Ho condiviso la stanza con bz. Bz non l’ha chiesto esplicitamente, ed io sarei stato felice di mandarlo via. Bz ha seguito il suo istinto, io il mio.
La condivisione è stata breve, evidentemente la mia luce ha perso la propria attrattiva. Ora bz sta felice là fuori, ed io un po’ inquieto qui dentro.
La paura più incontrollabile è la paura di avere paura.
Materiali apparentemente solidi manifestano, nel lungo periodo, comportamenti fluidi… qualcuno aspetta che questa goccia di pece cada da ben 77 anni.
E c’è gente che si spazientisce quando il treno ha dieci minuti di ritardo.
Ringrazio thedax per l’adozione.
E’ un mistero, per me, che si possa accettare di cessare di esistere.
Nonostante questo, l’evidenza parla chiaro e non ci sono prove dell’esistenza dell’aldilà.
Se capiterà, farò tranquillamente uso dell’oppio dei popoli. Uno a caso, che risulti abbastanza convincente.
«…non ci sono gli archetipi, c’è il corpo. Dentro la pancia è bello, perché ci cresce il bambino, si infila il tuo uccellino tutto allegro e scende l’anfratto, il cunicolo, il sotterraneo, e persino il labirinto che è fatto come le nostre buone e sante trippe, e quando qualcuno deve inventare qualcosa di importante lo fa venire di lì, perché sei venuto di lì anche tu il giorno che sei nato, e la fertitlità è sempre in un buco, dove qualcosa prima marcisce e poi ecco là, un cinesino, un dattero, un baobab. Ma alto è meglio che basso, perché se sei a testa in giù ti viene il sangue alla testa, perché i piedi puzzano e i capelli meno, perché è meglio salire su un albero a coglier frutti che finire sottoterra a ingrassare i vermi, perché raramente ti fai male toccando in alto (devi essere proprio in solaio) e di solito ti fai male cascando verso il basso, ed ecco perché l’alto è angelico e il basso diabolico. Ma siccome è anche vero quel che ho detto prima sulla mia pancina, sono vere tutte e due le cose, è bello il basso e il dentro, in un senso, e nell’altro è bello l’alto e il fuori, e non c’entra lo spirito di Mercurio e la contraddizione universale. Il fuoco tiene caldo e il freddo ti fa venire la broncopolmonite, specie se sei un sapiente di quattromila anni fa, e dunque il fuoco ha misteriose virtù, anche perché ti cuoce il pollo. Ma il freddo conserva lo stesso pollo e il fuoco se lo tocchi ti fa venire una vescica grossa così, quindi se pensi a una cosa che si conserva da millenni, come la sapienza, devi pensarla su un monte, in alto, (e abbiam visto che è bene), ma in una caverna (che è altrettanto bene) e al freddo eterno delle nevi tibetane (che è benissimo). E se poi vuoi sapere perché la sapienza viene dall’oriente e non dalle Alpi svizzere, è perché il corpo dei tuoi antenati alla mattina, quando si svegliava che era ancora buio, guardava a est sperando che sorgesse il sole e non piovesse, governo ladro.» (continua…)
Reduce dal litigio delle mie idee, arrivo davanti alla porta di una casetta isolata. Mi apre la porta, mi guarda un istante con gli occhi che sorridono e mi fa accomodare.
Un secondo dopo, sono seduto davanti al tè ed ai biscotti. Apro la bocca per parlare, ma «Lo so. Sei tanto stanco. Non sai neppure perché o di cosa. Bevi, finché è caldo.»
Bevo.
«E ti chiedi perché non ci si vuole semplicemente bene. Amore, amicizia, affetto, calore… vogliamo tutti questo. Poi non riesci a dirlo perché sei fatto un po’ strano, ma la colpa non è solo tua. Vivi in un mondo un po’ complicato, sei più distante dalle favole della buona notte di quanto vorresti essere, ma non sei ancora l’ometto che immagini. Forse non lo sarai mai, e dovrai lottare per convincerti di essere grande. E fai tanta fatica, come se nuotassi controcorrente.
Ti svelo un segreto: in tanti anni, per nessuno è mai stato facile. E te ne svelo un altro: non è vero che “mal comune, mezzo gaudio”.
Ma bevi il tuo tè, e per dieci minuti dimentica. C’è davvero gente che ti vuole bene. Magari in modo complicato, o magari in un modo che tu vedi complicato.
Ogni tanto ricorda che sei nato semplice, ridevi quando ti sorridevano e piangevi se rimanevi solo.
Poi ti sei inventato tutto questo meraviglioso mondo di parole in cui vivi, ma non prenderlo troppo sul serio. Ogni tanto bevi tè, e mangia biscotti.»
Non so perché, ma dopo aver bevuto chiedo: «Sei un archetipo?»
Mi guarda con occhi comprensivi, mi abbraccia e mi stringe forte. Piango molto, ma dopo sto meglio.
Si può discutere e rimuginare, si può dar corda all’istinto xenofobo.
Ogni tanto mi guardo in giro, in treno o in autobus. Fa caldo, e quasi non si respira. Decine di persone in pochi metri quadri.
Guardo i loro volti: un paio di occhi, un naso, una bocca, rughe, smorfie… e li immagino bambini, mentre piangevano perché la mamma se ne era andata, o li immagino delusi, o innamorati, o innamorati cinquant’anni dopo, quando la passione si è trasformata in una stretta di mano tenera. E non posso che vedere variazioni sullo stesso tema, tante copie di me che hanno fatto scelte diverse ed hanno avuto una sorte diversa.
So che cinque minuti dopo sarei pronto ad ucciderne uno per una parola fuori posto, o che forse un altro mi butterebbe senza pensarci giù da un ponte: ma è più forte di me, ci sono momenti in cui voglio loro bene.
Li amo perché sono come me, e anche perché sono diversi. Perché spesso non ci capiamo, ma siamo animati dalla stessa forza che fa fiorire margherite sui binari.
Beh, mi dispiace, oggi ho scritto ovvietà zuccherose. Tutti abbiamo i nostri giorni no, che diamine.
Staresti per anni a contare i macrocicli, ed a trovare microcicli all’interno di ognuno. Non mi stupisco che si invecchi: si sopporta un numero limitato di eventi completamente diversi ma sostanzialmente simili. Ogni volta si usa l’esperienza della volta precedente, ma inevitabilmente si ricade nella stessa sequenza di comportamenti predigeriti. Ci sono gli illuminati che non lo fanno; ma sono quantomeno antipatici.
Dal canto mio, il riconoscere qualcosa di già avvenuto è solo questione di quanto si guarda attentamente. Il sapere come andrà a finire ti dà quel sorriso compiaciuto da televendita, ma ti fa chiedere se vale davvero la pena di rimontare sulla giostra.
Azzeccarci non è più facile che prevedere il tempo atmosferico usando una clessidra. La memoria fa il suo, e fa in modo che ci si ricordino solo gli eventi preventivati. Per questo con il tempo si diventa sempre più sicuri, anche quando si sbaglia: si è solo affinato il meccanismo che etichetta un evento con “l’avevo detto!”.
Stare sulla terra è già difficile per un nullafacente come me, mi chiedo come facciano a sopravvivere quelli che invece si danno da fare. O forse stanno meglio proprio perché non hanno tempo di chiedersi se stanno bene?
Beh, tanto ci sono gli abbracci e le manie che durano un paio di giorni. Non sono modi stupidi di passare il tempo, tutt’altro… non so come farei, senza gli abbracci e le mie manie.
Non perdete anche scalini. Collezionatele tutte!
Notte
Monopolizzata
dalla ghiotta attrazione
della luce al neon
vola la falena al fato
e frigola dolore
l’ala che evapora
Scivola veloce l’aria
convogliata dalla ventola
brilla il neon
tra le atre pareti del case
Cigola la bicicletta
sotto il mio balcone che gronda
matematica
e brillano le orbite
degli occhi
dei cicloni
scatenati dalle farfalle epossidiche
(nell’humus?)
(e larve?)
Benedico la nascita
del verso libero e la scarsa necessità
di rima
che consente rapida conversione
da prosa a poesia
mediante ritorni carrello (vulgo “a capo”)
Ringrazio Storm, maestro spirituale che mai eguaglierò, uomo che così spesso mi allietò su #gdr con le proprie poesie zublimi. Soprattutto le parti riguardanti la Nutella.
Siamo al 20%. Tempo stimato: 40 minuti.
Ovviamente la stima non è attendibile, ovviamente il sapere di essere al 20% non è particolarmente utile.
Mi viene da pensare che la maggior parte della vita sia compressa in quei lunghi momenti in cui la barra di avanzamento è al 98%, in cui sembra che tutto stia per succedere ma ancora non succede.
Spesso si pianta tutto proprio al 99%, tra l’altro.
L’idea è semplice: lasci qualcosa, e ottieni in cambio qualcosa lasciato da qualcuno prima di te.
L’Anonymous Message Server ti permette di farlo con messaggi, indirizzi di siti e ftp, ed indirizzi e-mail.
Ogni tanto tornano indietro oggetti singolari… provare per credere.