Banalità

31/7/2004

Coraggio

Tag: — oracolo @ 1:15 am

Esercizio: sostenere il proprio sguardo per cinque minuti. Uno specchio sarà più che sufficiente allo scopo.

Quando si saprà sostenere il proprio sguardo, si può passare a quello degli altri. Non vale fissare un punto all’infinito: bisogna proprio guardare gli occhi, e capire cosa hanno da dire.

Ho provato cinque minuti fa con questa gattina ed ho capito come ci si sente a guardare negli occhi una sfinge. Michael Ende, nella Storia Infinita, riporta che è come sentirsi porre tutte le domande dell’universo… e non si ha la prontezza di spirito di rispondere: «42!»

30/7/2004

Viaggio – 12

Tag:, , — oracolo @ 12:55 am

Si esce dall’autostrada.

Ora siamo in una città senza nomi alle vie, le strade sono tutte perpendicolari fra loro. E’ buio, e nevica un poco. Lei guarda fuori.

Il limite di velocità è di 5 kilometri all’ora, e lo rispetto scrupolosamente.

Svolto a sinistra ad un incrocio, e vedo un bambino che gioca triste con un cellulare.

Abbasso il finestrino:
«Tutto a posto?»
«…sì.»
«Davvero? Perché credevo…»
«Tutto a posto. Grazie.»
e continua a giocare con il cellulare. Passo oltre.

29/7/2004

Sensibilità

Tag:, — oracolo @ 12:06 am

Sarebbe bello poter semplicemente parlare. Sono felice? Lo dico. Sono triste? Lo dico. Vorrei spaccarti il grugno? Lo dico.

Non è così facile. Ci sono persone che aspirano a poterlo fare, perché non ci riescono a causa di un’indole particolare. Ci sono persone che lo fanno, e provocano danni di varia entità in coloro che non lo sanno fare o che non se lo aspettano. Già, poiché la comunicazione è priva di rischi solo se entrambe le parti sono solide: in caso contrario, il più debole tra i due viene danneggiato.

Quando c’è asimmetria, si sta sul chi vive: se teniamo all’interlocutore, dovremo controllare accuratamente il nostro linguaggio ed i nostri gesti. Lo stesso dovrà fare l’altra parte in causa, poiché la sensibilità è in parte un parametro globale, in parte concentrata in aree tematiche ben precise.

Controllare accuratamente il contenuto ed il contenitore di ciò che si espone richiede energie: non sempre si hanno le risorse per farlo. In questi casi ci si può lasciare andare ed inibire i freni, talora con gravi conseguenze, o si può rinunciare alla comunicazione, con conseguenze di solito più gravi.

A causa della complessa trama di rapporti sociali che anche il più solitario tra noi è costretto a gestire, ed a causa del fatto che praticamente tutti abbiamo delle zone sensibili da proteggere, possono verificarsi situazioni a catena nelle quali le energie investite per gestire una persona vengono sottratte alla gestione di altre. Per evitare situazioni di questo tipo, molti preferiscono rapporti interpersonali superficiali.

Non approfondendo la reciproca conoscenza oltre un certo limite si è sicuri di mantenere la comunicazione a debita distanza da zone sensibili, e si possono risparmiare energie. Fortunatamente sono ben poche le persone che riescono a non aprirsi a nessuno. Ciò ci rende meno solitari, ma più soggetti ai problemi economici di cui sopra.

Il fuggire dalla comunicazione crea situazioni grottesche. Entrambe le parti finiscono con l’interpretare la stessa realtà con sfaccettature molto diverse: ad esempio, quella che per uno dei due è un’offerta di aiuto viene interpretata come una minaccia.

Le reazioni possono diventare esagerate, i gesti assumono significati diversi da quelli usuali, la paranoia regna sovrana. La sofferenza porta all’astio, astio che invece di venire compreso e disinnescato provoca reazioni violente, rotture, litigi. Che di solito sono molto più crudi di quanto dovrebbero, proprio perché le barriere accuratamente costruite per evitarsi danni reciproci vengono abbattute. La comunicazione degenera in un brutale incontro di pugilato, ed anche qui il più debole rischia molto.

28/7/2004

Think Geek

Tag:, — oracolo @ 11:39 pm

Non c’è bisogno che vi spieghi cosa vuol dire geek, vero?

Questo sito mi ha rapito per un’ora abbondante. C’è tutto quello che avrei sempre voluto da bambino, e una discreta quantità di cose che voglio.

Come si può resistere a:

Scusate, ora ho da fare: vado a cercarmi un lavoro per poter comprare tutto…

27/7/2004

Assurdo

Tag:, , — oracolo @ 1:51 am

Ero piccolo quando sperimentai per la prima volta la sensazione che la realtà non fosse reale.

Tornato dalla Sicilia, in un eterno pomeriggio domenicale, capii di dover sostituire il mio amato orologio da polso con calcolatrice.

Mi aveva spesso tenuto compagnia. Il dentista aveva anche detto che era un orologio da astronauta. Scrivevo un numero, premevo tante volte il tasto per estrarre la radice quadrata ed ottenevo uno. Nessuno aveva saputo spiegarmi perché succedesse: forse l’ho capito qualche lustro dopo.

Ma oramai era rotto e logoro, e ne avevo uno di riserva, con i tasti in gomma nera anziché grigia. Per il resto, quasi tutto identico: forse cambiava la posizione di qualche icona sul display lcd. Ancora non le chiamavo icone, probabilmente erano “disegnini”.

Realizzai che le cose si logorano e si rimpiazzano, e che tutti erano a conoscenza di questa scomoda realtà. Poi, senza apparente motivo, tutto iniziò a sembrarmi finto ed innaturale.

Non mi sono mai liberato del tutto da quella sensazione. Svanisce per ore, per giorni: poi torna, e mi sembra di vivere in un luogo assurdo, con un corpo assurdo ed una mente assurda. Mi addormento sperando che passi, e mi risveglio ancora più confuso.

Guardo film come Matrix, penso a Yesod ed al velo di Maya, e realizzo che non sono solo.

Forse è un bug del nostro sofisticato raziocinio.

Anzi, del vostro sofisticato raziocinio. Io mi definisco semplice e confuso.

26/7/2004

Ricerca

Tag: — oracolo @ 1:48 am

Chiedevo all’uccellino azzurro di concatenarmi i simboli, ma quello è impegnato a guardare le stelle.

Ho messo i miei complessi in questa comoda scatola, in modo da poterli contemplare in ogni occasione. Contandoli ho scoperto che appartengo alla gilda dei solipsisti, e che il modo migliore che conosco per risolvere un grave problema è portarlo dentro di me ed instupidirlo gridandogli: «NON ESISTI!»

Chi mi ha criticato dalla mattina alla sera per lo scarso impegno (coscienza inclusa) non mi ha saputo insegnare metodi alternativi.

Per favore, non lasciatemi solo. Prometto che cercherò di soddisfare ogni vostro desiderio, anche i più strani. Per favore, per favore, non desiderate cose troppo contrastanti, o mi lacererete.

25/7/2004

Demenziale

Tag:, , — oracolo @ 12:17 am

Adoro il demenziale. Questo mette a dura prova anche la mia resistenza, tuttavia (zeeky boogy doog).

24/7/2004

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Tag:, , — oracolo @ 12:14 am

Se vi siete sempre chiesti perché i link che partono da qui non aprano nuove finestre:

23/7/2004

Ritmo

Tag:, — oracolo @ 11:53 pm

L’unico suono che ci accompagna dalla nascita alla morte: il battito del cuore.

Dovrebbe essere un suono più che naturale, eppure ascoltarlo a lungo mi spaventa. Mi riporta ritmicamente alla mia dimensione fisica, alla domanda: “Io sono questo e solo questo?”

Che il mio pensiero sia frutto di scambi chimici, di uno spirito che soffia bolle di sapone nel mondo dei sogni o del grido collettivo di milioni di cellule parzialmente senzienti, la questione non è meno affascinante. Né è meno inquietante pensare: “e dopo?”.

22/7/2004

Senza parole

Tag:, — oracolo @ 12:11 am

Dopo il successo dell’avventura grafica ittica, un’avventura completamente priva di parole. Degli stessi autori, anche questa e questa.

Molto belle, nella loro essenzialità.

Si ringraziano i falliti per l’adozione.

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