26/7/2005

Per N

Tag:, — oracolo @ 4:37 pm

Vale la pena di fare un giro su archive.org e notare che molto di quello che passa sul web rischia di diventare eterno. O quantomeno di durare un numero di anni comparabile a quello della vita di chi lo scrive.

Sì, anche il tuo blog. Occhio alle cazzate che scrivi: un giorno potrai pentirti di averlo fatto.

25/7/2005

Polimero – 2

Tag: — oracolo @ 12:30 am

Forse ho preso una cantonata.

Conoscere persone non per creare migliaia di relazioni che non si riescono a sostenere, ma per capire meglio come gestire quelle poche che contano sul serio.

Capire come comunicare, accettare la pluralità di emozioni, diminuire la paranoia.

Per cercare di stare lontani da alcune trappole in cui trascorro parecchio tempo:

  • Gli altri non possono capirmi, quindi è inutile parlare
  • Gli altri non possono aiutarmi, quindi è inutile chiedere
  • Io sono molto meglio degli altri
  • Gli altri sono molto meglio di me

(Riguardo alle ultime due, ho già scritto di quanto siano deleterie le relazioni d’ordine sull’insieme degli essere umani)

24/7/2005

Conversazione

Tag:, — oracolo @ 12:41 am

“La maggior parte delle nostre conversazioni ci vede a confronto con degli interlocutori che non vogliamo ferire e annientare. Eppure vengo catturato a tal punto dal desiderio di aver ragione, dal desiderio di vincere, che per me in questo momento aver ragione è più importante di come ti senti tu. Vincere, aver ragione, appare più importante della mia speranza di ricavarne un insegnamento. Ciò che avrebbe potuto essere un’occasione per imparare dall’altro, per trasmettersi piacere e apprezzamento, per approfondire la nostra relazione, si è mutato in una gara, in una lotta.”

A chi non è capitato? Affronti una conversazione su un argomento già noto con il solito interlocutore, e sai che dovrai fare mille premesse ed usare mille precauzioni per evitare di sbattere contro il muro di gomma che è già stato preparato per ciò che hai da dire. Tanto più deludente quanto più eri orgoglioso dei tuoi nuovi ragionamenti, o quanto più credevi di essere arrivato ad una sintesi che non scontenta nessuno.

Dopo le prime battute passate a studiarsi, i due interlocutori discutono di due cose diverse: ognuno si forma un’idea precisa (e sbagliata) di dove stia andando a parare l’altro, e ascolta solo allo scopo di preparare contromisure.

Ognuno deve rimanere tassativamente della propria idea, poi: la flessibilità viene chiamata mancanza di carattere.

23/7/2005

Sconfitta

Tag: — oracolo @ 12:43 am

Un veleno bifaccia:

  •  ”Sei davvero bravo!”
  • “E’ veramente un incapace.”

Ogni volta che la mia felicità dipende da simili espressioni mi detesto sinceramente.

Non per francescanesimo: chi se ne frega, dopotutto. Magari non saprò mai che il complimento non era sincero, o l’incapace non saprà mai che lo reputano tale.

La felicità che scaturisce dal distruggere brucia molto ma dura poco, e dietro si lascia delusione e malinconia. La felicità che scaturisce dal creare brucia a lungo, alimentata da ciò che si è creato. Purché non si consumi anzitempo ciò che si è creato utilizzandolo per distruggere qualcos’altro.

Io sono per la felicità moderata e costante, che ogni tanto chiamo serenità.

22/7/2005

La vita oltre la vita

Tag:, , — oracolo @ 12:30 am

Ho passato anni della mia infanzia nella lettura (per lo più clandestina) di libri sulle esperienze di pre-morte e sulla reincarnazione.

Ci sono stati momenti in cui ero talmente sicuro di cosa sarebbe successo e di perché (come mai, poi, un bambino è tanto vicino a tutto questo? Forse gli estremi della vita attraggono di più quanto più si è vicini?) da considerare l’argomento archiviabile. Non c’erano più misteri in questa complicata faccenda della vita: conservavo con gelosia questa mia sapienza faticosamente acquisita, sapendo che mi sarebbe tornata utile negli anni a venire.

Che colpo quando, crescendo, misi a confronto quello che sapevo con decine di altre fonti, con le opinioni di decine di altre persone… e diventai disilluso, insicuro come tutti gli altri, con nessuna certezza ed una discreta paura addosso.

Ogni tanto viene il dubbio: ma c’è proprio bisogno di metterle a confronto con il mondo, certe convinzioni? Se rinasco, eviterò accuratamente l’argomento. Non ascolterò e, interrogato, parlerò solo di palmizi.

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