Banalità

31/10/2004

Hallouin

Tag:, — oracolo @ 12:21 am

Nulla in contrario a feste nuove, consumistiche, superflue. Per carità.

Ma questa la leggevo nei fumetti di Charlie Brown o la vedevo nei telefilm, e stava bene lì.

Trapiantata qui mi sa di spaghetti al ragù in scatola. Mah, starò invecchiando…

Errata corrige: tutta la tivvù ha iniziato a criticare Halloween negli stessi termini. Allora a me piace, perché io devo essere in controtendenza.

30/10/2004

Dire NO

Tag:, — oracolo @ 11:38 pm

Incapacità di dire “no”.

Una sindrome che conosco fin troppo bene. Dire di sì porta ad essere accettati e stimati, facilita il rapporto con il branco. Chi è disposto a sacrificarsi per il bene altrui è istintivamente apprezzato.

I difetti di comunicazione portano spiacevoli conseguenze. Posticipare un no fino all’ultimo momento può deludere le aspettative altrui: “chi tace, acconsente” è falso per chiunque tranne per chi si aspetta un sì e non riceve risposte chiare.

29/10/2004

Fiamme

Tag: — oracolo @ 11:55 pm

Certi giorni dimentico una certa indole statica, e da bonaccia mi camuffo in lanciafiamme. Un paio di centimetri sotto pelle: esporsi di più renderebbe ridicoli più del preventivato, e nulla è più patetico di un coniglio minaccioso.

Non che non si possa diventar pantere o almeno cagnetti arrabbiati, per carità: ma fa talmente paura che si desiste, relegando l’esperienza ad una cupa minaccia a cui non ha davvero mai creduto nessuno.

Certi giorni ce n’è davvero per tutti, specialmente per chi lo merita meno; nessuno contraddice il karma, però, ed ogni oncia d’odio ritorna con gli interessi sotto forma di casini poliedrici o progressivo allontanamento prima degli amati, poi dei meno amati ed alla fine di tutti. Ed una natura beffarda ci vuole animali sociali.

Nell’attesa che si imparino ad incassar pugni senza batter ciglio, auguro a tutti voi che alzate le mani un incontro fortuito con uno specchio abbastanza pulito da abbagliarvi con il terrore che gratuitamente elargite.

28/10/2004

Tarallucci & vino

Tag: — oracolo @ 12:10 am

Ed a noi che siamo in battaglia, vittime dell’odio, dell’invidia o del fastidio, una targa con su scritto:

Te ne andrai prima di aver respirato un fiore, eppure non fai che lottare e lamentarti. Sei veramente una testa di cazzo.

27/10/2004

eriadan

Tag: — oracolo @ 11:47 pm

Se siete qui, con buona probabilità lo conoscete già, forse avete anche già acquistato la versione cartacea delle sue strip.

Lasciate che io sfrutti un briciolo di pubblicità di riflesso e vi indirizzi alla mia pagina, che era lieta di ospitare suoi disegni e sue storie prima che il grande pubblico lo conoscesse.

26/10/2004

Branco

Tag:, , — oracolo @ 11:39 pm

Problemi nell’assumere responsabilità? Paura del giudizio altrui? Nessun problema!

Da oggi potrai supportare le tue opinioni e le tue scelte utilizzando la prima persona plurale in luogo della prima singolare! Scarica il barile su chi ha le spalle più larghe di te! Spara emerite cazzate attribuendole a qualcun altro nel caso la situazione si facesse pesante!

Con un po’ di allenamento potrai addirittura sfruttare la peer pressure e costringere chi fatica a dire no a fare quello che ti pare.

25/10/2004

UTF-8

Tag:, — oracolo @ 5:05 pm

C’era un tempo, lontano lontano, in cui l’unica certezza era l’ASCII. Qualsiasi trasgressione a questo standard era severamente punita: se aveste usato caratteri accentati (cosa invero alquanto comune, in Italia) all’interno di una e-mail destinata ad un amico in un’altra nazione o utente di un differente sistema operativo, con buona probabilità le vostre eleganti “è” sarebbero state lette come simboli indecifrabili.

Dapprima si cercò una soluzione standardizzando anche le codepage. Poi qualcuno inventò l’Unicode, uno standard ambizioso che si prefigge di rappresentare con bit (e bit standard, soprattutto) la totalità dei glifi usati nei linguaggi umani.

C’è chi lotta perché nell’Unicode vengano accettati anche il Klingon ed il Tengwar, per darvi un’idea delle dimensioni del progetto e della varietà di caratteri standardizzati.

L’UTF-8 del titolo è una codifica che permette di rappresentare ogni carattere dell’Unicode con una sequenza di caratteri ad 8 bit, che mira ad una certa compatibilità con i formati esistenti nei casi di testi conformi allo standard ISO-8859-15. Le nostre amate accentate sono rappresentate con due byte, mentre caratteri particolarmente inusuali possono venire rappresentati con sequenze di byte più lunghe.

Il succo di questo? Se il vostro browser supporta UTF-8 ed il font che usate contiene gli appropriati glifi, potete vedere in questa stessa pagina scritte in

greco antico: Ὦ φῶς, τελευταῖόν σε προσϐλέψαιμι νῦν

arabo: السلام عليك

ebraico: אני לא מדבר עברית

cinese: 你會說漢語嗎

giapponese: わたしはあなたが好きです

o addirittura in tengwar:

󲀪󲁀 󲀐󲀟󲁀󲀇 󲀄󲀔󲁈󲀅󲀀󲁀󲀚󲁈󲀃󲁉 󲀪󲁀 󲀐󲀟󲁀󲀇 󲀇󲀅󲁌󲁄󲀀󲁀󲀚󲁈

󲀪󲁀 󲀐󲀟󲁀󲀇 󲀈󲀘󲀃󲁀󲀀󲁀󲀚󲁈󲀃󲁉 󲀯󲁀 󲀅󲀔󲁈󲀞󲀑󲁈󲀪󲁄󲀥󲁄 󲀃󲀘󲀁󲁌󲁄󲀀󲁀󲀚󲁈

ma è improbabile che vediate correttamente la frase qui sopra (che per i curiosi è la famosa “Un anello”) perché non è ancora propriamente parte dello standard ed i suoi glifi sono presenti solo in pochi font. Sigh.

24/10/2004

Antagonia

Tag: — oracolo @ 8:47 am

Una delle strade sicure verso il successo è guardare diritto alla meta, senza farsi distrarre da nulla e senza essere preda di bassi istinti di qualsivoglia genere.

Bel casino.

23/10/2004

RSS

Tag: — oracolo @ 5:01 pm

Dotatevi di un browser mozilliforme (anche Firefox va bene) e cliccate sul pulsantino “RSS” che appare in basso a destra.

Se vi interessa sapere cos’è un feed RSS

21/10/2004

Distorsione

Tag:, — oracolo @ 9:38 am

Pensavo al termine hacker, ed a come abbia effettivamente due significati: quello originale, ed in uso in un certo ambito, ed uno con connotazione negativa, diffuso in un altro ambito.

Non deve essere bello coniare un termine (o riadattarlo alle proprie esigenze pescandolo da qualche altro contesto) per poi vederlo ribaltato.

C’è chi dice che il significato dei termini derivi dall’uso che se ne fa e dalla lingua parlata, anziché da quello che riportano dizionari ed enciclopedie. In questo caso, che fare? Rimanere fedeli all’originale, correndo il rischio di non essere capiti, o piegarsi al volere altrui?

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