Attimi
Un elogio al luogo comune: la giornata è fatta di tanti piccoli attimi che, comunque, passano.
Di solito anche troppo veloci, e di solito si ha l’impressione di non averli sfruttati abbastanza.
Un elogio al luogo comune: la giornata è fatta di tanti piccoli attimi che, comunque, passano.
Di solito anche troppo veloci, e di solito si ha l’impressione di non averli sfruttati abbastanza.
Ecco, a questo punto sarebbe utile uno schiavista a caso che mi obblighi a fare qualche lavoro fisicamente e mentalmente provante.
Giusto per evitare di vegetare.
No, lo schiavista interiore non è abbastanza burbero, mi dispiace. I nonni di Heidi non sono più quelli di una volta.
Ho fatto un sogno strutturato a Matrioska:
io sognavo di sognare che un abate un po’ cruento
dopo avermi esaminato mi ordinava di svegliarmi.
Io ubbidiente gli ubbidivo, cioè sognavo di svegliarmi
e me lo ritrovavo accanto con quel fare suo cruento,
lui che mi riesaminava, io che gli chiedevo affranto:
“Dimmi, abate, perché insisti nell’esaminarmi attento?
Ho commesso forse un atto che fu inviso all’abbazia?
Egli, colto alla sprovvista, non sapendo fare meglio,
mi ordinò seduta stante di procedere a un risveglio.
Delirino in ara
oleandri in ira,
l’ordine in aria.
Io. Anni. L’ardire.
Delirai: non ira,
adorni lineari
dilanio ne’ rari
deliri. Non aria!
Annali ordirei,
lordi in ariane
lire. Dan ironia.
L’io arreda inni,
lì arredi non hai:
darai il nero in
nodi. Lì, rara nei
doni; lì, ei narra.
Lì donne. Ira, ira.
Io l’errai d’anni:
l’ieri non adira.
Ieri non ardi. Là,
là non ira: iride.
Danilo Raineri
La somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
Bella giornata, però. Direi che andrà tutto bene.
La somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
Tutti sulla porta. Aspettano me?
La somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
Entriamo. Non penso che nessuno mi riconoscerà.
La somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
«Buongiorno, io sono quello pagato per rispondere alle domande.»
La somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
«Buongiorno! Prego, prego, si accomodi. Si sieda, a minuti arriveranno i domandanti.»
La somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
Che caldo, però. Speriamo non ci mettano troppo tempo.
La somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
Quest’attesa è logorante. Cielo.
La somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa
Oh, eccone uno. Perché mi guarda così?
La somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa
«Buongiorno! Posso esserle d’aiuto?»
La somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa
«… forse sì; probabilmente per lei rispondere sarà una bazzecola.»
La somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa
Cominciamo bene… speriamo sia una bazzecola sul serio.
La somma dei quadrati costruiti sull’ipotenusa è uguale al quadrato costruito sui cateti.
«Ha presente l’ipotenusa, no? Ed ha presente come costruire rombi su di essa?»
La somma dei rombi costruiti sull’ipotenusa è uguale al…
«Sì, direi che ho presente… mi pare… dica pure…»
…rombo costruito…
«Vorrei sapere a cosa sono uguali.»
La somma dei rombi costruiti sull’ipotenusa è uguale al rombo costruito sui cateti
«Al rombo costruito sui cateti, direi! No, anzi… mi scusi, le sto dicendo una stupidaggine… pare che…»
La somma dei rombi costruiti sui cateti è uguale ai rombi costruiti sui cateti
«E’ sicuro?»
La somma dei rombi costruiti sui rombi è uguale al cateto del rombo
«Certamente! Vede, penso che in letteratura non si menzionino esplicitamente rombi, ma le dico…»
La somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa
«Non importa, grazie. Non era poi così importante. Mi rivolgerò altrove. Buongiorno.»
La somma…
«Buongiorno.»
Viene da pensare che una nostra attività preferita sia ripeterci l’un l’altro cose che sappiamo già, nella speranza di renderle più permanenti di quanto mostrano di essere.
Venga io benedetto dalla forza dei quattro elementi:
La terra, stabile;
L’acqua, fluida;
L’aria, fuggevole;
Ciò che non ti uccide, ti fortifica
Quando hai un problema, se puoi risolverlo perché ti preoccupi? E se non puoi risolverlo, perché ti preoccupi?
Perché sempre allegri sono i buoni, salvo che per cattiva sorte…
Esempi più o meno famosi di frasi che gente che conosco più o meno bene utilizza per uscire da momenti più o meno cupi.
Nella mia presunzione, penso che lo facciano un po’ tutti: è un ottimo metodo per ingannare l’animale imbizzarrito che abbiamo nella testa.
Sono frasi dirette e irreali, che semplificano il problema al punto da trascurarne l’esistenza. Non è vero che ciò che non ti uccide ti fortifichi, ed è lecito soffrire perché si sa come risolvere un problema, ma non si riesce a farlo. Eppure ripeterle in mente ha un effetto tranquillizzante, quasi ipnotico.
Ognuno ha frasi diverse: quelle che vanno bene per me, sono ridicole per un altro. Trovare le proprie non è facile, perché devono suonare abbastanza vere da mascherare il fatto che stanno banalizzando.
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